Cerignola

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Cerignola
Panorama di Cerignola
Cerignola - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Foggia
Coordinate: 41°16′0″N 15°54′0″E / 41.26667, 15.9Coordinate: 41°16′0″N 15°54′0″E / 41.26667, 15.9
Altitudine: 120 m s.l.m.
Superficie: 593,71 km²
Abitanti:
58.280 31/12/2007
Densità: 98,16 ab./km²
Frazioni: Angeloni, Borgo Libertà, Borgo Tressanti, Cerignola Campagna, Moschella, Pozzo Terraneo 
Comuni contigui: Ascoli Satriano, Canosa di Puglia (BT), Carapelle, Lavello (PZ), Manfredonia, Ordona, Orta Nova, San Ferdinando di Puglia (BT), Stornara, Stornarella, Trinitapoli (BT), Zapponeta
CAP: 71040, 71042
Pref. telefonico: 0885
Codice ISTAT: 071020
Codice catasto: C514 
Nome abitanti: cerignolani 
Santo patrono: Madonna di Ripalta 
Giorno festivo: 8 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Cerignola [ʧeriɲˈɲoːla] (Cërëgnoülë [?] in dialetto cerignolano) è una città di 58.280 abitanti[1] in provincia di Foggia, situata nella valle dell'Ofanto sulle alture che delimitano il Basso Tavoliere. È il terzo comune italiano per estensione territoriale dopo Roma e Ravenna, il più esteso della Puglia, nonché il più vasto comune italiano non capoluogo di provincia.[2] Dal punto di vista demografico è invece il centoseiesimo comune italiano.[2] Gli abitanti prendono il nome di cerignolani o, più raramente, cerignolesi.

La storia della città risulta essere incerta, anche a causa di un terremoto che nel 1731 distrusse la quasi totalità del borgo medievale (più noto con l'appellativo di Terra Vecchia); il rinvenimento, nel territorio cittadino, di iscrizioni e reperti archeologici, comproverebbe che lo sviluppo della città ebbe inizio con la dominazione romana, durante la quale divenne municipium.

Il primo documento che menziona la città è il Codice diplomatico barese, datato 1150, in cui si cita una "domum Malgerii Cidoniole". Nel 1503 qui si combatté la battaglia tra francesi e spagnoli per il possesso del Regno di Napoli; dallo scontro uscirono vincitori gli iberici guidati da Consalvo da Cordova, che ebbe la meglio sul rivale Louis d'Armagnac, duca di Nemours.

L'economia cittadina è legata soprattutto alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli; la superficie totale coltivata è infatti pari a 49.146,36 ettari,[3] il più alto valore a livello regionale. A riprova della propria vocazione agricola, Cerignola è ormai l'ultima città della Capitanata in cui è possibile osservare le fosse granarie, ovvero particolari silos per la conservazione del grano.

Cerignola è sede vescovile della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.[4]

Indice

[modifica] Geografia fisica

Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.
Parte del Tavoliere visto dal satellite
Mappa del territorio di Cerignola all'interno della provincia di Foggia

[modifica] Territorio

Cerignola è situata nella valle dell'Ofanto, un lembo di terra che costeggia i lati dell'omonimo fiume segnando il confine tra la provincia di Bari e quella di Foggia. La città è posta a 15°54' gradi Est di longitudine ed a 41°16' gradi Nord di latitudine, a 120 metri di altitudine (con un picco massimo di 126 metri in prossimità del rione Fornaci)[5] sulle alture che delimitano il margine meridionale del Tavoliere (Basso Tavoliere), a dorso dei bacini dei fiumi Ofanto e Carapelle, tra le campagne di un territorio tra i più vasti e fertili della Puglia. È il secondo centro della Capitanata per numero di abitanti come pure il più grosso centro agricolo della provincia di appartenenza.[6]

Cerignola confina a nord-est con San Ferdinando (14,8 km), ad est con Canosa (14,5 km), a sud con la regione Basilicata (14 km) e ad ovest con Stornara (11,2 km).[7] La superficie della città è pari a 59.300 ettari, mentre il suo abitato si estende da est ad ovest per 4,48 km e da nord a sud per 3,74 km.

