Cosenza
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| Cosenza | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 238 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 37,24 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1873,71 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Borgo Partenope, Donnici, Sant'Ippolito | ||||||||
| Comuni contigui: | Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta, Zumpano | ||||||||
| CAP: | 87100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0984 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 078045 | ||||||||
| Codice catasto: | D086 | ||||||||
| Nome abitanti: | cosentini (in cosentino: cusentini) |
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| Santo patrono: | Madonna del Pilerio | ||||||||
| Giorno festivo: | 12 febbraio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « La città è costruita su un ripido pendio, sopra il punto dove due fiumi, provenienti dalle due opposte valli, confluiscono sotto un unico nome, quello del Crati… Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare. » | |
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(George Gissing, 1897)
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Cosenza [co-sèn-za] /koˈsɛːntsa/ (Cusenza /kuˈsɛːntsa/ in dialetto locale) detta anche "città dei Bruzi" è una città calabrese di 69.560 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia (732.072 abitanti). E' una delle più antiche città della regione e sede dell' Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Il capoluogo bruzio era noto come Atene della Calabria per via del suo passato culturale; l'Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli (1470-1650) e una delle primissime accademie fondate in Europa[2]. Ancora oggi Cosenza resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre 2008 è stata riconosciuta come Città d'arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull'aspetto commerciale e turistico del territorio cittadino [3]. Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).
[modifica] Area Urbana
L'area urbana cosentina menzionata nel Piano strategico Cosenza-Rende e area urbana 2008-2020[4], nei documenti regionali relativi alla Programmazione Comunitaria 2007-2013 e in molti documenti locali rappresenta una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini che si muovono con disinvoltura in un ambito territoriale molto più vasto dei confini comunali (250.000 abitanti circa) per motivi di lavoro, di studio, tempo libero e attività sociali, ma non costituisce ancora un ente giuridico-amministrativo unitario. Essa è il risultato di un graduale processo di conurbazione iniziato negli anni '60 che ha dato origine all'attuale città policentrica che si estende senza soluzione di continuità (un continuum urbano di edifici, piazze, residenze, e servizi accessori) nei comuni di Cosenza-Rende [5] rispettivamente capoluogo di provincia e sede dell'Università della Calabria che ne costituiscono il nucleo centrale per densità abitativa, storia, cultura e dinamismo economico e negli altri comuni dell'hinterland cosentino ai quali sono legati da un elevato grado di interdipendenza. La classe politica cosentina attualmente ha circoscritto l'area urbana a soli quattro comuni guardando per il momento solo a nord del capoluogo: Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo. Negli ultimi anni al concetto di area urbana si è affiancato anche quello di comune unico, come ultimo stadio del processo [6].
[modifica] Teorie sull'area urbana cosentina
- L'area urbana cosentina è oggetto di discussione da circa trenta anni, da quando la conurbazione del capoluogo con i suoi comuni limitrofi è diventata un fenomeno in rapida evoluzione. Il professor Ciccone, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all'Università della Calabria attraverso l'utilizzo di parametri tecnico-scientifici, in particolare del criterio geo-morfologico costituito dal bacino della Media Valle Crati, ha individuato un sistema urbano di 36 comuni su 155 totali della provincia per un totale di oltre 200.000 abitanti. I confini di questa elaborazione sono rappresentati da Montalto Uffugo a nord, Piano Lago a sud, le pendici della catena paolana (Paola) a ovest e la Sila a est [7] Un'altra teoria molto recente è quella dell'ingegner Boatti, docente di urbanistica al politecnico di Milano che nel mese di febbraio del 2008 ha pubblicato il libro "L'Italia dei sistemi urbani". Secondo le sue elaborazioni l'esatta popolazione del sistema urbano di Cosenza inteso come insieme urbano pluricomunale irrelato (Daily Urban System), perimetrato sui flussi di mobilità intercomunale per motivi di studio o lavoro rilevati dal censimento istat del 2001 a cui è stato applicato un algoritmo di contenimento, è di 257.249 abitanti (53 comuni su 155 della provincia) [8], il più popoloso della Calabria.
