Balbuzie
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La balbuzie è un disturbo provocato da fattori fisiologici, su cui poi si aggiungono dei problemi patologici dovuti alle numerose esperienze negative che causano momenti di arresto o interruzione momentanea dell'articolazione delle parole.
Nel 1977 l'Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato la balbuzie come disturbo specifico dello sviluppo, un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione quello che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo.
I dati statistici indicano un numero elevato di persone che soffrono di questa patologia: in Italia ne sarebbe affetta l'1,3% della popolazione (l'1% a livello mondiale) colpendo maggiormente il sesso maschile rispetto a quello femminile. I primi sintomi insorgono, generalmente, tra i 2 e i 6 anni di età.
Anche se correnti di pensiero classificano il disturbo incurabile, esistono studi approfonditi che mirano alla completa risoluzione del problema. Notevoli passi avanti sulla strada della riabilitazione sono stati fatti grazie alle ricerche mediche condotte con la diagnosi per immagini sull'area cerebrale deputata al linguaggio di balbuzienti trattati con diverse tecniche. Oltre alla logopedia sono presenti nel settore associazioni che organizzano corsi con il fine d'impartire al paziente la conoscenza di un nuovo modo di parlare, rivoluzionando i cardini della logopedia.
Tale metodo consiste nel parlare utilizzando varie "tecniche" di fluenza, oltre che semplicemente regole di buona educazione comunicatoria, quali articolazione, continuità di fonazione, pause lunghe fra i periodi e contatto oculare, e altri tecniche della gestione della balbuzie nel momento del blocco. Si pensa sia essenziale la respirazione diaframmale, in modo profondo e graduale, riuscendo così a modulare perfettamente l'espirazione e favorire sensibilmente l'emissione del suono stesso e quindi della parola. Metodi che portano a risultati molto buoni se applicati con costanza per molto tempo, fino a diventare automatici e perfetti.
[modifica] Curiosità
A riprova che il disturbo della balbuzie è strettamente correlato al disordine del ritmo della parola basta ricordare che chi è balbuziente non balbetta se canta: la melodia che esegue, con metrica e cadenza ben definite dalla musica, gli consente di creare un "binario" che viene sfruttato dalle parole per fluire senza intoppi. È per questo motivo che seguendo il battito di un tamburo (ma anche di un piccolo metronomo elettronico o addirittura di un piccolo vibratore da tenere in mano per percepire il ritmo) il balbuziente può facilmente e in modo autodidatta, imparare a parlare senza balbettare. Si può citare il musicista Franco Battiato, le cui interviste giovanili mostrano una forte balbuzie, mentre già a partire dalle interviste degli anni '90 il problema risulta risolto. Un altro cantante la cui arte si intrecciava profondamente con la sua severa forma di balbuzie è stato John Paul Larkin detto Scatman John. Tra i grandi della storia si annoverano molti balbuzienti, alcuni dei quali sono riusciti a superare e vincere la balbuzie. Si possono ricordare: Mosè, Esopo, Demostene, Aristotele, Niccolò Tartaglia, Miguel de Cervantes, Robert Boyle, Isaac Newton, Napoleone, Charles Darwin, Lewis Carroll, Lenin, Winston Churchill, Jorge Luis Borges, Alan Turing.

