Milano

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Milano
Panorama di Milano
Milano - Bandiera
Milano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Milano
Coordinate: 45°27′50.56″N 9°11′29.64″E / 45.4640444, 9.1915667Coordinate: 45°27′50.56″N 9°11′29.64″E / 45.4640444, 9.1915667
Altitudine: 121,6[1] m s.l.m.
Superficie: 182 km²
Abitanti:
1.298.816 30-04-08 (istat)
Densità: 7140,8 ab./km²
Frazioni: nessuna 
Comuni contigui: Assago, Baranzate, Arese, Bresso, Buccinasco, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Corsico, Cormano, Cusago, Novate Milanese, Opera, Pero, Peschiera Borromeo, Rho, Rozzano, San Donato Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Vimodrone
CAP: 20100, 20121-20162
Pref. telefonico: 02
Codice ISTAT: 015146
Codice catasto: F205 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona E, 2404 GG
Nome abitanti: Milanesi o Meneghini 
Santo patrono: Sant'Ambrogio da Milano 
Giorno festivo: 7 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« ...tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan l'è on gran Milan! »
(Giovanni D'Anzi, O mia bela Madonina)

Milano (Milàn in milanese) è una città dell'Italia settentrionale, capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Lombardia. Secondo comune italiano per popolazione (1.298.972 abitanti)[2].

Indice

[modifica] Stemma, gonfalone, onorificenze

[modifica] Stemma

Lo stemma ufficiale della città di Milano.
« D'argento alla croce di rosso »
(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Milano)

Lo stemma del Comune di Milano è costituito da uno scudo bianco o argento, a cui è sovrapposta una croce rossa; lo scudo è sormontato da una corona nera o oro. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.

Nasce all'inizio del XI secolo dalla fusione dell'insegna della nobiltà, di colore rosso, con quella del popolo, di colore bianco.

Nel 1167, col giuramento di Pontida, si costituì tra le principali città del nord Italia la Lega Lombarda, con lo scopo di combattere l' Imperatore e conquistare l'indipendenza. La Lega adottò come simbolo l'emblema di Milano. Nel 1176, nella trionfale battaglia di Legnano, l'emblema sventolò issato sul "carroccio".

Da quel momento l'emblema milanese diventò simbolo di autorità ed autonomia, e molte città del Nord Italia lo adottarono.

[modifica] Altri simboli di Milano

  • Un biscione (in milanese la bissa), ritratto nell'atto di mangiare un uomo o un bimbo (o piuttosto, verosimilmente, si tratta di un bimbo che nasce dalle fauci del biscione), fu il simbolo del casato dei Visconti, e rimase quello della città di Milano.
    Il biscione simboleggia potenza ed eternità della stirpe, ma è anche un simbolo del male, sebbene in araldica non venga mai scelto per questo motivo. Lo stemma è stato inserito nel logo dell'Alfa Romeo, inoltre "la bissa" è uno dei simboli dell'Inter, famosa squadra di calcio milanese. Attualmente, non dovendo più seminare paura tra i nemici, viene chiamato col nomignolo di "biscione". Infine il biscione è stato ripreso dalla società Fininvest, fondata nel 1978 da Silvio Berlusconi. In questo stemma il basilisco, persa la sua caratterizzazione di "cattivo", porta in bocca un fiore.
  • Un altro simbolo della città è un animale legato alla leggenda della sua fondazione. Se sempre si è pensato letteralmente che l'etimologia di Milano derivasse dal latino in medio lanum, si è sempre più propensi a rivalutare una seconda ipotesi, per la quale il nome possa derivare da una certa scrofa semilanuta (in latino mediolanum) che il fondatore mitico della città - il celta Belloveso- avrebbe visto in sogno (ispirato dalla dea Bellisama e, una volta apparsogli davanti, avrebbe lì fondato la sua città. La scrofa semilanuta la si può tutt'oggi osservare su di un capitello del Broletto di piazza Mercanti.
  • La cosiddetta "Madonnina", una statua d'oro collocata sulla guglia più elevata del duomo, rappresentante Maria, madre di Gesù Cristo.

[modifica] Onorificenze

La città di Milano è la prima tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale", per azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo risorgimentale (inteso dalla Casa regnante dei Savoia come il periodo compreso fra il 1848 e il 1918)[3]. Inoltre è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione; insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale[4].