[modifica] "Patto per l'area urbana di Cosenza"
Il 25 luglio 2008 è stato sottoscritto presso il palazzo municipale della città dei Bruzi dai sindaci di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo il " Patto per l'area urbana di Cosenza " [9], un documento ufficiale in cui i quattro sindaci operano la scelta politica di guardare in maniera strategica ad un'area che compone un ambito territoriale vasto ed omogeneo per cultura, base economica e produttiva, condizioni geografiche, dinamiche demografiche, posizione rispetto alle direttrici di trasporto ect, venendo incontro alle esigenze dei cittadini che chiedono di dare consistenza amministrativa ad una realtà già esistente in cui la mobilità sul territorio e la fruizione dei servizi sono comportamenti posti in essere con naturalezza che non trovano ostacoli nei confini comunali. I quattro comuni attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico formato da 12 saggi (3 per ogni comune) mirano ad avviare un percorso di condivisione delle scelte in modo da esprimere una maggiore e condivisa capacità progettuale, realizzare una maggiore economia nei costi, garantire servizi sempre più adeguati ed efficenti per i cittadini, acquisire una maggiore capacità di incidere nei processi di distribuzione delle risorse per lo sviluppo dei territori dei Comuni dell'Area Urbana e sviluppare buone pratiche amministrative. Il percorso prevede l'individuazione di servizi essenziali e funzioni comuni (rifiuti e tutela dell'ambiente, energia, trasporti, viabilità, servizio idrico) per poi arrivare gradualmente alle attività di programmazione sui fondi europei, alle grandi opere infrastrutturali e in generale ad uno sviluppo sostenibile ed integrato del territorio attraverso piani strategici e piani strutturali associati. Il protocollo d'intesa sottoscritto rappresenta un' altro passo importante verso la realizzazione della "Grande Cosenza", il progetto del compianto Giacomo Mancini che attraverso la coesione amministrativa cercherà di valorizzare e coaugulare i punti di eccellenza del capoluogo e della sua area urbana, con la prospettiva una volta avviato la fase operativa di guardare anche ad altri comuni del circondario cosentino, a sud e ad est-ovest.
Abitanti censiti nei quattro comuni dell'area urbana cosentina che hanno sottoscritto il documento [1]:
| Comune | Abitanti (31/03/2008) | Superficie (Km²) |
|---|---|---|
| Cosenza | 69.560 | 37,24 |
| Rende | 35.125 | 54,00 |
| Montalto Uffugo | 19.180 | 78,43 |
| Castrolibero | 10.376 | 11,00 |
| Totale | 134.241 | 180,67 |
[modifica] Geografia fisica
Cosenza, il capoluogo di provincia più a nord della Calabria, sorge sui sette colli nella valle del Crati, alla confluenza di quest'ultimo con il Busento, che ha visto lo sviluppo della parte moderna lungo la sua riva sinistra. La città antica invece, pittoresca e tornata a nuova vivacità negli ultimi anni, è caratterizzata da vicoli erti, stretti e tortuosi con edifici posti sui colli Pancrazio, Guarassano e Torrevetere, a sinistra del Crati, mentre sono rare le abitazioni sul Gramazio, Triglio, Mussano e Veneri. È inoltre contornata dalla Catena Costiera meridionale (da dove svetta Monte Cocuzzo di formazione dolomitica calcarea e che molti ritengono invece erroneamente un vulcano spento) a ovest e che la divide dal mar Tirreno, e dalla Sila a est, l'altipiano boscoso in cui vive ancora il lupo, animale totemico della città stessa e simbolo della locale squadra di calcio. La città si estende su una superficie di 37,2 km², ad un'altezza dal livello del mare pari a 238 m.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cosenza. |
