Mercenario

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Un mercenario è un militare (uomo o donna) che a scopo di lucro compie azioni militari per conto di un privato, una società o di uno stato, secondo un contratto prestabilito ed accettato consensualmente. La particolarità del mercenario è che un libero contratto stabilisce i suoi doveri verso il committente, al contrario dei soldati di leva obbligatoria, che sono forzati a combattere per lo stato, o dei volontari che combattono per i propri ideali. La figura del mercenario non è di fatto regolamentata nel diritto internazionale di guerra; l'operato dei mercenari non rientra nelle norme delle Convenzioni di Ginevra, che nel protocollo aggiuntivo sottoscritto nel 1977 si preoccupa, agli artt. 47 e seguenti, di chiarire il significato del termine[1].

Negli ultimi anni al posto del termine mercenario, considerato dispregiativo, si è cominciato ad usare per indicare queste persone l'anglicismo contractor. Tale termine inglese in realtà indica in generale qualsiasi persona che sia impegnata allo svolgimento di un particolare compito definito in base ad un contratto o simile, con qualsiasi profilo professionale ed in qualsiasi ambito lavorativo (come il termine mercenario indicava in passato).

Indice

[modifica] Storia

Soldati che prestano i loro servizi per mercede vennero indicati dai greci con nomi diversi (misthophóroi, misthōtoì, epíkouroi ecc.), presso i romani come mercenarii, peregrini milites.

I mercenari furono diffusissimi già presso i popoli dell'Oriente antico. Già in Egitto il faraone Ramesse II si servì di mercenari shardana provenienti dalla Sardegna per combattere i suoi nemici Hittiti nel XIII secolo. Presso i greci apparvero per la prima volta quando, sulla fine dell'VIII secolo a.C., tiranni come Pisistrato e Policrate, per affermare il loro potere, si appoggiarono ad armi prezzolate. Di mercenari si servirono i re di Lidia; Milziade si impadronì del Chersoneso Tracico con l'aiuto di 500 mercenari.

Scomparsi con la caduta delle tirannidi, furono di nuovo largamente impiegati al tempo della guerra del Peloponneso. Grandiosa formazione di un esercito mercenario fu in quell'epoca l'arruolamento dei 10.000 greci che, partiti in aiuto di Ciro il Giovane, si resero famosi per l'epica ritirata sotto la guida di Senofonte (401 a.C.). I superstiti, arruolati nell'esercito spartano sotto il comando di Agesilao II di Sparta, passarono a combattere nell'Asia Minore contro il re di Persia. Da allora le milizie mercenarie entrarono normalmente nella costituzione degli eserciti greci, e si ebbero persino generali mercenari, come Ificrate, Cabria, Timoteo, Carete, i quali, detti egualmente strateghi, come quelli degli eserciti stabili, inviavano i loro capitani (lochagoí) a raccogliere gente in compagnie di 100 uomini ognuna (lóchoi).

L'avvento dei mercenari cambiò notevolmente gli eserciti greci. Le armate delle città stato erano costituite da normali cittadini della polis che venivano richiamati in base alla necessità, quindi con un addestramento militare quasi nullo (l'unica eccezione è la città di Sparta). Questo si rifletteva sul campo di battaglia, dove era impossibile applicare una minima componente tattica. Coi mercenari, uomini che esercitavano la guerra come professione, la capacità bellica degli eserciti greci migliorò notevolemente.

Tali mercenari non militarono soltanto in Grecia: già fin dall'VIII-VII secolo a.C. s'erano posti al servizio della Lidia e della dinastia saitica d'Egitto. Più tardi furono numerosi anche nell'esercito persiano: nella battaglia del Granico, Alessandro ne ebbe di fronte 20.000, in quella di Isso 30.000. Nell’età dei diadochi gli eserciti furono formati essenzialmente da mercenari, i quali passavano facilmente dall’uno all'altro campo. I tiranni di Sicilia ebbero truppe mercenarie; se ne trovano al principio del IV secolo a.C. al soldo di Dionisio I. Di solito, per l'arruolamento, gli stati interessati mandavano incettatori i quali, ottenuta licenza dalle autorità locali, percorrevano i diversi paesi offrendo il soldo e promettendo bottino. Cartagine faceva largo uso di mercenari, e preferiva usare le sue ingenti ricchezze per pagarli piuttosto che rischiare in guerra la sua popolazione cittadina. Sulla scia di quanto accadde in Oriente, dal 264 a.C. al 146 a.C. Cartagine impiegò mercenari di ogni sorta, armamento e provenienza: celti, numidi, balearici, sardi, siculi, liguri, etruschi, greci, corsi e iberici combatterono nelle tre guerre puniche contro Roma.

