Getulio Alviani
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Getulio Alviani (Udine, 1939) è un pittore italiano, considerato uno dei principali esponenti dell'arte astratta e cinetica in Italia.
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[modifica] Biografia
Sin da bambino rivela un singolare talento per l'ordine grafico e il disegno geometrico.
Nonostante l'iscrizione al Liceo Artistico di Venezia, Alviani si rivela presto uno studente insofferente, preferendo trascorrere pomeriggi ad ammirare capolavori nei musei. Sin dalla giovane eta' poi frequenta i laboratori di artisti, architetti e scultori locali, aiutando ad inchiostrare progetti e disegni.
I suoi primi disegni sono i "fili della luce", dipinti da bambino e ispirati dallo stupore che i cavi esercitavano su di lui, a causa dell'energia in essi contenuta. Per caso rimase affascinato da alcune lamine di alluminio anodizzato trovate in un laboratorio per cui lavorava: dopo averle molate e rifinite nacquero le sue famose "superfici a testura vibratile", vale a dire le opere che gli diedero notorieta' universale.
Le superfici cangianti di alluminio di Alviani gli valsero un invito alla rassegna "Nove Tendencije" di Zagabria, insieme ad altri artisti che, segendo altri percorsi, stavano sviluppando le possibilita' di un'arte dinamica e attiva nei confronti dello spettatore.
Alviani entro' cosi' in contatto con artisti quali Gerhard Richter, Alberto Biasi, Julio Le Parc, Francois Morellet ed Enrico Castellani, partecipando attivamente ai lavori del cosiddetto G.R.A.V. (Groupe de Recherce d'Art Visuelle) a Parigi.
Frequentando l'ambiente artistico milanese stringe legami di amicizia con Piero Manzoni e Lucio Fontana che si interessa molto alla sua arte, acquistando alcune sue opere. Collabora anche con altri grandi artisti quali Max Bill e Josef Albers.
Nel 1964 Partecipa per la prima volta alla biennale di Venezia dividendo con buon successo una sala con Enrico Castellani.
Negli anni successivi ci fu la definitiva consacrazione con l'invito a Documenta di Kassel dove invio' una grande superficie vibratile e soprattutto con la partecipazione (1965) ad una mostra che fece scalpore: "The responsive eye" al MoMa di New York, insieme a tutti i grandi dell'arte ottica, cinetica e programmata. La sua opera ottenne grande successo, tanto da essere acquistata del MoMa stesso e scelta come manifesto della successiva mostra "The New Acquisitions".
Negli anni settanta viaggia continuamente, soprattutto in Sudamerica, accettando, fra le altre cose, su richiesta di Jesús-Rafael Soto di dirigere il museo di Ciudad Bolivar
Partecipa ancora alle Biennali di Venezia nel 1984, 1986 e 1993.
Negli anni 2000 e' ancora presente nelle piu' prestigiose sedi espositive: Triennale di Milano, Kunsthaus di Graz, Palazzo delle Papesse a Siena, Academie de France a Roma, Biennale di Buenos Aires e alla mostra itinerante "Luce movimento e programmazione" nei principali musei tedeschi. Una completa mostra antologica gli verra' dedicata dalla GAMeC (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo nel 2005, anno in cui partecipa anche alla Quadriennale di Roma.
Le sue opere piu' conosciute ed apprezzate dal mercato sono le "superfici a testura variabile" dove l'alluminio molato si presenta cangiante a seconda dell'angolo di visuale dello spettatore.
Altre sue opere sono le superfici cromodinamiche dove vengono studiate le iterazioni dei colori primari e le opere speculari in cui vengono creati anelli illusori su superfici metalliche a specchio.
Le opere di Alviani sono frequentemente scambiate nelle principali aste italiane ed internazionali, quali le "Italian sales" londinesi di Christie's e Sotheby's.
[modifica] Bibliografia
- Peripezie del dopoguerra nell'Arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2007
- Getulio Alviani - Tra Ieri e Oggi, Ed. Galleria Spazia, Bologna, 2002
- L'iperluce di Alviani, M. Fagiolo dell'Arco, Bulzoni, Roma, 1964
- Getulio Alviani, Catalogo, Ferrara, 1980
[modifica] Voci correlate
- Astrattismo
- Arte cinetica
- Op art
- Enrico Castellani
- Alberto Biasi
- Jesús-Rafael Soto
- The responsive eye
[modifica] Collegamenti esterni
Pittura · Pittori · Dipinti · Musei del mondo