[modifica] Clima

Il clima del Tavoliere è di tipo continentale, caratterizzato da forti escursioni termiche; estati torride si contrappongono ad inverni più o meno rigidi, tuttavia la temperatura media annua si aggira sui 16°C. Le piogge, scarse, si attestano intorno ai 600 mm e interessano soprattutto il periodo che va da settembre a febbraio; nel periodo estivo invece non sono rari fenomeni di siccità.

Dal punto di vista statistico il mese più freddo è quello di gennaio con temperature comprese tra i 4 e gli 11 gradi, il più caldo invece è quello di agosto con temperature che oscillano tra i 19 ed i 31 gradi; raramente la temperatura scende sotto zero.[9]

La sua posizione geografica rende il Tavoliere particolarmente esposto al maestrale, incanalato dal Gargano e dal Subappennino Dauno, che trasforma la pianura in una sorta di corridoio. Hanno rilevanza solo locale il favonio (vento caldo e sciroccale) e la fredda bora.[10]


Mese[9] Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperatura massima (°C) 11,4 12,5 15,2 19,1 23,9 28,5 31,4 31,3 27,2 21,7 16,6 13,1
Temperatura minima (°C) 4,1 4,3 6,0 8,5 12,4 16,3 18,9 19,2 16,3 12,4 8,5 5,6
Temperatura media (°C) 7,8 8,4 10,6 13,8 18,2 22,4 25,1 25,2 21,8 17,1 12,5 9,3
Precipitazione (mm) 52 50 40 39 36 26 23 26 46 59 61 56
Umidità (%) 76,1 74,5 73,1 71,0 69,1 65,0 61,0 61,9 68,5 73,8 75,7 76,4

[modifica] Idrografia

Il territorio circostante la città non presenta una rilevante idrografia superficiale a causa della carenza di rilievi montuosi, della scarsità delle piogge e dell'elevata permeabilità del terreno; soprattutto quest'ultimo fattore consente all'acqua piovana di penetrare nel sottosuolo e nella falda acquifera impedendo l'arricchimento di fiumi e torrenti. L'unico corso d'acqua che lambisce l'agro cittadino è l'Ofanto, dal carattere torrentizio, che alimenta l'invaso idrico della marana di Capacciotti dando così vita all'omonimo lago artificiale indispensabile (vista la mancanza d'acqua) per l'irrigazione.[10]

A differenza dell'idrografia superficiale, quella sotterranea risulta molto interessante; difatti la permeabilità del terreno e la sua uniformità permettono all'acqua piovana di penetrare facilmente nel sottosuolo in corrispondenza con il livello del mare, formando una falda sotterranea anch'essa utilizzabile per l'irrigazione dei campi.[12]

[modifica] Storia

Stemma civico e gonfalone

Lo stemma è costituito per due terzi da uno sfondo celeste nella parte superiore, ad indicare il cielo limpido e per un terzo da uno sfondo giallo nella parte inferiore, ad indicare uno dei principali prodotti di Cerignola: il grano. In primo piano c'è una cicogna mentre spezza un serpente, in ricordo della leggenda che narra la salvezza della città ad opera delle cicogne durante un'invasione di serpenti.[13]

Il gonfalone è costituito da un drappo quadrangolare riccamente ornato con frange dorate e diviso in due bande orizzontali blu e gialla che riprendono i colori della città; caricato dello stemma cittadino suindicato, presenta l'iscrizione centrata (convessa verso l'alto): CITTA' DI CERIGNOLA. Due bullette dorate sono poste a spirale su entrambi i lati mentre sulla sommità è collocata una freccia decorata con un fregio; quest'ultima presenta una cravatta frangiata tricolore che riporta lo stemma della Repubblica Italiana.[14]

Per approfondire, vedi le voci Storia di Cerignola e Storia della Puglia.

Ceriniola (o Keriniola) fu un centro normanno di notevole importanza sorto sulle ceneri di un insediamento del 300 a.C. noto con il nome di Cerina (o Kerina). La posizione strategica della città sull'antica via Traiana permise, sotto la famiglia degli Angioini, un forte sviluppo che ne accrebbe l'importanza, sia sotto il profilo agricolo che commerciale. Nel 1418 divenne feudo della famiglia Caracciolo.