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale

«A ricordare le azioni eroiche compiute dalla cittadinanza milanese nelle cinque giornate del 1848. L'insurrezione popolare milanese divampò il 18 marzo 1848, alla notizia della rivoluzione a Vienna e dell'insurrezione di Venezia. Il 23 gli insorti costrinsero il maresciallo Radetzki ad abbandonare la città e a ritirarsi verso Verona. Fra gli insorti si contarono circa trecento morti.»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Nelle epiche "Cinque Giornate", insorgendo e scacciando dalle sue mura un esercito potentemente armato, dimostrò quanto valga contro la tirannide l'impeto popolare sorretto da sete inestinguibile di giustizia, di libertà, di indipendenza. Presente con i suoi martiri ed i suoi eroi nelle congiure mazziniane e nelle battaglie del primo Risorgimento, negli anni dal 1943 al 1945, pur mutilata ed insanguinata dalle offese belliche, oppose allo spietato nemico di ogni tempo, la fierezza e lo slancio di un'implacabile lotta partigiana, nella quale fu prodiga del sangue dei suoi figli migliori, e lo travolse infine nell'insurrezione vittoriosa del 25 aprile 1945. Mirabile esempio di virtù civiche e guerriere che la Repubblica onora.»
— 18 - 22 marzo 1848 - 6 febbraio 1853 - 9 settembre 1943 - 25 aprile 1945

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Idrografia milanese.

La città occupa un'area pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata dall'Olona, dal Lambro e dal Seveso. Milano è attraversata da vari canali artificiali quali il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio della Martesana, la Vettabbia e il Redefossi (che raccoglie le acque del Seveso e del Naviglio della Martesana). Tuttavia, del complesso ed efficiente sistemo di canali di scolo e navigli navigabili di Milano, ne rimane tutt'oggi una piccola parte: ad inizio Novecento, infatti, si optò per una progressiva loro chiusura o deviazioni in altri corsi d'acqua già esistenti (per poi essere comunque sotterrati o tombinati). Milano si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero.

A Milano confluiscono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale ed internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con Piacenza e quindi con l'asse dell'Emilia-Romagna, l'asse Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo) del Passo del Sempione. Questa sua collocazione strategica, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Milano Centro e Stazione meteorologica di Milano Linate.
Milano, 1985, largo La Foppa (oggi piazzetta Vergani) sotto la neve portata dall'ondata di gelo record di quell'anno

Milano è una città dell'area mediterranea situata nel lato occidentale del bacino della Val Padana e presenta alcune caratteristiche di continentalità. Secondo il Köppen climate classification, Milano ha un clima tipicamente temperato delle medie latitudini (Cfa).

Come in tutte le grandi città del mondo l'isola di calore cittadina rende le temperature più elevate delle campagne circostanti, infatti i quartieri centrali godono di inverni leggermente più miti rispetto alle aree periferiche che risentono delle masse di aria fredda ed umida ristagnanti sulle campagne; inoltre i quartieri meridionali della città sono più frequentemente interessati dalla nebbia durante l'inverno. Le estati in centro risultano più calde che in periferia.

Le temperature di Milano Duomo, le cui medie storiche rappresentano bene il clima della città, vanno dai 0/+5°C in Gennaio ai +19/+30°C in Luglio in città. Le aree periferiche registrano temperature medie più basse (intorno ad 1°C), specialmente per quanto riguarda i valori minimi notturni, tale differenza tra centro e periferia tende ad accentuarsi maggiormente nei mesi invernali. Milano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione e questo favorisce il ristagno delle nebbie ma anche degli inquinanti. [5].

Gli inverni milanesi sono tendenzialmente freddi. Le estati sono invece sempre molto calde e umide cioè afose (un clima decisamente afoso che provoca molti malori soprattutto tra gli anziani e i cardiopatici) e poco ventilate. Tuttavia la frequenza di fenomeni temporaleschi fa sì che i mesi compresi tra giugno e agosto siano discretamente piovosi. Infatti le precipitazioni nell'area milanese sono moderatamente elevate e relativamente ben distribuite nel corso dell'anno. Piovose anche le stagioni intermedie e specialmente il medio autunno e la primavera, ma gli inverni vedono una riduzione consistente delle precipitazioni con un minimo di 40mm a febbraio. Risultano leggermente più scarse le precipitazioni nella periferia meridionale e maggiori in quella nord-occidentale.

