Ḫattuša

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Hattusa (o Hattusha)
 
Nome antico Hattush (città degli Hatti, tra la fine del IV millennio AC e il 1700 a.C. circa)
Nome attuale Boğazköy; collina di Büyükkale
Localizzazione antica capitale del regno degli Ittiti
Localizzazione moderna circa 150 km a est di Ankara
Altitudine 1100 m s.l.m.
Superficie 1,82 km2
Origine rifondazione dell'antica città degli Hatti da parte degli Ittiti
Civiltà/cultura Ittiti
Mito di fondazione  
Data di fondazione 1650 a.C. circa
Abbandono 1180 a.C. circa. Seguono insediamenti di Frigi, Persiani, Galati, Romani e Bizantini.


Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Hattusha: capitale ittita
Hattusha: the Hittite Capital
Tipologia Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Bene non in pericolo
Anno 1986
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Turchia

Hattusa (URUḪa-at-tu-ša; Ḫattuša) fu la capitale dell'Impero Ittita. È situata nei pressi dell'attuale villaggio noto un tempo come Boğazköy, ed ora chiamato Bogazköi (40°01′11″N 34°36′55″E / 40.01972, 34.61528Coordinate: 40°01′11″N 34°36′55″E / 40.01972, 34.61528), un capoluogo di distretto della provincia turca di Çorum, e si trova all'interno di un'ansa del fiume Kızılırmak (Marashantiya nelle fonti ittite e Halys nell'antichità) nell'Anatolia centrale, a circa 145 km a nord-est di Ankara, ad una quota media di 1100 metri sul livello del mare.

Hattusa venne aggiunta ai patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1986.

Indice

[modifica] I dintorni

Il territorio che circonda la città includeva ricchi campi agricoli, colline per la pastorizia e boschi. Si possono ancora osservare piccoli boschi all'esterno della città, misero ricordo della loro grandiosità del tempo. Questo significa che gli abitanti avevano a disposizione molto legname per la costruzione degli edifici. I campi fornivano frumento, orzo e lenticchie. Si coltivava anche il lino, ma la fonte primaria per l'abbigliamento erano le pecore. I boschi permettevano la caccia a vari tipi di cervi, ma probabilmente si trattava solo di un hobby per la nobiltà dell'epoca. La carne veniva presa dagli animali domestici. C'erano molti altri insediamenti nelle vicinanze, come ad esempio il santuario di roccia di Yazılıkaya e la città di Alaca Höyük. Dal momento che i fiumi erano troppo piccoli per permetterne la navigazione alle navi principali, tutti i trasporti da e verso Hattusa erano effettuati via terra.

[modifica] Storia antica della città

Dodici dei ittiti dei sotterranei nelle vicinanze di Yazılıkaya, santuario di Hattusa

Prima del ventesimo secolo a.C. un insediamento probabilmente di indigeni Hatti si stabilì in quei luoghi che erano stati abitati anche in passato. Le prime tracce risalgono al sesto millennio a.C, all'inizio del calcolitico. Nel diciannovesimo e diciottesimo secolo a.C., mercanti provenienti da Assur, capitale assira, stabilirono in città una stazione di posta, creando un nuovo quartiere. Il centro della loro rete commerciale venne stabilito a Kanesh (Nesha), il sito archeologico noto come Kültepe nei pressi di Cesarea in Cappadocia. Gli affari richiedevano la memorizzazione di dati: il commercio da Assur importò quindi la scrittura ad Hattusa, sottoforma di caratteri cuneiformi.

Uno strato carbonizzato rinvenuto durante gli scavi riporta alla luce un incendio che devastò la città intorno al 1700 a.C.. Il responsabile sembrerebbe essere re Anitta di Kushar (città probabilmente identificabile con Alişar), che se ne assunse la responsabilità erigendo un'iscrizione:

Yenicekale, tra la Porta dei Leoni e l'esterno della città
« Di notte presi la città con la forza; ho sradicato l'erbaccia nel palazzo. Se un re dopo di me tentasse di ricolonizzare Hattush, possa il dio del tempo fulminarlo. »

[modifica] La città dell'Impero Ittita

Solo una generazione dopo, un re di lingua nashili scelse la città come propria residenza e capitale del suo impero. Nesian, di lingua indoeuropea, iniziò ad usare la lingua hattili. La Hattush hattiana divenne la Hattusa nesiana, ed il re prese il nome di Hattusili I. Gli hattusili segnarono la nascita di uno stato ittita che non parlasse l'hattiano, e di una discendenza reale grandi re ittiti, 27 dei quali sono ora conosciuti per nome.

