Bestie di Satana

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Bestie di Satana era il nome di un gruppo di satanisti della provincia di Varese, autori di almeno tre omicidi (ma secondo alcune confessioni sarebbero almeno diciotto)[senza fonte] e di un numero non specificato di induzioni al suicidio nei confronti di adepti della loro setta.

Indice

[modifica] Attività criminosa

Leader della setta erano Andrea Volpe e Nicola Sapone, considerati gli organizzatori (oltre che esecutori materiali) dell'omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino, affiliati alla setta e uccisi il 17 gennaio 1998 nei boschi di Somma Lombardo. La scomparsa dei due giovani (16 e 19 anni al momento della morte) è rimasta avvolta nel mistero fino alla scoperta dei loro cadaveri, avvenuta il 28 maggio 2004 in seguito alle indagini legate ad un altro omicidio, quello di Mariangela Pezzotta, ex fidanzata di Andrea Volpe.

[modifica] Reazioni dei media

La vicenda ha suscitato enorme scalpore in tutta Italia e ha dato inizio a una lunga serie di dibattiti sulla devianza giovanile e sul legame tra metal (di cui le Bestie di Satana erano grandi appassionati), satanismo e violenza.

[modifica] Condanne

Per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta, il 31 gennaio 2006 la Corte d'assise di Busto Arsizio ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli e all'isolamento diurno per tre anni; Paolo Leoni e Marco Zampollo a 26 anni, Elisabetta Ballarin a 24 anni e tre mesi ed Eros Monterosso a 24 anni.

Nel giugno 2006, la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha ridotto la pena per Andrea Volpe (già condannato in primo grado a 30 anni per gli omicidi commessi alla guida della setta) a 20 anni di carcere, e a 12 anni e 8 mesi la pena di Pietro Guerrieri, in precedenza condannato a 16 anni.

Il 15 maggio 2007 la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli; Paolo Leoni all'ergastolo; Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere; Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi e Marco Zampollo a 29 anni e 2 mesi. Andrea Volpe a 20 anni per aver collaborato con la giustizia alla risoluzione del caso.

Il 25 ottobre 2007 la Corte di Cassazione conferma le condanne con sentenza definitiva.

Il 9 novembre 2007 la Corte d'Assise e d'Appello di Brescia ha condannato a 19 anni e mezzo Mario Maccione, all'epoca dei fatti contestati minorenne, inasprendo la precedente sentenza a 16 anni di reclusione.

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