Il 28 aprile 1503 la città fu teatro dello scontro che vide affrontarsi francesi e spagnoli per il possesso del Regno di Napoli; il conflitto, passato alla storia con il nome di "battaglia di Cerignola", vide trionfare gli ispanici guidati da Consalvo da Cordova.[15]

Nel Seicento il feudo passò in mano alla famiglia Pignatelli che lo mantenne per circa un secolo consolidandone l'importanza agricola e commerciale. Nel 1731 un devastante terremoto colpì la città distruggendo la quasi totalità dei monumenti e delle abitazioni più antiche.[16] [17] [18] [19]

I primi dell'Ottocento furono contraddistinti da un forte sviluppo urbanistico favorito anche dalla crescita economica che interessò la città in seguito alla bonifica del territorio. L'agricoltura ha da sempre rivestito un ruolo di primo piano per l'economia cittadina e questo ha permesso a Cerignola di essere tra le protagoniste della scena agricola nazionale, tant'è vero che nel secondo Dopoguerra si è assistito alla nascita di numerose imprese industriali e di trasformazione dei prodotti agricoli.[20]

Nel periodo 1944-45, durante la II Guerra Mondiale, Cerignola ospitò il 461° Gruppo Bombardieri dell'aeronautica militare americana, sul cui sito è possibile osservare alcune fotografie dell'epoca.[21]

[modifica] Toponimo

Le ipotesi avanzate nel spiegare l'etimologia del nome della città sono due.

La prima teoria prevede che il nome derivi probabilmente da Cerere, dea delle messi;[22] la seconda invece prevede che il toponimo derivi da Ceriniola, in ricordo della città distrutta dal sovrano degli Epiri, Alessandro il Molosso.[22]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Luoghi di culto

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Cerignola.

In città sono presenti molti edifici religiosi, i più antichi di questi si trovano nel suo nucleo storico: la Terra Vecchia. È nel borgo antico che troviamo infatti sia la Chiesa Madre, l'antica cattedrale costruita nel XI-XII secolo, che la chiesa di Sant'Agostino risalente al XV secolo.

L'ottima posizione di Cerignola rispetto alle principali arterie stradali, portò diversi ordini monastici a stabilirsi in città, dove costruirono cappelle e conventi. Queste costruzioni, inizialmente fuori dalla cinta muraria, con l'espansione dell'abitato si ritrovarono inglobate nel centro cittadino e videro aumentare la loro importanza all'interno della comunità. È il caso ad esempio della chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo, edificio del XVI secolo in stile barocco. Più recente ma indubbiamente maestoso è invece il Duomo Tonti, la nuova cattedrale intitolata a san Pietro apostolo, che con le sue dimensioni sovrasta la città e la cui cupola è visibile da diversi chilometri di distanza.[16] [19]

Alle chiese cittadine si aggiungono, solitamente al crocevia di importanti strade quali ad esempio i tratturi, numerose chiese campestri sparse nel vasto agro cerignolano. Costruzioni molto spesso spartane o, più raramente, finemente decorate con affreschi, come nel caso della chiesa di Santa Maria delle Grazie in contrada "San Martino". Solitamente queste costruzioni venivano edificate per volontà delle famiglie più abbienti all'interno delle proprie masserie, altre volte sorgevano invece sulle ceneri di altri edifici, come la chiesa della Madonna di Ripalta, patrona della città, eretta dove prima vi era un tempio pagano dedicato alla dea Bona.[23]

[modifica] Monumenti

[modifica] Teatro comunale "Saverio Mercadante"

Per approfondire, vedi la voce Teatro Saverio Mercadante.
Facciata del teatro "Mercadante"

Il Mercadante è il principale impianto teatrale di Cerignola; è situato in piazza Giacomo Matteotti, nel cuore della città. Il tabellone della stagione teatrale, gestito in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, si compone soprattutto di spettacoli di prosa e teatro per ragazzi.

[modifica] Palazzi storici

Palazzo Pavoncelli visto dal Piano delle Fosse
Per approfondire, vedi la voce Palazzi storici di Cerignola.

Numerosi sono i palazzi cittadini di valenza storica, non necessariamente appartenenti (o appartenuti) a famiglie nobili o abbienti; alcuni di questi infatti sono importanti perché testimoniano lo sviluppo raggiunto dalla città nel corso dei secoli, soprattutto nel Novecento. A titolo esemplificativo possiamo citare l'ospedale "Tommaso Russo" o ancora il teatro "Saverio Mercadante".