Dopo che i Kaskas arrivarono nel nord dell'impero, tentarono di assaltare la città per due volte, costringendo i re a spostarsi in un'altra città. Sotto il regno di Tudhaliya I, gli ittiti si spostarono a nord verso Sapinuwa, tornando solo in seguito. Sotto Muwatalli si mossero a sud, fino a Tarhuntassa ma lasciando Hattusili III a governare su Hattusa. Mursili III riportò il trono ad Hattusa, dove i re restarono fino al termine dell'Impero Ittita.

Al suo culmine la città copriva un'area di 1.8 km² e comprendeva una porzione interna ed una esterna, entrambe circondate da un'imponente ed ancora ammirabile cerchia di mura erette durante il regno di Suppiluliuma I (circa 1375 a.C.-1335 a.C.). La città interna occupava circa 0.8 km² e comprendeva una cittadella con grandi edifici amministrativi e templi.

Il Grande Tempio della città interna

A sud si trovava una città esterna di circa 1 km², con porte decorate con rilievi raffiguranti guerrieri, leoni e sfingi. Esistevano quattro templi, ognuno con annessa una corte con portico, e numerosi edifici secolari e strutture residenziali. All'esterno delle mura si trovavano i cimiteri, molti dei quali contenenti sepolcri crematori. I conteggi attuali stimano la popolazione tra i 40.000 ed i 50.000 abitanti nel periodo d'oro. Durante i primi tempi la città interna ospitava un terzo di quegli abitanti. Le case erano costruite in legno e mattoni di fango, e per questo motivo non ci restano testimonianze se non delle mura in pietra dei templi e dei palazzi.

La città venne distrutta intorno al 1200 a.C., portando al collasso dell'impero ittita. La città venne abbandonata fino alla metà del primo millennio a.C.. Sono stati ritrovati numerosi insediamenti frigi.

I bastioni di Yerkapi a sud

[modifica] La scoperta della città

A partire dal 1906, il Deutsche Orientgesellschaft (istituto tedesco di archeologia) iniziò gli scavi ad Hattusa, scavi interrotti durante la seconda guerra mondiale e la grande depressione). I lavori vengono tuttora svolti dall'Istituto Tedesco di Archeologia (Deutsche Archäologische Institut). Hugo Winckler e Theodor Makridi Bey fecero i primi scavi nel 1906, 1907 e 1911-13. Una delle scoperte più importanti è rappresentata dagli archivi reali di tavolette d'argilla scritti in caratteri cuneiformi, che contengono la corrispondenza ufficiale, i contratti, i codici di leggi, procedure e riti religiosi, profezie degli oracoli e letteratura del Vicino Oriente. In particolare, una tavola riporta i dettagli di un insediamento pacifico in cui convivevano ittiti ed egiziani, governati da Ramesse II, attorno al 1283 a.C.. Una copia è esposta presso le Nazioni Unite di New York quale esempio di una dei primi trattati di pace internazionali.

Nonostante le circa 30.000 tavolette recuperate da Hattusa formino il nucleo della letteratura ittita, altri archivi sono stati scoperti in seguito in altri centri dell'Anatolia, come Tabigga/Maşat Höyük (nella provincia di Tokat (provincia)) e a Sapinuwa/Ortaköy. Questi tesori sono attualmente divisi tra i musei archeologici di Ankara e Istanbul.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • Peter Neve: Hattusa - Stadt der Götter und Tempel. Neue Ausgrabungen in der Hauptstadt der Hethiter. Ph. von Zabern, Mainz 1996. (2. erw. Aufl.) ISBN 3-8053-1478-7
  • W. Dörfler u.a.: Untersuchungen zur Kulturgeschichte und Agrarökonomie im Einzugsbereich hethitischer Städte. MDOG Berlin 132, 2000, 367-381. ISSN: 0342-118X
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