Il clima della Valle del Crati è di tipo mesomediterraneo, tuttavia presenta aspetti di moderata continentalità, che risultano evidenti se si fa il confronto con le condizioni climatiche tipiche di altri territori della Calabria settentrionale, caratteri distintivi del clima di Cosenza sono la presenza di accentuate escursioni termiche giornaliere e di significativi fenomeni di inversione termica nei mesi invernali. L'inverno a Cosenza è relativamente freddo ed è caratterizzato da periodi piovosi alternati a periodi anticiclonici. Gli apporti precipitativi maggiori avvengono con correnti atlantiche. Non sono rare le nevicate, in media si ha un evento nevoso ogni anno; possibili anche nevicate copiose (vedi 8/3/05 32cm e 16/12/07 36cm). Le nevicate avvengono o con fredde correnti dalla Valle del Rodano oppure con richiami da S a seguito di ondate fredde da E, capaci di formare un buon cuscinetto freddo. Cmq se ci si sveglia con la città imbiancata, raramente si arriva all'ora di pranzo con la neve che non è già sciolta. In condizioni anticicloniche, con cielo sereno e assenza di vento l'irraggiamento permette minime basse, anche sotto lo zero, con valori fino -4/-5°C; in tali condizioni sono frequenti foschie o nebbie. La primavera è caratterizzata da clima mite: sono possibili ancora periodi freddi (vedi Aprile 2003 con neve in pianura il 7) che poi lasciano spazio alle prime giornate di caldo. L'estate è calda con massime che raggiungono spesso i 35°C ma la notte o grazie all'irraggiamento o grazie alla brezza è relativamente fresca. L'umidità di giorno è bassa rendendo il caldo più sopportabile; valori di umidità relativa sono invece maggiori in città. Scarsi sono gli apporti precipitativi limitati a temporali intensi ma di breve durata. L'autunno è caratterizzato da cielo coperto con piogge abbondanti e frequenti foschie o nebbie. In alcuni anni inizia a farsi sentire il freddo, specie in novembre (vedi nevicata del 22/11/98). Gli estremi termici sono: -10°C (42') e 45°C (75'). In media si hanno 21 giorni di gelo ogni anno. [10]
| COSENZA | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| Temp. max. media (°C) | 11.5 | 12.4 | 15.0 | 18.9 | 24.0 | 28.4 | 32.5 | 32.6 | 28.4 | 22.7 | 16.9 | 12.9 | 12.3 | 19.3 | 31.2 | 22.7 | 21.3 |
| Temp. min. media (°C) | 3.2 | 3.4 | 5.0 | 7.5 | 11.2 | 14.7 | 17.2 | 17.1 | 14.3 | 10.8 | 7.1 | 4.3 | 3.6 | 7.9 | 16.3 | 10.7 | 9.7 |
| Piogge (mm) | 142.4 | 116.8 | 99.0 | 73.6 | 41.7 | 25.6 | 13.3 | 23.6 | 39.8 | 95.3 | 136.3 | 143.9 | 403.1 | 214.3 | 62.5 | 271.4 | 951.3 |
- Classificazione climatica: zona C
[modifica] Aree verdi
- Villa Vecchia (Piazza XV Marzo- Centro Storico)
- Parco Morrone (Via Misasi)
- Parco Nicholas Green (Viale Sergio Cosmai)
- Villa Nuova (Viale Trieste)
- Parco Fluviale (Centro Storico)
- Viale Parco (Da Cosenza centro fino a Rende)
- Area verde via Giulia
- Area verde via Nicola Serra
Secondo l'indagine Ecosistema Urbano 2009 stilata da Legambiente e Ambiente Italia pubblicata sul Sole 24 Ore, Cosenza è la città più verde in Calabria in base a una graduatoria sulla sostenibilità urbana redatta tenendo conto di 26 parametri. La città dei Bruzi si colloca al 45° posto complessivo in Italia e seconda nel sud per qualità della vita solo a Caserta, distaccando Vibo Valentia di 35 posizioni (80° posto), seguono Reggio Calabria (90° posto), Crotone (91° posto) e Catanzaro fanalino di coda regionale tra i capoluoghi di provincia calabresi (93°posto).
[modifica] Storia
[modifica] Lo stemma
Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D'azzurro al monte all'italiana di sette cime d'oro, raffigura i sette colli d'oro della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.
| « Consentia Calabriae Citerioris caput, ostendas in signis septem collium, quod in totidem videbatur locata, cum oppidorum corona, quod veluti luxu naturae Romam parvulam effingere connitentis » | |
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(Cesare Recupito, Roma 1670 [11])
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[modifica] Toponimo
Il primo nome della città bruzia fu Consentia, nome che diedero i Bretti alla loro capitale nel 356 a.C.. Consentia deriva dal "consenso" espresso dalle altre città del Bruzio affinché diventasse la loro capitale e dai Lucani , dai quali i Bretti si erano ribellati e liberati a seguito di una guerra.