Certamente tra le ragioni che hanno favorito la presenza di palazzi di importanza storica e socio-economica, vi sono i numerosi avvicendamenti di popoli e feudatari che hanno interessato Cerignola.[16] [18] [19]

[modifica] Colonna miliare

Per approfondire, vedi la voce Epigrafi di Cerignola.
Colonna miliare, particolare dell'iscrizione
(LA)
« LXXXI

Imp(erator). Caesar

divi Nervae f(ilius)

Nerva Traianus

Aug(ustus). Germ(anicus). Dacic(us).

pont(ifex). max(imus). tr(ibunicia). pot(estate).

XIII imp(erator). VI co(n)S(ul). V

p(ater). p(atriae).

viam a Benevento

Brundisium pecun(ia).

sua fecit. »
(IT)
« 81.000 passi da Benevento

L'imperatore Cesare,

figlio del divino Nerva,

Nerva Traiano,

Augusto Germanico Dacico,

pontefice massimo,

13 volte investito del potere tribunizio,

6 volte acclamato imperatore,

5 volte console,

padre della patria,

col suo denaro costruì la via

da Benevento a Brindisi »
(Iscrizione latina presente sulla colonna miliare.)

La pietra miliare,[24] attualmente collocata all'angolo tra corso Gramsci e via Osteria Ducale, in passato era posta laddove passava la via Traiana, che congiungeva Benevento a Brindisi. Scampata al terremoto del 1731, rappresenta uno dei reperti romani più antichi presenti in città.

Nella tradizione popolare il nome con cui viene chiamata la pietra miliare e' "U tïtëlë d' Moccïë" ossia "Il titolo (termine lapideo) di Moccia", con riferimento a Palazzo Moccia, accanto a cui fu collocata la miliare.

L'epigrafe è incisa su un cippo miliare in pietra calcarea rinvenuto circa tre miglia a nord di Canosa, nel tratto Ordona-Canosa della via Traiana; si è potuti risalire alla sua collocazione originaria consultando scritti noti come itinerari,[25] stando ai quali la distanza da Benevento a Canosa ammonterebbe a 84 miglia (Antonino e Burdigalense) o 89 miglia (Peutingeriano), si può quindi dedurre che il miliare LXXXI si trovasse a 3 miglia da Canosa (o 5 in base all'ultimo itinerario) in direzione Cerignola.

La tradizione, invece, vuole che la miliare fu rinvenuta sul Piano di San Rocco, nei pressi della chiesa dei Padri Domenicani. Difatti, la strada che conduce fino al Piano San Rocco si chiama, appunto, Strada Consolare.

Il testo dell'epigrafe è di tipo monumentale con dimensione dei caratteri decrescente; la trascrizione è dedicata a Marco Ulpio Traiano, figlio adottivo del suo predecessore Nerva (come si evince dal termine filius). Il cippo presenta tutti gli appellativi legati all'imperatore ed alle sue vittorie sul campo di battaglia (germanicus e dacicus) ed elenca inoltre le cariche da lui ricoperte. P. Stefanoni nel XVII secolo è il primo a citare il cippo, mentre Dello Iacono è il primo che ne indica la collocazione in città.

La colonna è alta all'incirca 175 cm e presenta un diametro pari a 61 cm. Per quanto riguarda, invece, lo specchio epigrafico, questo risulta alto 88 cm e largo 72.

[modifica] Casa di Pietro Mascagni

Facciata della casa in cui visse Mascagni

L'abitazione, ubicata nell'omonima via al civico 21, ospitò il compositore Pietro Mascagni durante la sua permanenza in città dal 1887 al 1892; in questo periodo il Maestro diresse per tre anni la filarmonica locale e compose quasi la totalità della Cavalleria Rusticana, opera del verismo ottocentesco.[26] [27]

[modifica] Torre dell'orologio

La costruzione risale al XIX secolo e sostituì la precedente torre dell'orologio fatta abbattere dal conte d'Egmont nel 1804; in passato era molto più alta ma fu danneggiata gravemente da un fulmine che la colpì nel 1866. Segna l'ingresso sud alla Terra Vecchia attraverso largo Costantino Imperatore (già "piazza del Torneo"). La torre si erge come soluzione angolare del palazzo La Rochefoucauld (poi diventato palazzo Cantatore).[16] [28]

[modifica] Luoghi naturali

[modifica] Siti archeologici

Fossa Granaria con relativo ceppo identificativo
Pianta del centro storico
Veduta generale di Torre Alemanna

[modifica] Piano delle Fosse del grano

Per approfondire, vedi la voce Fosse Granarie (Cerignola).