Tra gli anni 1940 e 1970 le nevicate invernali furono più frequenti del periodo successivo ma comunque raramente notevoli. La media nivometrica della città di Milano (cioè i cm totali medi neve di accumulo annuo) è più bassa di molte altre città padane ( come ad esempio (Piacenza, Parma, Bologna, Torino)e, infatti, si ferma a 26 cm annui (riferita al periodo a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '80) media che scende a 21 cm se consideriamo tutto il periodo che va dal 1950 al 2007; intorno alla città, lontane dall' isola di calore, la media nivometrica tende ad essere leggermente superiore [6]; tra i rari episodi di intensa precipitazione nevosa possono essere ricordati quelli che sono avvenuti nel 1985 e a fine gennaio 2006. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ciò nonostante i giorni di piogge stanno anch'esse diventando via via meno frequenti (così come il fenomeno della nebbia ), anche se i totali pluviometrici annui non sono variati molto. Sono soprattutto le stagioni autunnali ad avere registrato un calo delle precipitazioni e quindi della nebulosità.

Le nebbie sono favorite sia dal cielo sereno, che consente il raffreddamento da irraggiamento, sia dal suolo superficialmente piuttosto umido, sia da configurazioni bariche invernali come i regimi altopressori con gradienti barici molto deboli.


MILANO Brera Duomo [7] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 5.2 8.0 13.3 18.0 23.0 27.3 30.0 28.8 24.1 17.3 10.3 6.1 6.4 18.1 28.7 17.2 17.6
Temp. min. media (°C) 0.0 1.6 5.4 9.0 13.3 16.9 19.4 19.0 15.6 10.5 5.3 1.3 1 9.2 18.4 10.5 9.8
Piogge (mm) 53 40 73 83 104 85 72 80 87 120 106 75 168 260 237 313 978
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 7 6 9 10 11 10 7 7 8 10 10 8 21 30 24 28 103
Eliofania assoluta (ore) 1.9 3.4 4.9 5.9 6.8 8.1 9.2 8.1 6.2 4.2 2.2 1.9 2.4 5.9 8.5 4.2 5.2
Venti (dir.-nodi) NW
2.3
SE
2.4
SE
2.6
SE
2.8
SW
2.7
SW
2.6
SW
2.5
SE
2.4
E
2.3
E
2.3
SE
2.3
NW
2.2
2.3 2.7 2.5 2.3 2.4



[modifica] Territorio e urbanistica

[modifica] Area urbana ed area metropolitana: la Grande Milano

Per approfondire, vedi la voce Area metropolitana di Milano.
Evidenziata in rosso l'Area metropolitana di Milano.

Il Comune di Milano ha una superficie relativamente piccola e quasi totalmente urbanizzata, con una densità abitativa di poco inferiore a quella di Napoli. La città vera e propria, il continuum urbano di edifici, piazze, residenze, fabbriche e servizi accessori travalica di molto i confini comunali, continuando soprattutto verso Nord ed Est per parecchi chilometri. Questa entità, detta anche Grande Milano, è la città vera e propria, per un totale di 3.900.000 di abitanti[8], ponendosi, come area urbana, alla pari di altre grandi città europee ed extraeuropee.

Negli ultimi anni si è anche iniziato ad identificare l'Area Metropolitana che gravita intorno alla Grande Milano, la quarta dell'Unione Europea per numero di abitanti dopo l'area della Ruhr tedesca, Parigi e Londra. Comprende le province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco, Varese, Bergamo, Pavia, Lodi e Novara, e supera ampiamente i 7 milioni di abitanti su una superficie di circa 12.000 km² (includendo nella superficie anche le aree alpine) e con una densità abitativa di poco inferiore a quella dell'area parigina e all'incirca equivalente a quella della Provincia di Roma, senza considerare che, come in molte città europee, al suo interno vi sono centinaia di km² di parchi regionali. Altri studi ampliano ancor di più questa enorme area metropolitana, usando come termini di definizione quelli utilizzati negli USA (paese ove nacquero le aree metropolitane e i loro organismi di gestione e guida) e in Francia per le aree industriali. Si otterrebbe quindi una megalopoli -anche detta città regione- di circa 9 milioni di abitanti, ossia quanto l'attuale popolazione della Regione Lombardia.