[modifica] Nomi storici di Cosenza
- Consentia (incerto) epoca Bruzia
- Consentia e Cosentia (nella iscrizione di Polla) epoca Romana
- Constantia epoca Bizantina
[modifica] Origini ed epoca Bruzia
| Per approfondire, vedi la voce Bruzi. |
| « Consentia urbs magna Bruttiorum. » | |
Le origini della città risalgono al IV secolo a.C., momento in cui il luogo era divenuto di importanza strategica per i Bruzi. Questi ne fecero la propria capitale, da quello che si evince nel testo 3 - Strabone, Geografia, VI, 1, 4: l'origine del popolo dei Brettii ( F. Lassère, Strabon. Géographie, Tome III (Livres V et VI), Paris 1967), dandole, nel 356 a.C., il nome di "Consentia", a cui aderirono tutti le altre città e villaggi bruzi, oltre ad essere riconosciuta anche dai Lucani, costretti a firmare un trattato di pace detto di "donna Brettia", che in futuro divenne una vera alleanza fra i due popoli.
Consentia, dunque si presentava, durante la massima espansione dei Bretti, come una città fortificata e temuta, sviluppata e prospera al punto di essere definita "metropoli" e capitale di un vasto territorio che si espandeva a nord fino all'entroterra delle attuali Basilicata e Puglia ed a sud, fino all'aspromonte. controllando sia la costa ionica che tirrenica centro settentrionale dell'attuale Calabria e quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l'altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi. Infatti a nulla valsero gli aiuti di Dionisio prima e successivamente di Alessandro I d'Epiro detto il Molosso zio di Alessandro Magno, che morì in battaglia nel 331 a.C., nelle immediate vicinanze di Consentia, a Pandosia.
Consentia cade per la prima volta nel 275 a.C., quando la confederazione Bruzia si alleò con Pirro re d'Epiro nella guerra contro Roma, Ma fu risparmiata e addirittura nominata città della Repubblica Romana lasciando intatto il suo ruolo di capitale bruzia.
La voglia di libertà, di autonomia, la fierezza e l'attitudine alla guerra dei bretti porto, però, a numerose rivolte contro Roma, tra cui sino di rilevante importanza quelle del 218 a.C., quando si allearono con Annibale durante la seconda guerre Puniche, e quella dal 73 a.C. al 71 a.C., allorquando i bretti si unirono alla rivolta degli schiavi guidata da Spartaco, che nella zona di Cosenza, raccolse in breve tempo ingenti truppe. A seguito di questi accadimenti Roma tolse a Consentia lo stato di città della repubblica romana, sciolse la lega dei Bruzi, levandole dunque lo stato di capitale, e ne espropriò le terre, facendola diventare semplicemente colonia romana.
Della città di epoca ellenistica restano pochi resti a causa della continuità di vita del suo centro storico: blocchi parallelepipedi di arenaria locale pertinenti alla Rocca Brettia sono visibili in vari punti della città, resti di un vasto edificio monumentale con soglia d'ingresso a piazzetta A. Toscano, resti di case al di sotto dell'ex Seminario Arcivescovile e del Palazzo Sersale. Al di sopra della capitale dei Brettii fu edificata la colonia romana.