Le Fosse Granarie testimoniano un tipo di conservazione dei cereali in passato ampiamente diffuso in Capitanata. Il sito di Cerignola è l'unico ad essersi conservato ed in cui è ancora possibile osservare questi particolari silos; risulta quindi palese la sua valenza sul piano archeologico e sociale.[30]

Il Piano delle Fosse è situato in prossimità del centro cittadino ed è composto da centinaia di silos sotterranei identificati per mezzo di appositi cippi su cui è inciso un numero progressivo e le iniziali del proprietario. Il piano comprende, inoltre, i magazzini utilizzati dalle compagnie di sfossatori, ovvero coloro i quali partecipano alle operazioni di carico ed estrazione del grano.[16] [17] [18] [19] [23]

[modifica] Borgo Medievale (Terra Vecchia)

Per approfondire, vedi la voce Terra Vecchia.

Il borgo antico, meglio noto con l'appellativo di Terra Vecchia, è il nucleo originario da cui si è sviluppata la città; la sua origine risale con tutta probabilità all'epoca romana, durante cui il centro era un insediamento di scambio. Situato a nord, in passato era circondato da una cinta muraria con castello e torri, è caratterizzato da viuzze tortuose e strette e presenta abitazioni molto diverse tra loro; l'eterogeneità dei nuclei abitativi è imputabile al periodo in cui essi sono stati costruiti ed al ceto che li abitava.

Tra i monumenti maggiori del centro storico troviamo la Chiesa Madre, ovvero l'antica cattedrale, intitolata a san Francesco d'Assisi, che risulta essere anche l'edificio religioso più antico della città. La mancanza di molte testimonianze del passato è ascrivibile al terremoto del 1731, che danneggiò gran parte degli edifici del borgo, quale il castello che rimase semidistrutto.[16] [17] [18] [19]

[modifica] Torre Alemanna

Per approfondire, vedi la voce Torre Alemanna.

Torre Alemanna è un complesso monumentale risalente al XIII secolo situato a Borgo Libertà, frazione distante 18 chilometri dalla città, in prossimità di importanti arterie stradali utilizzate durante la transumanza. Il sito presenta edifici diversi tra loro (o la cui funzione è stata riconvertita) a causa dei molteplici ruoli da esso assolti nel corso dei secoli; troviamo infatti una chiesa, gli alloggi per i cavalieri, un palazzo dell'abate e naturalmente la torre.

I vincoli a cui è stata sottoposta Torre Alemanna a partire dal 1983,[31] hanno permesso l'avvio di interventi di restauro della stessa. Di recente alcuni scavi hanno inoltre portato alla luce ulteriori reperti relativi al complesso.[16] [17] [18] [19] [32]

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Gli stranieri residenti in città rappresentano una percentuale minima della popolazione, ammontano infatti a poco più dell'uno per cento degli abitanti (1,176%);[33] questo tasso, però, non tiene conto di tutti gli immigrati (in maggioranza extracomunitari) che si trasferiscono illegalmente per lavorare nei campi, soprattutto durante la raccolta di pomodori e uva. La distribuzione percentuale delle dieci principali etnie straniere è così costituita:[33]

[modifica] Lingue e dialetti

Per approfondire, vedi la voce Dialetti italiani meridionali.
« Quann la gatt non gë sté u sorgë abball
(Quando il gatto non c'è i topi ballano) »

Il dialetto cerignolano rientra nei dialetti pugliesi settentrionali a loro volta appartenenti al ceppo dei dialetti italiani meridionali, variante della lingua romanza che ha origine dalle lingue indoeuropee.

I dialetti parlati nella parte settentrionale della Puglia appartengono alla famiglia dei dialetti molisano-abruzzese-campano-lucano. Il dialetto ha conservato intatta, fuori d'accento e solo nella protonia, la sola vocale "a"; tutte le altre, protoniche e postoniche, risultano indebolite e ridotte alla vocale indistinta schwa (rappresentata dai linguisti come "ə" o talvolta come "ë"). Le vocali accentate, viceversa, si sono rotte in dittonghi che cambiano di città in città: "seta" diventa sèïtë in cerignolano, sàete in molfettese e sàite in bitontino o ancora "scopa" diventa scoüpë in cerignolano, scàope in molfettese e scàupe in bitontino. Caratteristica è anche l'assimilazione di "nd" in "nn" e di "ld" in "ll", per quanto riguarda il primo caso abbiamo ad esempio: "quando" che diventa "quann", mentre per il secondo abbiamo "caldo" che diviene "callë". Tipico della Puglia, è l’esito "sc(i)" dei latini "j-", "-jj-".[34] [35]