La definizione dell'area metropolitana non annulla le differenze storiche e culturali delle città e delle province che la compongono. Essa è però importante ai fini di una programmazione viabilistica, trasportistica, urbanistica ed economica di un'area caratterizzata da un'intensissima mobilità interzonale e da relazioni economiche strettissime, tale da farla considerare come un corpo unico, al pari delle altre aree metropolitane multicittadine e multiprovinciali presenti al mondo.

[modifica] La città metropolitana di Milano

La proposta di creazione della Città metropolitana di Milano prevede che questa coincida con il suo territorio provinciale e ne abbia gli stessi abitanti (circa 3.000.000 dopo l'istituzione della nuova Provincia di Monza e Brianza), mentre si ipotizza una creazione di una serie di agenzie tematiche (es. trasporti, sul modello del STIF dell'Ile-de-France) in grado di governare i principali problemi della decisamente più grande Area metropolitana di Milano.

[modifica] Sviluppo urbanistico della città

Per approfondire, vedi le voci Stradario di Milano e Circonvallazioni di Milano.

Il modello di evoluzione urbanistica del Comune di Milano è per cerchi concentrici. Cinque sono gli "anelli" principali:

  • la cerchia dei navigli,
  • la cerchia dei bastioni (o mura spagnole),
  • la circonvallazione dei viali (Tibaldi, Toscana, Piazzale Lodi etc.)
  • la circonvallazione più esterna (Famagosta, Giovanni da Cermenate, Piazzale Corvetto etc.)
  • l'anello delle tangenziali.

Dalle porte presenti sulle mura spagnole si diramano, a raggiera intorno al nucleo storico della città, le grandi vie di comunicazione che portano verso le strade statali: corso Buenos Aires, corso XXII Marzo, Corso Lodi, Via Ripamonti, Corso San Gottardo, Corso Vercelli, Corso Sempione.

Ampia importanza hanno avuto nell'urbanistica milanese i Navigli (la cerchia dei navigli prende il nome dall'interramento di parte dei navigli che scorrevano su quel tracciato). Oggi sono sopravvissuti tre rami (Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana), e si ritrovano tracce di questa storia nella toponomastica cittadina (Porto di Mare era il luogo scelto per la costruzione, mai avvenuta, del Porto di Milano).

Diverso invece lo sviluppo dell'area metropolitana, fortemente incentrato verso Nord, Nord-Est e Nord-Ovest, vedendo nell'area sud sia del comune sia dell'area metropolitana un'area in buona parte agricola.

[modifica] Estensione progressiva della città di Milano e del Comune di Milano

Per approfondire, vedi la voce Elenco dei comuni inglobati a Milano.
  • Al momento della sua fondazione Milano probabilmente aveva un'estensione di 12 ettari, diventati 80 ettari (0,8 km²) nel periodo del miglior splendore in epoca gallica[9].
  • In epoca Romana la città aveva una popolazione di 50.000 abitanti circa e si estendeva per 1,33 km²[10]. Il perimetro massimo delle mura di Masimiano era di 4,5 km circa[11].
  • Nel periodo longobardo la città superò i 200 ettari (2 km²)[12].
  • Per tutto il Medioevo, la città era racchiusa entro la Cerchia dei Navigli (dove si ergevano le antiche mura del 1156). Per secoli (XI-XVI), Milano ebbe una un'estensione di 2,97 km². All'epoca il circondario della città era di 8,32 km²[13].
  • Dal 1560 al 1873 il comune di Milano coincideva con l'area interna alla Cerchia dei Bastioni (l'area delle mura spagnole; l'attuale Zona 1). Il comune aveva così una superficie di 9,67 km².
  • Con l'annessione del Comune dei Corpi Santi nel 1873, Milano aumentò di 66,35 km², raggiungendo così l'estensione di 76,02 km²[14].
  • Con i comuni annessi tra il 1918 ed il 1923, Milano aumentò di altri 105,75 km², raggiungendo così la superficie attuale di 181,77 km²[15].

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi le voci Storia di Milano e Fondazione di Milano.

[modifica] Milano celtica e romana

Le celebri monete milanesi "Ambrosino" (circa 1300).