[modifica] Epoca romana
| La tomba nel Busento |
Morte di Alarico I, seppellito nel letto del fiume Busento
Cupi a notte canti suonano Da Cosenza su 'l Busento, Cupo il fiume gli rimormora Dal suo gorgo sonnolento. Su e giù pe 'l fiume passano E ripassano ombre lente: Alarico i Goti piangono Il gran morto di lor gente. Ah si' presto e da la patria Cosi'lungi avrà riposo, Mentre ancor bionda per gli omeri Va la chioma al poderoso! Dal Busento ecco si schierano Su le sponde i Goti a pruova, E dal corso usato il piegano Dischiudendo una via nuova. Dove l'onde pria muggivano , Cavan, cavano la terra; E profondo il corpo calano, A cavallo, armato in guerra. Lui di terra anche ricoprono E gli arnesi d'or lucenti; De l'eroe crescan su l'umida Fossa l'erbe dei torrenti! Poi, ridotto ai noti tramiti, Il Busento lasciò l'onde Per l'antico letto valide Spumeggiar tra le due sponde. Cantò allora un coro d'uomini: Dormi, o re, nella tua gloria! Man romano mai non violi La tua tomba e la memoria! Cantò, e lungo il canto udivasi Per le schiere gote errare: Recal tu, Busento rapido, Recal tu da mare a mare. |
Sotto la dominazione romana, Cosenza divenne una stazione della via ab Regio ad Capuam, meglio nota come via Popilia (o via Annia). Durante la guerra civile tra Pompeo e Cesare, Cosenza si schierò con la fazione di Cesare, e quindi fu assediata per ordine di Pompeo dai soldati arrivati dalla Sicilia. Appiano Alessandrino delineò gli avvenimenti che si compirono a Cosenza in quel periodo: [12]
| « Occupata Cosenza, Pompeo vi lasciò Servilio con milleduecento cavalieri, il quale patteggiò la resa con Agrippa, a condizione che egli e i suoi passassero nelle fila di Ottaviano. Di questo tradimento, consumato da Servilio a danno di Antonio e di Pompeo, piansero la pena i Cosentini, che all'entrata di Agrippa in città, ebbero a sperimentare tutto il furore di un partito che vince » |
.
Nel 29 a.C. Consentia diventa colonia sotto Augusto, il quale le concesse nuovamente la cittadinanza romana dopo essersi assicurato delle totale resa dei Bretti e ne delimitò i confini con l'assegnazione del suo agro in duecento iugeri. Nel Liber Coloniarum di Frontino si attesta: [13]
| « Ager Consentinus ab Imperatore Augusto assignatur limitibus Gracchanis in jugera CC. Cardo in Orientem, Decimanus in Meridianum » |
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Da quel momento Consentia cambia connotazione, e da bellica e fortificata si trasforma in una fiorente città a connotazione commerciale e culturale. Nel 304, Massimiano, imperatore romano, si stabilisce a Consentia per far fronte ad una rivolta di ordine religioso. Con l'eliminazione di Bulla, iniziò il martirio dei cristiani nel capoluogo bruzio, che vide numerosi suoi figli martiri tra cui san Dionigi e san Callisto. Nel 313 con l'editto di Milano il cristianesimo esce dalla clandestinità. Per un secolo Consentia vive nel benessere, nella pace e nello splendore, finche' Alarico re dei Visigoti non la invade subito dopo aver perpetrato il Sacco di Roma del 24 agosto 410. Durante l'invasione, nei pressi della città nel 410, Alarico muore di malaria e, secondo la leggenda, fu seppellito in armatura dal suo esercito, con una parte del bottino di Roma ed il suo cavallo nel letto del fiume Busento, il quale venne momentaneamente deviato per poi essere reindirizzato nel letto naturale facendo perdere per sempre il punto preciso della sepoltura. <Archeologia> Sono visibili testimonianze della città romana nel centro storico: scavo di una domus in piazzetta A. Toscano, scavo di edifici termali in via S. Tommaso e Palazzo Sersale, resti delle mura di cinta in opus reticulatum.
[modifica] Medioevo
[modifica] Dai Bizantini ai Longobardi
Nel 554 l'esercito di Giustiniano sconfisse gli Ostrogoti; Narsete entrò a Consentia e con l'era bizantina la città riacquistò nuovamente il titolo capitale delle terre meridionali liberate dai bizantini. Nell'anno 568, Giustino il Giovane, nipote di Giustiniano, divenne Imperatore e Consentia venne trasformata in ducato. In questo periodo il capoluogo bruzio divenne culla di letterati, si formarono le nuove classi dirigenti e vi nacque la prima scuola musicale. Nei secoli VIII e IX fu dominio prima longobardo, durante il quale divenne sede di Gastaldato del Principato di Salerno, e poi bizantino, conosciuta col nome di Constantia. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988.
