Eritrea

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Eritrea
Eritrea - Bandiera
Eritrea - Stemma
(dettagli)
Motto: Mai più inginocchiati

Generalità
Nome completo: Stato dell'Eritrea
Nome ufficiale: ሃግሬ ኤርትራ
Lingue ufficiali: tigrino¹, arabo¹, italiano¹
Capitale: Asmara  (400.000 ab. / 1996)
Politica
Governo: Repubblica presidenziale
Capo di stato: Isaias Afewerki
Capo di governo: Isaias Afewerki
Indipendenza: Come entità territoriale (colonia italiana) 1 gennaio 1890. Dall'Italia formalmente l'8 aprile 1941 (caduta dell'ultimo presidio italiano a Massaua), ufficialmente dal 10 febbraio 1947 (Trattato di Parigi); dall'Etiopia il 24 maggio 1993
Ingresso nell'ONU: 28 maggio 1993
Superficie
Totale: 121.320 km²  (96º)
 % delle acque: trascurabile
Popolazione
Totale (2005): 4.401.000 ab.  (118º)
Densità: 37 ab./km²  
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +3
Economia
Valuta: Nakfa
PIL (PPA)  (2005): 3.977 milioni di $  (156º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 858 $  (175º)
ISU  (2005): 0,483 (basso)  (157º)
Energia:
Varie
TLD: .er
Prefisso tel.: +291
Sigla autom.: ER
Inno nazionale: Ertra, Ertra, Ertra
Festa nazionale:

¹Il tigrino e l'arabo sono le lingue maggiormente parlate, ma è molto diffuso anche l'italiano.
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(Guida alla compilazione della tabella)

L'Eritrea (in tigrino Ērtrā) è uno stato che si trova nella parte settentrionale del Corno d'Africa, confinante con il Sudan ad ovest, con l'Etiopia a sud e con il Gibuti a sudest. L'est ed il nordest del paese hanno una lunga linea di costa sul Mar Rosso, direttamente di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Sono parte dell'Eritrea l'Arcipelago di Dahlak e alcune isole a ridosso delle isole Hanish.

L'Eritrea è uno Stato multilingue e multiculturale con due religioni dominanti (Islam Sunnita e Chiesa ortodossa eritrea) e nove gruppi etnici. L'Eritrea non ha una lingua ufficiale, ma nel paese vengono utilizzate quattro lingue: il tigrino, l'arabo, l'italiano e l'inglese.

Indice

[modifica] Nome

La parola "Eritrea" deriva etimologicamente dal greco antico erytros, che significa "rosso". Il nome "Mar Rosso" venne usato fin dall'età ellenistica, come testimonia anche il nome di una famosissima opera anonima di geografia, il Periplus Maris Erythraei del I secolo, che significa appunto "Periplo del Mar Rosso". Il fatto che l'odierna Eritrea si affacciasse su questo mare fece guadagnare al paese il suo attuale nome, che gli fu perciò attribuito dagli italiani alla fine del XIX secolo quando costituirono la colonia identificando per la prima volta un'entità territoriale autonoma sul territorio dell'attuale stato eritreo. Il suo nome, venne suggerito a Francesco Crispi dallo scrittore scapigliato Carlo Dossi, suo collaboratore negli anni della conquista della colonia.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Eritrea.

[modifica] Periodo pre-coloniale

Intorno all'VIII secolo a.C., nacque un regno conosciuto come D'mt, stabilitosi tra il nord dell'Etiopia e l'Eritrea, con capitale a Yeha, in Etiopia. Successivamente si sviluppò il regno di Aksum, anch'esso con capitale in Etiopia, emerso intorno al periodo della nascita di Gesù Cristo, che diventò, secondo Mani, una delle quattro grandi culture del mondo con la Cina, la Persia e Roma. Nel 1557 esperienza una invasione degli Ottomani del Sultano Solimano I qui portò alla conquista di Massaua, Arqiqo e Debarwa, la capitale del Negus Yeshaq di Bahr. Due rivolte di lui furono domate nel 1578, lasciando agli Ottomani gli importanti porti di Massaua e di Arqiqo.

Gli Ottomani ebbero il controllo di gran parte delle zone costiere eritree per quasi 300 anni, lasciando i loro possedimenti (una provincia denominata Habesh) ai loro sudditi egiziani nel 1865 prima che essi fossero presi dagli italiani nel 1885. L'interno del paese è tradizionalmente influenzato dalla cultura e dall'economia dell'Etiopia, soprattutto per quanto riguarda il Kebessa (perlopiù cristiano ortodosso) e gli altopiani di Hamasien, Akele Guzai e Seraye.

