Guy-Marie Sallier

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Guy-Marie Sallier, known in French as Sallier-Chaumont de la Roche, is a prominent figure in the history of France during the time of the French Revolution. Sallier was a magistrate for the Parlement of Paris. Sallier is the author of Annales francoises, published in 1813, which is an encyclopedia written in response to the events that happened during the French Revolution. Although little is known about Sallier himself, his book Annales francoises is cited often in reference to events during the Ancien régime. Sallier wrote Recollections of a Parlementary Magistrate a retrospective account of the events that happened during the critical year of 1788.

References[edit]

La VITA Nato a Parigi nel 31 dicembre 1763, nel periodo di regno di Luigi XVI appena anteriore alla Rivoluzione (periodo narrato nei suoi Annales) Guy-Marie Sallier Chaumont de la Roche era ventenne ed occupava l’importante carica ereditaria di Consigliere del Parlamento di Parigi. Fa parte di quella nobiltà contestatrice e conservatrice protagonista dei disordini sociali degli ultimi anni '80, che sopravvive alla Rivoluzione tenendosi prudentemente in disparte. Sallier ricompare nel 1813 donando a Napoleone i suoi Annales Francaises depuis le comincement du regne de Louis XVI, jusqu'aux Etats-Generaux- 1774-1789 , riesce a rifarsi un’immagine, tanto che Napoleone lo ammette al Consiglio di Stato (maitre de requets au conseil de Etat) e lo nomina Cavaliere della legione d’onore e Magistrato. Con la Restaurazione Luigi XVIII, Carlo X, Nel febbraio 1824 viene anche eletto alla Camera dei deputati per la Cote d’Or, dopo un primo tentativo effettuato nel 1822 in cui uscì sconfitto per pochi voti. Rientrò alla vita privata nel 1827, si dedicò agli studi storici e divenne Consigliere di Stato sotto Luigi Filippo. Muore il 18 giugno 1839. (Notizie bibliografiche da Dictionnaire des parlementaires francaises de 1789 a 1889, Adolphe Robert et Gaston Cougny, Bourloton Editeur Paris 1891 Il Michaud lo menziona a pagina 298 e 299 del V volume del suo Biographie des hommes vivants, Redigés par une Societè de gens de lettres et de savants, Michaud – Paris, 1816 dal sottotitolo: "ou histoire par ordre alphabetique de la vie publique de tous les hommes qui se sont fait remarquer par leur actions ou leurs écrits" "Guy Marie Sallier-Chamont (sic), antico consigliere del parlamento di Parigi, nato a Roche en Breny nella provincia di Borgogna, ha come zio l’abate di Sallier, garde della Biblioteca del Re. Ha pubblicato Annali Francesi dall’inizio del regno di Luigi XVI fino agli Stati Generali, unico volume in 8°, pubblicato in due edizioni, 1813. Questa opera, scritta bene, riferisce le cause immediate della rivoluzione francese ed fatti che l’hanno preceduta con dettagli molto interessanti. M. Sallier giovanissimo a quella epoca era, come dice lui stesso, legato a d’Epremenil (anche d’Epremesnil) così che giustifica in tutti i modi possibili il comportamento di quel magistrato durante i conflitti tra il Parlamento e la Corte, pur non-essendo d’accordo con lui nel merito della questione. (V. Epremenil sul Michaud stesso) M. Barbier gli attribuisce il libro Saggio storico per servire a la storia della rivoluzione francese, scritta da un ex magistrato- pubblicato nel 1802. Sallier è oggi (nel 1816) maitre del requetes, sezione di legislazione. “ Nel libro, Sallier riporta integralmente verbali, proclami, dichiarazioni, atti pubblici, e illustra l’esercizio e le funzioni di diverse Istituzioni dell’Ancien Regime. La sua precisione in queste citazione, gli attribuisce credibilità anche per quanto riguarda episodi di cronaca di cui si trovano poche tracce in altri memoriali. Interpreta e giudica le azioni politiche di Necker e di Luigi XVI alla luce delle iniziative dei Notabili e dei fermenti popolari. Con il suo libro e la sua carriera politica, ottiene successo personale e credibilità, dato che fino agli anni '50 dell’800 lo si trova spesso menzionato nelle memorie e dagli storici. Lo storico M. A. Granier de Cassagnac cita innumerevoli volte gli Annales Francaise nel suo Histoire des causes de la Rivolution Francaise (Librairie de Henri Plon, Paris, 1856). Nelle sue Memoires pubblicate nel 1825, madame de Genlis menziona Sallier come autore di una “pitoyable ouvrage” : reazione comprensibile da parte della ex amante di Philippe d’Orleans Egalité che viene da Sallier accusato di ogni tradimento ed ignominia. (Memoires de Madame de Genlis, Mercure de France- Paris 2007)