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

  • La biblioteca comunale della città di Cerignola, fondata nel 1921 dal bibliotecario professor Saverio Pugliese, si inserisce nel Sistema Bibliotecario Provinciale di Foggia a cui la stessa aderisce (codice biblioteca: FG0037).[36] Svolge il ruolo di biblioteca di conservazione e di biblioteca pubblica, con un patrimonio che ammonta a 22.000 volumi così suddivisi: 2 cinquecentine, 10 volumi del 1600, 110 volumi del 1700, 1.600 volumi del fondo preunitario che va fino al 1860 e 7.260 volumi che vanno dal 1861 al 1945; i rimanenti volumi costituiscono il fondo moderno. La struttura fa inoltre parte del consorzio, il cui scopo è valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale appartenente al territorio in cui si trova la biblioteca consorziata.[37]

Altre biblioteche presenti in città sono:

  • Biblioteca del Centro Regionale Servizi Educativi e Culturali. CRSEC FG/34
  • Biblioteca diocesana - sezione di Cerignola

[modifica] Università

L'istituto Pavoncelli, sede dell'università

Presso l'Istituto agrario "Giuseppe Pavoncelli" trova spazio la sede distaccata dell'Università degli Studi di Foggia, che ospita il corso di laurea in "Scienze delle produzioni e del marketing agroalimentare" ed il master in "Conserve alimentari". Prossimamente la stessa sede ospiterà inoltre il diploma universitario in "Tecnologie alimentari".[38]

[modifica] Musei

Le strutture museali presenti in città sono due:

Per approfondire, vedi la voce Museo del grano.
  • Il Museo del grano è dedicato unicamente a questo cereale, gli allestimenti presenti nelle varie sale descrivono, infatti, tutte le fasi della sua lavorazione: dalla bruciatura delle stoppie alla macinazione e trasformazione, passando per semina, erpicatura, trebbiatura, setacciatura e conservazione. Il museo è stato allestito nel 1992 dall'Associazione di Studi Storici "Daunia Sud" ed è attualmente ospitato all'interno del complesso Ex Opera Pia Monte Fornari, recentemente ristrutturato.
Per approfondire, vedi la voce Museo etnografico cerignolano.
  • Il Museo Etnografico Cerignolano, ideato e realizzato nel 1979 dal professor Matteo Stuppiello, conserva oggetti legati alle tradizioni religiose e agli antichi mestieri; la collezione è composta da circa 2.000 pezzi tra manufatti di arte sacra minore, attrezzi da lavoro e costumi della civiltà contadina.

Un terzo museo, dedicato alla ceramica, dovrebbe essere realizzato presso il complesso monumentale di Torre Alemanna al termine dei lavori di restauro.[18]

[modifica] Media

[modifica] Radio

[modifica] Quotidiani

[modifica] Periodici

  • Cerignola Città

[modifica] Case editrici

[modifica] Enogastronomia

Per approfondire, vedi le voci Cucina cerignolana e Cucina pugliese.
Scaldatelli cerignolani

La cucina cerignolana si fonda sulla tradizione contadina e mediterranea, risulta infatti fortemente legata alle produzioni agricole che caratterizzano la zona, ovvero: l'olio, il grano e gli ortaggi.[41]

[modifica] Personalità legate a Cerignola

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Cerignola.