Successivamente, mentre gli egiziani si ritirarono dal Sudan durante la ribellione del Mahdi, i britannici conclusero un accordo per cui gli egiziani poterono ritirarsi attraverso l'Etiopia e nello scambio permisero che l'imperatore dell'Etiopia occupasse quei distretti della pianura che aveva disputato ai turchi e agli egiziani.

[modifica] Periodo coloniale italiano

Per approfondire, vedi le voci Eritrea (governo) e Eritrea italiana.
Tallero d'Eritrea, coniato nel 1891 dal governo italiano.

L'inizio dell'occupazione si ebbe nel novembre 1879 con il padre lazzarista Giuseppe Sapeto che, per conto della società di navigazione Rubattino di Genova, avviò le trattative per l'acquisto della Baia di Assab. È il primo atto della presenza italiana nel continente africano. Nel 1880 fu siglato l'accordo per l'acquisizione da parte dell'armatore Raffaele Rubattino della baia, allo scopo di farne un porto di servizio alle sue navi. Il governo egiziano contestò tale acquisizione e rivendicò il possesso della baia: da ciò seguì una lunga controversia che si concluse solo nel 1882.

Il 10 marzo 1882 il governo italiano acquistò il possedimento di Assab, che il 5 luglio dello stesso anno diventò ufficialmente italiano. Negli anni dal 1885 al 1890 fu acquisita l'importante città portuale di Massaua (che divenne capitale provvisoria del possedimento d'oltremare) e il controllo italiano si estese nell'entroterra. Nel 1890 l'Eritrea fu ufficialmente dichiarata colonia italiana.

Massaua nel XIX secolo

Nel 1893 il Negus etiopico Menelik denunciò il trattato di Uccialli. L'Italia continuò la sua espansione verso l'entroterra (Axum, Macallè, Adua) e nel settembre 1895 si svolse la battaglia dell'Amba Alagi tra le truppe italiane e quelle etiopi, comandate dai Ras Macconen, Alula e Mangascia. Il 22 gennaio 1896 gli italiani furono sconfitti ad Adua.

Col trattato di pace di Addis Abeba, che annullava il trattato di Uccialli, l'Italia riconobbe l'indipendenza dell'impero d'Abissinia e quest'ultimo riconobbe la colonia italiana d'Eritrea. Durante il dominio italiano, specie negli anni '30, l'Eritrea fu la colonia maggiormente ammodernata: furono costruiti migliaia di km di strade, ponti, la ferrovia Massaua - Asmara (iniziata già alla fine dell'Ottocento), le città furono sistemate anche con la creazione di numerosi quartieri italiani (ancora visibili).

Bisogna sottolineare che l'Eritrea, rispetto all'Etiopia e alla Somalia Italiana, fu la colonia con la più forte presenza di italiani. Infatti nel censimento del 1939 solo ad Asmara furono censiti 53.000 Italiani su una popolazione totale di 98.000 abitanti.

Il 5 dicembre 1934, avvenne l'incidente di Ual-Ual tra Somalia italiana ed Etiopia, che fornì il pretesto al regime fascista per aggredire l'Abissinia, partendo il 3 ottobre 1935 dalle basi dell'Eritrea. L'Abissinia venne conquistata il 5 maggio, e il 9 maggio tutte le colonie italiane del corno d'Africa furono unificate da Mussolini nella cosiddetta Africa Orientale Italiana (AOI).

Stemma del Governo dell'Eritrea nell'AOI

L' Eritrea italiana entrò a far parte dell'AOI sotto un Governatore con sede ad Asmara ed un territorio ampliato anche come compenso per l'aiuto nella conquista dell'Etiopia, dato al Regno d'Italia da parte di oltre 60.000 Ascari eritrei.

Nella primavera del 1941, ancor prima della resa agli inglesi di Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, dopo eroica ma impari lotta sull'Amba Alagi (19 Maggio 1941), l'Eritrea venne occupata da un esercito britannico a seguito della Battaglia di Cheren. Con la perdita di Gondar (27 novembre 1941), ultimo ridotto italiano in Africa orientale, si dissolsero le ultime speranze di riconquista della colonia.

Dopo il 1941, per i quasi 100.000 Italiani della comunità italiana dell'Eritrea iniziò un periodo difficile che porterá alla loro quasi totale scomparsa in pochi decenni.[1]

L'Eritrea rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947 e divenne un protettorato britannico fino al 1952, quando le Nazioni Unite la dichiareranno federata con l'Impero etiope. Un ambasciatore fu Antonio Bandini.