[modifica] Periodo Normanno Svevo
Nel 1057 Roberto il Guiscardo diede inizio all’occupazione normanna della Calabria. Constantia fu ostile a questa nuova dominazione, tanto che in città si scatenò una ribellione che però fu presto sedata. In questo periodo divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del castello sui ruderi di una fortezza saracena. Con il matrimonio tra Costanza d'Altavilla, ultima erede tra i sovrani normanni ed Enrico IV di Hohenstaufen inizia la dominazione sveva.
Sotto Federico II di Svevia, lo "stupor mundi" che considerava Cosenza la sua sede preferita dopo Palermo e Napoli, iniziò un periodo prosperoso sia culturalmente che economicamente grazie anche all’istituzione di un’importante fiera annuale: (La fiera della Maddalena), una fase che gratificò la città di numerosi privilegi. Venne completato e consacrato il Duomo, nel quale fu fatto seppellire il figlio primogenito Enrico VII, nato dal matrimonio con Costanza d'Aragona, morto suicida e in contrasto con il padre che lo aveva condannato prima a morte, poi al carcere a vita, e inoltre venne ristrutturato il castello con le due torri ottagonali.
[modifica] Periodo angioino
Dopo la morte di Federico II il passaggio dall’età Normanno - Sveva al periodo angioini non fu facile. La città venne attanagliata dal brigantaggio e dalla miseria in virtù di un fiscalismo accentuato e da una serie di lotte intestine, pur non essendo mai stata infeudata e pur avendo conservato sempre un soddisfacente margine di autonomia grazie ai numerosi privilegi elargiti dai dominatori. Passò un secolo prima di ritrovare la tranquillità, quando, accolse Luigi III d'Angiò che, dal 1432 insieme alla moglie, Margherita di Savoia, risedette nel castello eleggendo la città a sede dell' erede al trono di Napoli, dandole il titolo di centro del ducato di Calabria. Luigi III d'Angiò venne colpito dalla malaria, morì il 12 novembre 1434 e fu seppellito nel Duomo.
[modifica] Dalla fine del medioevo al XIX secolo
In seguito a lunghe e cruente guerre di successione gli Angioini furono sostituiti dagli Aragonesi che decretarono Cosenza la capitale della Calabria citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva grosso modo l'attuale provincia cosentina. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda citta' ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Bacone il primo degli uomini nuovi. In seguito viene conquistata dagli Spagnoli e nonostante le ribellioni e contrasti di vario genere diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. In questo periodo fiorirono ingegni di alto livello come Antonio Serra, il primo che si occupò di economia politica, Tommaso Cornelio, medico e scienziato, Pirro Schettini, poeta, Gian Vincenzo Gravina, il teorico che fondò a Roma l'Accademia dell'Arcadia. Il XVI secolo vide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita l’Atene della Calabria.
Dopo duecento anni di dominio spagnolo seguì nel 1707 quello degli Austriaci e dopo la guerra di successione polacca (1738) il regno di Napoli venne assegnato a Carlo III di Borbone che governò fino all'unità d'Italia. Questo periodo venne caratterizzato da contrasti e dalla formazione di sette massoniche e giacobine. Nel 1799 molti cosentini parteciparono agli eventi turbinosi della Repubblica Partenopea, dando il loro contributo di azione e di idee sia nelle file dei sanfedisti che in quelle dei patrioti giacobini e filo-francesi.
Durante l'occupazione napoleonica la città fu contrassegnata dalla costruzione di opere pubbliche e da un orientamento anticlericale e libertario. Si svilupparono tendenze filo-francesi da parte delle classi colte nelle quali iniziava a diffondersi la Carboneria, mentre i contadini si davano al brigantaggio e si nascondevano sulle montagne silane per sfuggire alla pressione fiscale. La famiglia Zupi si schierò dalla parte dell'imperatore tradendo i Borboni regnanti, seguì uno scontro di un anno nel quale il generale dell'esercito francese Daniele Zupi Marino si nascose nelle cantine della sua villa per non essere trovato. Celebre fu il massacro dei Brazzalotto perpetrato dai francesi verso l'omonima famiglia accusata di tradimento essendo rimasti fedeli ai Borbone . Nel 1815, con il ritorno dei Borboni, Daniele Zupi Marino fu infine scovato e messo al rogo. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei [14]. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844 [15]. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all' impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.