[modifica] Eventi

[modifica] Riti della Settimana santa

  • Lunedì, martedì santo: le congregazioni, dalla più recente alla più antica in termini di fondazione, si recano presso la cattedrale in divisa di penitenza, ovvero: camice bianco con cappuccio, cingolo in vita e piedi scalzi.
  • Mercoledì santo, al vespro: la Chiesa diocesana, ministri istituiti, congregazioni varie, pii sodalizi, si riuniscono nella cattedrale per la Messa Crismale con la benedizione dell'olio crismale e degli altri oli santi. Il rito solenne è officiato dal vescovo.
  • Giovedì santo: durante la messa in Coena Domini si assiste alla lavanda dei piedi dei discepoli, solitamente rappresentati da ragazzi che ricevono del pane a forma di ciambella che, una volta spezzettato, viene offerto in cambio di una regalia. Il pezzo di pane, considerato un amuleto, viene esposto sul balcone, sulla finestra o (durante i temporali estivi) all'esterno dell'abitazione degli agricoltori, per scongiurare le grandinate che altrimenti rovinerebbero il grano prima della mietitura. Dopo la messa, l'Eucaristia viene deposta nell'altare della reposizione, luogo in cui questo sacramento viene adorato. Gli altari, meglio noti come "Sepolcri", sono visitati in numero di tre (le ore di agonia di Gesù), cinque (i giorni della sua morte, il numero delle sue piaghe e quello degli strumenti della sua crocifissione) o sette (il numero delle sue parole sulla croce). Durante il giovedì vengono inoltre "legate" le campane; un tempo la mattina del sabato, oggi a mezzanotte dello stesso giorno, tutte le campane della città vengono nuovamente sciolte a distesa.
  • Venerdì santo: al mattino vi è la processione dei "Misteri" che parte dalla chiesa dell'Addolorata, al pomeriggio ha luogo la processione della "Desolata" dalla chiesa di Sant'Agostino, e la sera si celebra la processione del "Cristo morto" (anche detta del "Cristo rosso"), che parte dalla chiesa del Purgatorio. Ogni confraternita durante la processione porta in giro i gruppi sacri rappresentanti la passione di Cristo. Le confraternite sono precedute da un Cristo rosso (a cui si deve l'altro nome del rito), ovvero un confratello vestito di rosso con cingolo di corda e croce sulle spalle. La persona che solitamente impersona Cristo è un emigrante, coperto da un cappuccio rosso, la cui identità rimane ignota anche dopo la sua partenza.
  • Sabato Santo: in mattinata dalla chiesa di Sant'Antonio esce la processione delle tre Marie a cura della Confraternita della Pietà.[16] [42]
  • Domenica di Resurrezione: nella cattedrale viene celebrato il solenne pontificale.

[modifica] Festa patronale diocesana della Madonna di Ripalta (6-9 settembre)

Per approfondire, vedi la voce Madonna di Ripalta.
Corso Garibaldi illuminato per la festa patronale

Il rito dell'8 settembre è senz'altro una delle feste religiose più sentite dalla cittadinanza, l'intero Corso è illuminato e decorato a festa da piazza Castello fin oltre il convento dei Cappuccini. La festa dura quattro giorni ed è caratterizzata da grandiose luminarie in tutta la città, bande che girano per il paese, orchestre che suonano in piazza e dal concerto di un cantante di musica leggera.

Si parte con il 6 settembre: a conclusione di un devoto novenario che richiama pellegrini e devoti da ogni parte della diocesi, alle ore 23 nella cattedrale inizia la celebrazione solenne dell'ascensione in trono dell'icona bizantina.

Il giorno 7 settembre, giorno di vigilia: se cade dal lunedì al sabato, la sera, alle ore 19.30, apertura in cattedrale della festa con i solenni vespri pontificali. Vi partecipa tutto il clero diocesano, ministri istituiti e congregazioni. Se cade di domenica si celebra la Santa Messa presieduta dal vescovo.

L'8 settembre, solennità della Natività della Vergine Maria, festa della Madonna di Ripalta. Sante messe dalle prime ore del mattino in cattedrale. Molto atteso il solenne pontificale del vescovo, con tutto il clero diocesano e le congregazioni religiose, autorità civili e militari. La sera, se la festa è preceduta dalla domenica, prima della processione si celebrano i vespri pontificali. Vi è dunque una grande processione, con il carro trionfale donato dal cavaliere Giuseppe Pedone, che trasporta l'icona della Madonna, preceduto dalle Confraternite e seguito dalle autorità civili, religiose e dalla banda. A mezzanotte si susseguono tre spettacoli di fuochi pirotecnici.[43] [44]

Il 9 settembre è dedicato alla fiera del bestiame e dell'agricoltura la mattina; mentre la sera, dalle 21.30 in poi vi è uno spettacolo di musica leggera con cantanti di fama nazionale.