Milano fu fondata dalla popolazione celtica degli Insubri che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne, secondo la tradizione tramandata nel racconto di Tito Livio e ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, attorno al 600 a.C. ad opera del gallo Belloveso, nipote del sovrano dei Galli Biturigi, che si insediò nel mezzo della pianura sconfiggendo le precedenti popolazioni etrusche.

Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, nel 222 a.C. venne conquistata dai Romani, in seguito ad un aspro assedio posto dai Consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello. La conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i Boi si assoggettarono alla dominazione romana.

I Romani le dettero il nome di Mediolanum, che probabilmente riproduce un toponimo celtico (in mezzo alla pianura). Un'altra ipotesi etimologica si basa sul primo simbolo della città, la scrofa semilanuta (in medio lanum). La discussione tra le due etimologie è ancora aperta, estesa a una ventina di altre ipotesi, proprio come avviene per la ricerca dell'origine della parola Roma.

La leggenda narra che all'arrivo dei Romani gli Insubri prelevarono le insegne auree, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna.

L'importanza militare, politica ed economica la portò ad essere insignita del titolo municipale e poi di colonia imperiale, fino a diventare capoluogo della Transpadana e capitale dell'Impero e residenza imperiale dal 286 al 402 d.C.

[modifica] Milano capitale dell'Impero d'Occidente e cristiana

La Madonnina: il simbolo della città e della Chiesa Ambrosiana

Alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico; al momento della suddivisione dell'Impero Romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), divenne capitale dell' Impero Romano d'Occidente A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziò a costruire numerose basiliche paleocristiane.

Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero nell'Editto di Teodosio Milano divenne il centro più influente della Chiesa d'Occidente (qui Sant'Agostino fu convertito al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).

[modifica] Milano longobarda

Milano seguì poi le note vicende della decomposizione dell'edificio romano imperiale. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare un primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Ostrogoti di Odoacre (V secolo). La sempre più precaria situazione politica causò però alla città diverse ferite: dall'invasione burgunda (tra il 489 e il 494) alle gravi devastazioni della Guerra gotica.

Nel VI secolo, con l'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana un primo impulso di rinascita si produsse. Dall'entrata a Milano di re Alboino, nel 569, il ripopolamento di centri urbani e campagna assunse ritmi sostenuti, donando al territorio una struttura che esprimeva la sintesi dell'elemento romano e di quello germanico. Dai nuovi dominatori, l'Alta Italia prese il nome di Langobardia Major (da qui poi il termine Lombardia) e Milano divenne uno dei centri preminenti del nuovo regno. Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia, ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione (sotto il regno di Agilulfo e di suo figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa).

L'importanza della città fu poi confermata dalla successiva dominazione dei Franchi: Milano fu sede di un conte imperiale e di un vescovo influente.

[modifica] La Milano medioevale

Per approfondire, vedi la voce Ducato di Milano.
Veduta del Castello Sforzesco: porta interna sul cortile della Piazza d'armi.

Nell'XI secolo la città acquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176.

Nel tardo medioevo Milano vide la lotta delle famiglie della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del rinascimento alla famiglia Sforza.

In questo periodo si susseguono i seguenti arcivescovi, alcuni dei quali di significativa importanza per la città: Carlo I da Forlì (1457-1461); Stefano dei conti Nardini di Forlì (1461-1484); Giovanni IV Arcimboldi (1484-1488) e Guido Antonio Arcimboldi (1488-1497); Ottaviano Arcimboldi (1497); Ippolito I d'Este (1497-1519); Ippolito II d'Este (1519-1550).

[modifica] La dominazione spagnola

In seguito agli accordi relativi la Pace di Lodi (1454) e quella di Cateau-Cambrésis (1559), gli Stati italiani cominciarono col perdere la loro autonomia, finendo (come nel caso del Ducato di Milano) sotto il dominio di Carlo V. La battaglia della Bicocca (1522) segnò la sconfitta di Francesco I, che permise di conseguenza un passaggio del Ducato a Filippo II di Spagna. Sebbene governata abbastanza sdegnosamente sotto il dominio spagnolo, Milano crebbe sia culturalmente che artisticamente, arricchendosi di veri e propri gioiellini d'arte barocca, molti dei quali ancora presenti nella città. La devastante peste del 1628-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa dallo stesso Manzoni, sia ne I promessi sposi che nella Storia della Colonna Infame, componimento d'alto pregio artistico e storico - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sull'errore commesso dai giudici durante una sentenza di condanna a due dei presunti untori, abusando del loro potere, ma più che altro spinti da una convinzione del tutto infondata e dal terrore provocato dalle tremende condizioni del tempo portate dall'epidemia.

