Musée du quai Branly

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Coordinate: 48°51′39″N 2°17′51″E / 48.86083, 2.2975

Il musée du quai Branly o musée des Arts premiers o arts et civilisations d'Afrique, d'Asie, d'Océanie et des Amériques (museo del quai Branly, museo delle arti prime o delle arti e civiltà d'Africa, Asia, Oceania e Americhe, comunque non occidentali) è situato lungo l'omonimo lungosenna nel VII arrondissement di Parigi, a breve distanza dalla Tour Eiffel, nel luogo dove sorgeva il Ministero per il commercio estero.


Indice

[modifica] Storia

[modifica] Ideazione

La nascita del museo è dovuta alla volontà di Jacques Chirac, appassionato di arte primitiva e non occidentale, a cui aveva fatto anche consacrare una sezione del musée du Louvre al suo arrivo alla presidenza nel 1995. La genesi del Pavillon des sessions du Louvre risale al 2000 per volere del competentissimo collezionista, specializzato in arti primitive, Jacques Kerchache, amico di vecchia data dell'allora sindaco di Parigi Chirac.

[modifica] Controversie sulla creazione

In seguito all'iniziativa presidenziale la nascita del museo è stata soggetta a numerose critiche:

  • Arte o cultura? Col trasferimento di buona parte dei pezzi precedentemente al musée de l'Homme, si è posta tra gli studiosi la questione della definizione di arte, e che quindi deve essere esposto in al quai Branly, e ciò che è cultura.
  • Cos'è un'arte prima? La nozione di arte prima è essa stessa oggetto di controversie, poiché implica la considerazione dei popoli che l'hanno prodotta come primitivi. Tale concezione evoluzionistica è oggi ampiamente rimessa in causa anche da parte degli antropologi.
  • Uguaglianza di rappresentazione per tutti i popoli del mondo. Se il museo ha come obiettivo di esporre le produzioni artistiche delle civilizzazioni di tutto il mondo, è constatabile una grande disparità nello spazio dedicato alle varie culture. Per esempio l'apertura del museo ha suscitato proteste in Québec per la quasi assenza di opere di origine canadese (gli Inuit sono rappresentati da un pettine e le Prime Nazioni del Québec da due cinture tessute.

[modifica] Inaugurazione

Inaugurato il 20 giugno 2006 da Jacques Chirac, alla presenza di Kofi Annan, Rigoberta Menchú, Paul Okalik, Dominique de Villepin, Lionel Jospin e Jean-Pierre Raffarin, il museo ha aperto le porte al pubblico il 23 giugno 2006. La struttura ha lo statuto di stabilimento pubblico amministrativo e si trova sotto la tripla tutela del ministero della Cultura, del ministero dell'Educazione nazionale e del ministero delegato alla Ricerca.

[modifica] Edificio

La struttura occupa una superficie di 40.600 m² ripartita su quattro edifici ed espone 3.500 oggetti, selezionati da una collezione che ne raggruppa 300.000. L'immobile di cinque piani coperto da un muro vegetale di 800 m² è stato progettato dall'architetto Jean Nouvel in parte in riferimento alla vicina tour Eiffel come un ponte di 3.200 tonnellate (500.000 bulloni) sul quale si trovano 31 cellule multimediali o tecniche affacciate sul giardino di 18.000 m² concepito dall'architetto paesaggista Gilles Clément. Il giardino è composto di sentieri, collinette, camminamenti lastricati di ciottoli di torrente e piccoli bacini che invitano alla meditazione. Il museo è costato circa 233 milioni di euro.

I quattro edifici sono :

  • il museo vero e proprio, la cui galleria principale, lunga 200 metri, collega diverse sale laterali rappresentate all'esterno da parallelepipedi colorati. Questo stabile ospita anche un auditorium, aule per corsi, una sala di lettura, uno spazio per esposizioni temporanee, un ristorante.
  • l'edificio Université comprendente una libreria, uffici e laboratori ;
  • l'edificio Branly (al livello del muro vegetale di circa 800 m²) comprende gli uffici amministrativi su cinque livelli ;
  • l'Auvent, con la mediateca e i magazzini.

[modifica] Collezioni

Il museo riunisce le antiche collezioni di etnologia del musée de l'Homme (ospitato nel Palais de Chaillot) e quelle del musée national des arts d’Afrique et d'Océanie della Porte Dorée.

[modifica] Galleria

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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