[modifica] Periodo fascista e dopoguerra
Il propagandismo fascista a Cosenza si intensificò solo sul finire degli anni '30, fino ad allora il capoluogo bruzio si era mostrato ad esso ostile. Essenzialmente i fascisti fecero si che i più giovani fossero educati alla cultura del regime e allontanati dalla Chiesa oppositrice. Tutto ciò portò ad una nuova mentalità cittadina che la vide appoggiare il Duce nella sua idea di partecipare alla seconda Guerra mondiale, lasciatisi abbagliare dalle mire del colonialismo fascista. Mussolini arrivò in città nel 1939. La visita venne pubblicizzata e presentata in pompa magna, attirando migliaia di persone dalla provincia e dalla Calabria intera, ma che non lasciò nulla di concreto per Cosenza che non ne trasse alcun vantaggio. La visata in effetti fu, per certi versi, controproducente. Infatti nell'immediato allargò la popolarità degli oppositori che si fecero sentire su argomenti quali l'alleanza con la Germania o l'entrata in guerra dell'Italia al loro fianco. Durante la guerra Cosenza fu bombardata massicciamente solo nel 1943 dagli anglo-americano. Quell'anno Cosenza subì nuove incursioni che causarono 136 vittime, mentre la situazione socio-economica portò la città verso una catastrofica paralisi. La fine della guera lasciò la città priva di un ordine amministrativo e politico che colmarono gli inglesi designando Prefetto Pietro Mancini, il quale diede la carica di Primo Cittadino al compagno di partito Francesco Vaccaro. Come per il resto della nazione, nelle elezioni del 1946, la città elesse a sindaco il democristiano Maurizio Quintieri. La città, però, continuava a vivere una situazione economica disastrata, tanto che nel 1950 le famiglie senza tetto erano 1307 e 436 quelle che vivevano in baracche. E' ancora possibile osservare, in vari punti del centro storico, scritte celebranti il fascismo sulle mura dei palazzi (in piazza dei Valdesi la scritta <Chi si ferma è perduto>, sul lungo Busento Oberdan la scritta <Duce, duce, duce, duce>).
[modifica] Dal dopo guerra al XX secolo
[modifica] Cosenza durante il boom economico italiano
Dal 1951 al 1961, grazie al boom economico che investì l'intera penisola, Cosenza iniziò una veloce risalita economico-finanziaria. Il decennio si caratterizzò per la notevole espansione edilizia benché la città fosse priva un piano regolatore funzionale. In questo clima la speculazione edilizia richiamò in città grossi e piccoli proprietari terrieri che, intuendo il grosso guadagno, utilizzarono i propri terreni per la costruzione della città nuova, facendo così quasi scomparire l'attività agricola cittadina. Politicamente la città era governata, quasi senza una opposizione dalla Dc. l'opposizione, di sinistra, era guidata da Giacomo Mancini, figlio di Pietro, Prefetto designato nell'immediato dopo guerra dagli inglesi. Giacomo Mancini, sotto lo pseudonimo di Gino Verità iniziò a scrivere una serie di articoli contro l'allora attuale potere politico di palazzo dei Bruzi, suscitarono velenose polemiche nella Dc cosentina. Nel 1958 le elezioni politiche videro vincitore , Riccardo Misasi, forte anche dell'appoggio clericale cittadino.