[modifica] L'unione all'Etiopia

L'Eritrea fu trasformata il 20 maggio 1960 in una semplice provincia amministrativa dell'impero etiopico e nel 1962 fu definitivamente annessa. Nel 1961 si organizzò in Eritrea il FLE (Fronte di liberazione eritreo), al fine di combattere l'annessione dell'Etiopia e ottenere l'indipendenza nazionale. La guerriglia eritrea fu sottoposta a massicce offensive da parte dell'esercito del Negus, sostenuto economicamente dagli Stati Uniti. Nel 1970 si formarono le forze popolari di liberazione eritrea, il futuro FPLE, nato formalmente nel 1973. Nel 1970 scoppiò una guerra civile tra il FNL e il FPLE, per divergenze politiche sul futuro del paese. Il FLE, fin dalla sua nascita, concentrò la sua base di appoggio e legittimazione popolare nelle regioni pianeggianti dell'Eritrea, abitate in prevalenza da una popolazione di fede musulmana. Il conflitto civile tra le due fazioni portò ad una graduale frammentazione del FLE in una serie di movimenti minori.

Il FPLE, composto inizialmente in misura prevalente da elementi di lingua tigrina situati nelle highlands, si fece portatore di un'ideologia di liberazione nazionale di tipo marxista. La causa del FPLE poté contare in un primo momento sull'appoggio diplomatico cubano e sovietico. Il rovescio di alleanze che nel 1978 sancì il passaggio del regime socialista etiope nella sfera sovietica minacciò per alcuni anni il progetto di liberazione nazionale del FPLE. Grazie agli ingenti quantitativi di armamenti ricevuti dall'U.R.S.S. per far fronte alla minaccia somala, l'Etiopia sferrò tra il 1978 e il 1980 un deciso attacco alle postazioni del FPLE, riconquistando gran parte della regione ad eccezione di alcune enclavi nella regione del Sahel. La controffensiva eritrea ripartì intorno al 1984, permettendo una graduale riconquista delle posizioni perdute: decisiva a tal fine fu la collaborazione tra l'FPLE e il TPLF (Tigray People's Liberation Front), che permise al primo di conquistare Asmara nel 1991, ed al secondo di entrare vittoriosamente ad Addis Abeba nello stesso anno.

[modifica] L'indipendenza

La lotta per l'indipendenza ebbe fine nel 1991, quando il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo scacciò l'esercito etiope fuori dei confini eritrei, e si unì agli altri movimenti etiopi di resistenza per rovesciare la dittatura del Derg che cadde nello stesso anno. Due anni dopo venne indetto un referendum, con la supervisione della missione delle Nazioni Unite denominata UNOVER. Al suffragio universale parteciparono sia le popolazioni residenti in Eritrea che quelle rifugiate in altre nazioni africane dopo la diaspora, ed in esso si decise se l'Eritrea dovesse essere un paese indipendente o dovesse mantenere la federazione con l'Etiopia.

Oltre il 99% degli Eritrei votò per l'indipendenza, che venne dichiarata ufficialmente il 24 maggio 1993. Il leader dell'EPLF, Isaias Afewerki, divenne il Primo Presidente provvisorio dell'Eritrea, ed il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo, ribattezzato Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia (PFDJ), diede vita al primo governo.

Nel 1998 una guerra di confine con l'Etiopia per la città di Badme ha portato alla morte di circa 19.000 soldati eritrei, ad una pesante migrazione delle popolazioni eritree, oltre che a un disastroso contraccolpo economico. Durante e dopo il conflitto il governo eritreo ha espulso tutti i residenti di nazionalità o provenienza etiope, confiscandone le proprietà. Il conflitto Eritreo-Etiope ha avuto fine nel 2000, con un negoziato noto come "Accordi di Algeri", con i quali si è affidato ad una commissione indipendente delle Nazioni Unite il compito di definire i confini tra le due nazioni. L'EEBC (Eritrea-Ethiopia Boundary Commission) ha terminato la sua indagine ed il suo arbitrato nel 2002, stabilendo che la città di Badme debba appartenere all'Eritrea. Tuttavia il governo etiope non ha a tutt'oggi ritirato il suo esercito dalla città, per la quale si temono nuovi possibili conflitti.

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Eritrea.
Eritrea dal satellite

L'Eritrea è situata nel Corno d'Africa.