[modifica] Festa al Borgo Antico (27-29 aprile)

Il 28 aprile del 1503 Cerignola fu teatro dello scontro decisivo per il possesso dell'Italia meridionale. In località "Tomba dei Galli", francesi e spagnoli si fronteggiarono nel conflitto noto come battaglia di Cerignola, che vide la vittoria degli iberici guidati da Consalvo da Cordova. Per ricordare questo avvenimento, dal 1994 si organizza in città la "festa al Borgo Antico", in cui un corteo storico rievoca l'ingresso del comandante ispanico in città. Al corteo si affiancano numerosi altri eventi, tra cui: un torneo nazionale per sbandieratori, mercatini di oggetti antichi, una sagra dei prodotti tipici, mostre estemporanee di pittura, concerti itineranti di musica antica, una festa di strada con giullari, trampolieri e mangiafuoco ed il palio della carrera Attualmente la Festa al Borgo Antico risulta sospesa.[44]

[modifica] Cerignola Bella

L'evento, organizzato con il patrocinio di: Comune, Provincia e Regione, si protrae per tutta l'estate ed è caratterizzato da decine di spettacoli che spaziano dalla musica al teatro, passando per il cinema e la danza. Gli spettacoli coinvolgono l'intera città, infatti tutti i quartieri ed i borghi sono interessati da eventi appartenenti al cartellone della manifestazione.[45]

[modifica] RADC Summer Festival

La manifestazione è nata nel 2006 e viene organizzata dall'associazione culturale "Radici" con il patrocinio dell'amministrazione comunale; si colloca all'interno della programmazione dell'estate cerignolana e prevede show teatrali e proiezioni di film all'aperto. L'evento clou è rappresentato dal concerto di un gruppo rock.

[modifica] Festa del lavoro (1° maggio)

In occasione della festa dei lavoratori, le diverse categorie professionali sfilano con i propri arnesi da lavoro portando in una sorta di laica processione l'icona del sindacalismo: Giuseppe Di Vittorio.[46]

[modifica] Fiere

  • Fiera bacino dell'Ofanto (1-10 dicembre):la manifestazione, nata nel 1996, è organizzata da imprenditori locali ed ha lo scopo di promuovere le produzioni tipiche; all'interno dell'area fieristica gli espositori mostrano difatti il meglio delle merci da loro prodotte e commercializzate.[47]

In città si organizza inoltre la:

  • Fiera Agricola (9 settembre)

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Per approfondire, vedi la voce Urbanistica di Cerignola.
Pianta della città

Il tessuto urbano della città si è ampliato nel corso dei secoli a partire dal decentrato borgo antico per poi espandersi progressivamente fuori dalla cinta muraria. La struttura del centro storico presenta tutte le caratteristiche di un centro medievale sviluppatosi sulle ceneri di un vecchio abitato romano; questa tesi è avvalorata ad esempio dalla mancanza di elementi radiocentrici che caratterizzano i borghi appartenenti a questo periodo storico e che lasciano il posto ad elementi di ortogonalità caratteristici dei tessuti urbani sviluppatisi su schemi preesistenti.

Durante il XV secolo si assistette ad una prima espansione della città fuori dalle mura in direzione est e sud, in coincidenza della quale si verificò anche un modesto aumento demografico; appartengono a questo periodo il piano delle Fosse Granarie, la chiesa del Purgatorio, il palazzo del Gesù ed i conventi dei Carmelitani e dei Conventuali. Nel XVII secolo una seconda espansione interessò ancora la parte meridionale della città, e crebbe ulteriormente il numero di edifici religiosi, a cui si aggiunsero la chiesa ed il convento dei Domenicani e dei Cappuccini.

Nel XVIII secolo si susseguirono molteplici eventi nefasti, come il terremoto che nel 1731 danneggiò irrimediabilmente gran parte delle costruzioni civili e religiose più antiche. La ricostruzione si ebbe a partire dalla seconda metà del Settecento e fu caratterizzata da un'espansione caotica e non uniforme fuori dalle mura. Alcuni accadimenti storici, come l'abolizione della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia, generarono poi un forte flusso migratorio proveniente dai paesi limitrofi, tale che la città continuò la sua espansione, ancora una volta verso est, arricchendosi di importanti edifici quali, tra gli altri: il Teatro Mercadante, la scuola agraria, l'ospedale, la stazione ferroviaria e la maestosa cattedrale.

La struttura urbanistica al di fuori del nucleo originario della città è di impianto a scacchiera ottocentesco.[16] [17] [18] [19]

[modifica] Economia