[modifica] Urbanizzazione, Grandi infrastrutture viarie, e università della Calabria
Nel 1971 la popolazione superò i 100.000 abitanti, moltissimi se si pensa che la città verso nord non era ancora stata sviluppata del tutto. Come per il resto d'Italia, nacque una giunta comunale Dc-Psi. Cosenza, che già aveva subito una cementificazione selvaggia, quasi del tutto non regolata, vide crescere enormi quartieri staccati dal centro urbano, quasi tutti di carattere popolare e senza preoccuparsi troppo di integrarli con strade e infrastrutture. La nuova urbanizzazione cosentina portò ad una divisione classista, la quale si avverte anche nella città vecchia, in cui la storica cittadinanza si riversò nella città nuova, vendendo o affittando le vecchie dimore alle famiglie di immigrati. Si può affermare che, pur avendo risolto il problema per la quasi totalità delle famiglie senza tetto, si creo altresì, una situazione di emarginazione sociale che venne risolto, anche se non del tutto, solo 25 anni dopo, durante l'ultima amministrazione Mancini.
Come duemila anni prima, sotto i romani, Cosenza torna ad essere una importante stazione di una grande infrastruttura viaria del sud Italia: la Salerno-Reggio Calabria, fatta passare nei pressi della città grazie anche al contributo dell'allora Ministro ai Lavori Pubblici Giacomo Mancini (1964). Importante fu anche la scelta di dotare la città di importanti assi viarie, urbane ed extraurbane. Il collegamento tra lo svincolo autostradale e la superstrada Crotone-Paola; il ponte Mancini, che collegava la città nuova alla vecchia; la nuova ferrovia Cosenza-Paola e il progetto della nuova stazione ferroviaria (Vaglio lise).
Durante questo periodo di sconvolgimento urbano, nasceva l'idea di far sorgere un' università a Cosenza. L'idea era quella di impostarla sulla residenzialità di docenti e allievi e che agevolasse l'ingresso agli studenti più meritevoli ed ai meno abbienti, su una aggregazione dipartimentale della ricerca e della didattica, la prima del tipo in Italia, con corsi di laurea innovativi e legati alla realtà territoriale. Le principali idee di luogo di edificazione erano due e provenivano entrambe dallo stesso partito, quello socialista. La prima corrente era quella di Francesco Principe e dell'allora Ministro alla Pubblica Istruzione Misasi , che volevano edificarla a nord del capoluogo, indirizzando così anche lo sviluppo urbano verso la cittadina di Rende nella quale venne materialmente costruita l'Università. Rende dunque iniziò ad espandersi verso Sud, trasformando le due distinte città, in un'unica area urbana senza alcuna zona di discontinuità e che oggi sta aprendo ad una lenta ma inesorabile corsa verso il comune unico. La seconda corrente, quella di Mancini, proponeva una collocazione a sud della città nella valle del Savuto. Ciò avrebbe probabilmente consentito l'accentramento della città vecchia e la sua rinascita .
[modifica] Demografia
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
La città di Cosenza ha raggiunto una soglia massima di circa 107.000 abitanti nel censimento del 1981, nel corso degli ultimi due decenni ha subito il fenomeno della deurbanizzazione a vantaggio dei comuni limitrofi come Rende, Castrolibero, Mendicino, Montalto Uffugo, Dipignano ect, perdendo nel giro di 25 anni quasi 40.000 abitanti. Tale processo insieme allo sviluppo urbanistico del circondario ha favorito la creazione di un'area urbana integrata, una forma policentrica di agglomerazione in cui sono riscontrabili elementi di continuità fisica, urbanistica, culturale e sociale.
[modifica] Etnie
Alla data del 31 dicembre 2007 secondo i dati Istat nel comune di Cosenza risultano residenti 1426 cittadini stranieri, così suddivisi per nazionalità: [16]
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[modifica] Qualità della vita secondo le più importanti ricerche statistiche
| Anno | Qualità della Vita (Sole 24 Ore) | Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) | Ecosistema Bambino (Legambiente) |
|---|---|---|---|
| 2003 | 86° posizione | 73° posizione | 70° posizione |
| 2004 | 91° posizione (-5) | 57° posizione (+16) | non sufficiente |
| 2005 | 84° posizione (+7) | 44° posizione (+13) | non sufficiente |
| 2006 | 87° posizione (-3) | 41° posizione (+3) | 36° posizione |
| 2007 | 90° posizione (-3) | 32° posizione (+9) | 60° posizione (-24) |
| 2008 | non ancora svolta | 33° posizione (-1) | 54° posizione (+6) |