[modifica] Morfologia

Il territorio dell'Eritrea si può dividere in quattro diverse regioni dalle caratteristiche fisiche profondamente diversa: la pianura costiera, l'altopiano occidentale, la zona collinare del nord ovest e la zona delle pianure.

La zona costiera si estende per oltre mille chilometri e qui, anche a causa delle alte temperature, il territorio si presenta arido. Fuori della linea costiera sabbiosa ed arida è presente l'Arcipelago di Dahlak e le relative zone di pesca.

L'altopiano, la parte maggiormente abitata del paese, si innalza ad ovest della pianura costiera con un'altitudine compresa tra i 1.880 e 2.400 metri sul livello del mare.

Le pianure sono delimitate ad ovest dal fiume Baraka e a nord dal fiume Satit.

Il punto più alto del paese è rappresentato dal monte Soira, situato a sud di Asmara, che si eleva per 2.989 metri al di sopra del livello del mare.

[modifica] Idrografia

I corsi d'acqua del paese sono quasi tutti a carattere stagionale; i maggiori sono il Gash, il Baraka e l’Anseba che scorrono verso il Sudan, e il Falkat, il Laba e l’Alighede che invece scorrono verso il Mar Rosso.

[modifica] Clima

La zona collinare è caratterizzata da un clima molto secco e da altimetrie anche importanti, che arrivano ai 1.400 metri.

[modifica] Popolazione

[modifica] Demografia

Al momento della sua nascita come entità territoriale, quindi come colonia italiana nel 1890, l'intera Eritrea contava circa 300.000 abitanti, mentre al termine della dominazione italiana nel 1941 ne contava oltre 1.000.000 (triplicando in 60 anni). Oggi la popolazione dell'Eritrea è di circa 4.000.000 di abitanti, quadruplicando in 60 anni.

Popolazione 1993-2003

[modifica] Etnie

I due maggiori gruppi etnici in Eritrea sono i Tigrigna, che rappresentano circa metà della popolazione, e i Tigrè, che sono circa il 40%.

Il resto della popolazione è di etnia Nara, Kunama, Afar, Bilen, Rashaida, Hidareb e Saho.

[modifica] Lingua

La lingua tigrina e la lingua araba sono le due lingue parlate predominanti, ma sono parlati anche l'italiano (molti cartelli sono scritti in tigrino, arabo e italiano) e l'inglese.

Il dahlik è un nuovo linguaggio parlato scoperto nella regione dell'Arcipelago di Dahlak, dove si conserva un' antica necropoli islamica, il cui studio epigrafico è stato condotto dall'arabista italiano Giovanni Oman.

[modifica] Religioni

La popolazione è equamente divisa religiosamente tra musulmani (50%) a nord e ortodossi (50%) a sud.


[modifica] Ordinamento dello stato

[modifica] Suddivisioni storiche e amministrative

Per approfondire, vedi le voci Regioni dell'Eritrea e Distretti dell'Eritrea.

L'Eritrea è suddivisa in 6 regioni o zoba, a loro volta suddivise in 55 distretti (sub-zoba).

Regioni dell'Eritrea
  Regione CAP Popolazione Area (km²) Capoluogo
4 Anseba ER-AN 457.078 23.200 Keren
1 Centrale ER-MA 538.749 1300 Asmara
3 Gash-Barka ER-GB 564.574 33200 Barentu
6 Mar Rosso Meridionale ER-DK 459.056 27800 Massaua
5 Mar Rosso Settentrionale ER-SK 203.618 27600 Asseb
2 Sud ER-DU 755.379 8000 Mendefera

[modifica] Città principali

Le principali città del paese sono la capitale Asmara e la città porto Assab nel sudest, così come le città di Massaua e Keren.

[modifica] Istituzioni

[modifica] Politica

Il sistema politico eritreo si basa sulla legittimazione di un unico partito, il Fronte Popolare per la Democrazia e Giustizia (PFDJ). Non è permessa l'organizzazione di altri partiti politici, contrariamente alla previsione della Costituzione del 1997, non entrata in vigore, che prevedeva un sistema multi-partitico.

L'assemblea Nazionale, composta da 150 membri, si è costituita nel 1993, poco dopo l'ottenimento dell'indipendenza; l'assemblea ha eletto l'attuale presidente, Isaias Afewerki.

Le elezioni nazionali, ripetutamente annunciate e poi cancellate, non si sono ancora mai tenute nel paese.