[modifica] Il Settecento e gli Asburgo

Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno d'Italia (1805-1814).

[modifica] Dalla Repubblica Cisalpina al Risorgimento

Tornata all'Austria dopo il periodo napoleonico con il Regno Lombardo-Veneto, nel 1859 in seguito alla seconda guerra d'indipendenza entrò a far parte del Regno di Sardegna che divenne Regno d'Italia dal 1861.

[modifica] L'annessione nel Regno d'Italia

Nel 1883 fu inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda (a fianco al duomo) la prima centrale elettrica dell'Europa continentale.

[modifica] Il Novecento

Per approfondire, vedi la voce Strage di piazza Fontana.
1943: la zona compresa tra San Babila e largo Augusto dopo un bombardamento aereo; sullo sfondo è visibile la guglia del duomo

Nel XX Secolo Milano fu al centro della storia d'Italia. Fu sede dell'Esposizione Universale del 1906.

Fu città simbolo del socialismo: tra l'altro, l'organo di divulgazione principale del Partito Socialista Italiano, il quotidiano L'Avanti, ebbe qui la sua sede. Milano fu anche la culla del movimento fascista, che ivi venne fondato il 23 marzo 1919 col nome di "Movimento dei Fasci di Combattimento". Inoltre, il primo programma del neonato movimento fascista fu reso noto in piazza San Sepolcro.

Città emblema della Resistenza (il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorda l'insurrezione generale partigiana del 25 aprile 1945 che ha portato alla liberazione della città), fu, nel secondo dopoguerra, uno dei motori della ricostruzione industriale e culturale del Paese. A Milano si svolsero alcuni dei maggiori scontri del '68 italiano e qui ci fu il primo episodio della cosiddetta "Strategia della tensione" (il 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana).

Nell'ultimo quarto di secolo la città fu al centro della politica italiana: con l'ascesa al governo della classe dirigente milanese del PSI -guidata da Bettino Craxi- al governo nazionale, poi con lo scandalo di Tangentopoli, poi ancora con l'ascesa dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, a guida di una coalizione di centrodestra.

[modifica] Milano oggi

Per approfondire, vedi la voce Fiera di Milano.
La Fiera di Milano progettata da Fuksas, primo polo fieristico d'Europa.

Milano è un importante centro commerciale ed industriale sia all'interno della UE che a livello internazionale oltre che essere il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l'editoria e l'industria. È inoltre sede della Borsa valori (in Piazza Affari), gestita da Borsa Italiana S.p.A., uno dei più importanti centri finanziari d'Europa ed è un grande polo di attrazione per le sedi amministrative di decine di multinazionali[16]. È uno dei maggiori centri universitari, editoriali e televisivi d'Europa. È sede del polo fieristico con la maggior superficie espositiva d'Europa.

Con la giunta guidata dal sindaco Moratti è poi iniziato il grande progetto dell'esposizione universale 2015, chiamata "Io Expo, e tu?". Dopo che la Bie ha assegnato ufficialmente a Milano l'investitura di città ospitante il 31 marzo 2008, sono partiti i lavori di preparazione che porteranno alla città due nuove linee metropolitane, numerose nuove infrastrutture e un giro d'affari che si stima attorno ai 40 miliardi di euro.

La città di Milano è presente nelle pubblicazioni del Globalization and World Cities Study Group[17] dell'università di Loughborough, dove nel 2004 è stata classificata come incipient global city[18], insieme ad Amsterdam, Boston, Chicago, Madrid, Mosca e Toronto.

[modifica] Demografia

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti (migliaia)


[modifica] Cittadini stranieri residenti a Milano

Al 31 dicembre 2006 gli stranieri residenti nel Comune di Milano con regolari permessi di soggiorno assommavano a 184.701[19], e cioè il 5,8% del totale dei residenti in Italia[19] e il 14,3% della popolazione milanese[19].

Gli Stati con il maggior numero di residenti a Milano sono: