Crespi d'Adda
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Crespi d'Adda | ||||||||
| Stato: | ||||||||
| Regione: |
|
|||||||
| Provincia: |
|
|||||||
| Comune: |
|
|||||||
| Coordinate: | Coordinate: | |||||||
| Altitudine: | 180 m s.l.m. | |||||||
| Abitanti: |
|
|||||||
| Nome abitanti: | Crespesi | |||||||
| Santo patrono: | Ss. Nome di Maria | |||||||
| Pref. telefono: | 02 | CAP: | 24040 | |||||
| Crespi d'Adda Crespi d'Adda |
|
| Tipologia | architettonico industriale |
| Criterio | C (iv) (v) |
| Pericolo | Nessuna indicazione |
| Anno | 1995 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
| Patrimoni dell'umanità in Italia |
|
Crespi d'Adda è un villaggio operaio che si trova nel comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo.
Indice |
[modifica] Storia
Il villaggio venne costruito durante l'ultimo quarto del XIX secolo dalla famiglia Crespi, che scelse quest'area, vicina al fiume Adda, per costruire una tessitura. La fondazione si fa risalire al 1877 ad opera del bustocco Cristoforo Benigno Crespi. L'idea fu quella di affiancare agli stabilimenti un vero e proprio villaggio che ospitasse gli operai della fabbrica e le loro famiglie. Il villaggio era dotato di tutte le comodità. Oltre alle villette delle famiglie operaie (complete di giardino ed orto), e alle ville per i dirigenti (che vennero costruite in seguito), il villaggio era dotato di chiesa (copia identica, ma più piccola, del Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio), scuola, cimitero, ospedale, campo sportivo, teatro, stazione dei pompieri e di altre strutture comunitarie.
Il cimitero di Crespi d'Adda è dominato dalla tomba della famiglia Crespi, costituita da una piramide in fondo ad un lungo viale alberato. Le tombe più ricche sono quindi disposte intorno a questo imponente mausoleo, mentre quelle più semplici, segnalate da croci di pietra, sono più distanti, come concreta memoria della stratificazione sociale della comunità che qui vi riposa. Il cimitero è circondato da un muro circolare che racchiude in sé tutte le tombe e che vuole simboleggiare l'abbraccio della famiglia Crespi a tutti gli operai del villaggio.
[modifica] Crespi e l'Unesco
Intorno all'inizio degli anni '90 nel Comune di Capriate S.G. venne proposto un piano regolatore che prevedeva nuove edificazioni nell'area del villaggio operaio. Il Centro Sociale Fratelli Marx (CSFM), una associazione culturale locale conscia dell’eccezionale valore della company town, volle contrastare questa volontà politica, decidendo di tentare l’iscrizione del sito di Crespi d’Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Il CSFM costituì - con Legambiente e alcuni abitanti del villaggio - la Consulta per Crespi, che iniziò un’opera di informazione e pressione sui politici e gli organi di informazione locali per scongiurare l’applicazione del piano urbanistico. L’operazione di lobbying ebbe successo: l’Amministrazione si convinse a non realizzare le edificazioni previste nell’area storica del villaggio e addirittura decise di appoggiare la richiesta di inserimento nella Lista. Nel 1994 incaricò formalmente il CSFM di redigere il dossier di nomination da presentare all’Unesco: gli estensori furono Andrea Biffi ed Enzo Galbiati (con Roberto Pedroncelli ed Emilio Cornelli). La nomination venne presentata nel corso di un convegno internazionale a cui partecipò tra gli altri Giancarlo Riccio, ambasciatore diplomatico e all’epoca Condirettore del Centro per il Patrimonio Mondiale UNESCO di Parigi (che si sarebbe rivelato determinante per l’inserimento di Crespi nella Lista). Nel 1994 i siti italiani candidati all’ingresso nel Patrimonio Mondiale furono il centro storico di Siena, Napoli, Ferrara e il villaggio operaio di Crespi d'Adda (tutti e quattro furono poi inseriti nella Lista). Un po’ di folklore: pare che Giancarlo Riccio – che faticò non poco a convincere la Germania ad accettare 4 siti italiani in una sola volta – per dare una mossa al comitato napoletano per la nomination (il cui main sponsor fu Carlo Azeglio Ciampi) nel corso di una telefonata abbia urlato: “Datevi una mossa! Quattro ragazzetti spettinati di Crespi hanno fatto meglio di voi, rappresentanti di una delle maggiori città italiane…”
Il 5 dicembre 1995 il Villaggio operaio di Crespi è entrato a far parte della Lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. È uno degli esempi meglio conservati di villaggio operaio industriale che esistano al mondo. Contrariamente a siti analoghi, la parte industriale è stata funzionante fino al 2004 e le abitazioni sono tuttora utilizzate.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Voci correlate
- Busto Arsizio
- Cristoforo Benigno Crespi
- Silvio Crespi
- Villaggio operaio di Schio
- Centrale idroelettrica Taccani
[modifica] Bibliografia
- Luigi Cortesi. Crespi d'Adda: villaggio ideale del lavoro. Bergamo, Grafica e Arte, 1995. ISBN 8872011728.
- Elisa e Leonardo Mariani Travi. Il paesaggio italiano della rivoluzione industriale: Crespi d'Adda e Schio. Bari 1979.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Crespi d'Adda