[modifica] Economia

L'Eritrea è un paese povero, con una economia basata principalmente su una agricoltura di sostentamento e sull'allevamento di ovini; è relativamente sviluppata la pesca. Le poche industrie presenti nel paese sono situate nella capitale, Asmara. Il paese appartiene dal 1993 all'Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai paesi del Corno d'Africa.

La bilancia commerciale è largamente passiva. L'Eritrea esporta, essenzialmente verso l'Etiopia e altri paesi della regione, modesti quantitativi di prodotti locali, mentre deve importare combustibili, macchinari, manufatti, alimenti. L'Italia è in questo senso il secondo partner commerciale dopo l'Arabia Saudita. Porti principali sono Massaua e Assab.

Il PIL eritreo nel 2004 ammontava a 925 milioni di dollari, per 220 dollari di PIL pro capite.

La situazione economica del paese è molto grave, anche a causa del conflitto con l'Etiopia, tanto che a tutt'oggi gran parte della rete stradale che nel 1999 si estendeva per oltre 4.000 chilometri non è stata ricostruita.

In queste condizioni l'agricoltura, negli altopiani, e la pastorizia lungo la costa e nelle pianure del paese, restano per la maggioranza della popolazione del paese le uniche fonti di sussistenza.

L'apparato industriale, che prima del 1962, iniziava a svilupparsi intorno alle città di Asmara e Massaua, a seguito dell'annessione all'Etiopia è stato completamente azzerato.

Anche i giacimenti di potassio, oro, ferro e petrolio, anche molto importanti, stante la difficile situazione che il paese sta attraversando, non sono sfruttati che in maniera marginale.

[modifica] Ambiente

[modifica] Arte

[modifica] Musica

La musica eritrea si basa su di una base ritmica particolare, diversa dalle altre ritmiche africane, ha la caratteristica fondamentale di essere in levare, peculiarità che pesa all’ascoltatore europeo che voglia battere le mani a tempo. Gli ascoltatori europei sono infatti abituati ad udire toni e mezzi toni e restano colpiti da alcune cesellature dovute all’utilizzo di toni intermedi ai mezzi toni.

La musica abissina ha una vivacità ritmica lampante e insolita che si mescola a tutte le particolarità dalle musica orientale.

Si riconoscono in Eritrea due diversi indirizzi musicali: uno specifico proprio degli abissini, caratterizzato dalla durezza e chiarezza dei ritmi, costruiti con il ripetersi delle note; l’altro indirizzo musicale ha più attinenze con gli arabi, con ritmi meno distinti e le tipiche melodie orientali vestite di ricchi abbellimenti con intervalli di larga portata. Generalmente in quella musica le voci maschili e le femminili sono fuse sino a rendersi indistinguibili.

Il Corno d’Africa è un luogo in cui culture diverse assai lontane si sono incontrate nei secoli (la stessa parola tigrina "abescià", con cui gli eritrei si definiscono, tradotta in italiano sta ad indicare una miscela, un mix), e la musica indiana si mescola a quella araba, mischiandosi con la tradizione monodica copta unendosi anche a quella di natura Sufi dei dervisci di Konya. Strumento tipico è il Krar a sei corde fatto di legno e pelle, che è simile sia in aspetto che per l’accordatura ad una Lyra greca. Ci sono poi gli Uata, che hanno la forma di violino. Tra le percussioni vi sono i tamburi Atamo, Kanda, Dabay, Coborò e Negarit.

Probabilmente i più famosi musicisti del paese sono Eng. Asghedom W. Micheal, Bereket Mengisteab, Yemane Baria e Ato Abirha Segid, le cui canzoni, in alcuni casi, sono state bandite dal governo etiope negli anni '70. Degni di menzione sono anche Bereket Mengistab, che ebbe una lunga storia musicale, e le leggende degli anni '60 Haile Ghebru e Tewolde Redda. Quest'ultimo fu uno dei primi musicisti africani, almeno di questa parte del continente, ad utilizzare la chitarra elettrica, oltre ad essere il compositore e il primo interprete della famosa canzone indipendentista Shigey Habuni.

Il musicista che ha però più di tutti contaminato la musica eritrea è Abraham Afewerki, deceduto nel 2006; la sua produzione musicale è un equilibrato connubio tra le espressioni tradizionali e gli influssi della musica europea. I testi delle sue canzoni parlano di religione, e della lunga guerra di Liberazione, con incursioni nel tema classico dell’amore.

[modifica] Sport

[modifica] Tradizioni

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


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