Il Libro Sallier era uomo del suo tempo, opportunista e prudente. Con acume e veleno, usa delle semi-varità adatte a metterlo in luce come uomo delle istituzioni, capace di moderazione e senso critico. Il libro è un capolavoro di equilibrismo, di astuzia politica e di conciliazione oltre che un documento di indubbio interesse letterario. Sono memorabili le descrizioni delle combattute sedute dei Notabili e dei Parlamenti, che dichiara trascritte dalla diretta, i ritratti caratteriali e fisici dei protagonisti del tempo Necker, Louis XVI, Turgot, Calonne, Brienne, Philippe d’Orleans, Mirabeau, Miromesnil. Mai ripubblicato in Francia, il libro è stato tradotto e pubblicato in versione integrale nel 2008 in Italia all’interno del saggio di Maria Antonietta Del Boccio dal titolo Luigi XVI e la rivoluzione dei Paradossi.

I parlamenti Erano un’istituzione su base provinciale, la più antica ed autorevole dell’Ancien Regime. Loro compito primario era amministrare la giustizia, i parlamentari erano dunque in senso moderno, magistrati. Loro compito era anche certificare la correttezza testuale di una legge prima di pubblicarla in provincia e, eventualmente, rinviarla per le correzioni di stampa. Grazie a questi due strumenti chiamati della registrazione e delle rimostranze, avevano con il tempo usurpato una sorta di potere Legislativo che, sommato a quello Giudiziario, paralizzava di fatto l’iniziativa dell’Esecutivo del re. Nobili per titoli acquistati grazie all’arricchimento consentito dal sistema giudiziario arbitrario e costoso, costituivano la frazione più retriva della società aristocratica, una frazione che – paradossalmente – riesce a rivendersi all’opinione pubblica nel ruolo di intermediazione tra un temuto ed improbabile dispotismo reale ed i sudditi. In proposito, la strenua difesa di Sallier della propria istituzione di appartenenza, non-vale i giudizi feroci di Voltaire Histoire du Parlament de Paris, Du Fay Amsterdam 1769) e di Perre-Victor de Besenval (Memoires, Mercure de France Paris 1987) Particolarmente interessante in Sallier è la cronaca delle modalità con cui i diversi contendenti politici (Corte, Ministri, Parlamenti e Re) tentano di procurarsi il favore della popolazione. Mostra la nascita della percezione dell’opinione pubblica nel senso moderna, cioè come strumento di potere. Per la prima volta i portatori di interesse hanno percepito che trascinando la massa, le decisioni potevano essere forzate a loro beneficio, tentando anche di manipolarle. Ma l’inesperienza e la mancanza di strumenti tecnici adeguati contribuirono ad innescare processi di reazione che sono usciti dal controllo di chi le aveva provocate. Oggi abbiamo strumenti di comunicazione e manipolazione più sottili ed elaborati, la nostra società è infinitamente più complessa, ma lo spaccato delle dinamiche sociali reso da Sallier è di bruciante attualità.

Maria Antonietta Del Boccio, autrice del libro Luigi XVI e la Rivoluzione dei Paradossi (editore Il Filo- Viterbo, 2009), saggio storico contenente la prima edizione integrale, tradotta dal francese a cura di maria Antonietta Del Boccio, del libro di Guy-Marie Sallier "Annali Francesi dall'nizio del regno di Luigi XVI fino agli Stati generali".