[modifica] Medioevo

Per approfondire, vedi la voce Soldato di ventura medievale.

Storicamente i mercenari esistono fin dall'antichità, ma indubbiamente il periodo storico in cui ebbero maggiore importanza, nel senso che potevano cambiare le sorti di una battaglia, è il Medioevo, di cui abbiamo testimonianze significative. Questi soldati di ventura medievali, più volte usati in Europa, erano riuniti in compagnie di ventura e guidati da un capitano di ventura. Anche gli stati medievali usavano questo genere di truppe, tanto che Niccolò Machiavelli ne denuncia la pericolosità nei suoi scritti (arrivando almeno secondo dato che già Polibio ne sconsigliava l'uso se non in quantità minime). I lanzichenecchi sono state le truppe mercenarie che, storicamente, compirono il Sacco di Roma nel 1527.

[modifica] Mercenari moderni

Mercenari sono stati utilizzati anche nel XX secolo, specialmente nelle innumerevoli guerre dei paesi del Terzo Mondo. Un caso su tutti la guerra di indipendenza del Congo. Il loro status secondo le Convenzioni di Ginevra è totalmente diverso da quello dei combattenti regolari. non sono soggetti agli obblighi e ai diritti previsti dalle Convenzioni di Ginevra per le milizie regolari.

Verso la fine del Novecento, per evitare di usare il termine mercenario, considerato dispregiativo, le società che offrono questo tipo di servizi hanno preso ad utilizzare per definire la propria attività anglicismi come contractors o private military companies e a chiamare i singoli appartenenti contractor, anche se la diversa etimologia non ne cambia in alcun modo la sostanza.

Questo fenomeno ha raggiunto il picco di fama in Iraq (30 mila uomini) durante la seconda guerra del golfo e negli anni successivi, a causa del loro coinvolgimento nei combattimenti e negli interrogatori della prigione di Abu Ghraib divenuta famosa per le denunce dei casi di tortura. I mercenari in Iraq rappresentano la seconda forza in campo subito dopo gli Stati Uniti e prima della Gran Bretagna.

Dal 1994 al 2002 Il Dipartimento della difesa degli USA ha stipulato più di 3000 contratti con società militari private statunitensi, un giro d’affari da 100 miliardi di euro l’anno, con quindicimila uomini impiegati in missione che guadagnano fino a mille euro al giorno.[2]

[modifica] Le truppe straniere

Le più famose unità di stranieri che servono un altro paese sono i Gurkha in Inghilterra, la legione straniera spagnola, e la legione straniera francese. Non sono considerate però truppe mercenarie, facendo parte in maniera totalmente integrata alle altre forze convenzionali.

[modifica] I mercenari e le leggi nazionali

Tutti paesi hanno una legislazione particolare per questo genere di attività:

  • In Italia non è possibile fare parte di truppe al soldo di un altro stato.
  • I cittadini austriaci perdono la cittadinanza automaticamente se fanno parte di truppe mercenarie.
  • In Francia valgono i principi delle Convenzioni di Ginevra.
  • In Inghilterra è illegale fare parte di truppe mercenarie, ma ci sono state negli anni diverse deroghe.
  • In Sud Africa una legge (il "Foreign Military Assistance Act") chiarisce che i cittadini non possono fare parte di truppe a contratto se non per missioni umanitarie. Nel 2005, con la guerra in Iraq ed il caso di Mark Thatcher (il figlio di Margaret Thatcher) arrestato per attività mercenarie, sono state riviste le normative.
  • La Svizzera non permette attività mercenarie dal 1927, con l'eccezione delle guardie svizzere in Vaticano.
  • Negli USA la legge permette anche l'uso di forza letale alle società private.

[modifica] Mercenari famosi

Nel nostro secolo alcuni mercenari sono molto conosciuti:

[modifica] Narrativa

[modifica] Filmografia

[modifica] Televisione

  • A-Team (The A-Team), serie televisiva

[modifica] Videogiochi

[modifica] Note

  1. ^ Protocollo aggiuntivo della Convenzione di Ginevra
  2. ^ http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=7&ida=&idt=26&idart=957

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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