Napoli
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| Napoli | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 17 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 117,27 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 8263.50 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | nessuna | ||||||||
| Comuni contigui: | Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a Cremano, Volla | ||||||||
| CAP: | 80100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 081 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 063049 | ||||||||
| Codice catasto: | F839 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità medio-alta) | ||||||||
| Class. climatica: | zona C, 1034 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | napoletani; partenopei | ||||||||
| Santo patrono: | San Gennaro (patrono principale); vi sono poi altri 51 compatroni | ||||||||
| Giorno festivo: | 19 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Napoli, la gran città carica di storia, con Parigi, la sola possibile capitale europea. » | |
Nàpoli (IPA: [ˈnaːpoli], in napoletano Napule, IPA: [ˈnaːpələ] oppure [ˈnaːpulə]) è una città italiana capoluogo dell'omonima provincia e della regione Campania.
[modifica] Presentazione
| « Per la sua bellezza e per la sua fecondità, gli Dei si contendono il possesso della città. » | |
La città di Napoli è situata in posizione pressoché centrale sull'omonimo golfo, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei in uno scenario definito "tra i più celebrati e incantevoli al mondo"[3]. Il suo vasto patrimonio artistico ed architettonico è tutelato dall'UNESCO, le cui commissioni hanno incluso il centro storico di Napoli tra i siti del patrimonio mondiale dell'umanità[4].
Nel suo primo insediamento di Partenope sulla collina di Pizzofalcone, fu fondata nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. da coloni greci; successivamente rifondata come Neapolis nella zona bassa tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C., essa viene annoverata tra le principali città della Magna Grecia [5] [6].
Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Napoli vedrà il susseguirsi di lunghe e numerose dominazioni straniere, rivestendo una posizione di rilievo in Italia e in Europa.
Dopo l'impero romano, nel VII secolo la città formò un ducato autonomo, indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni fu capitale del più grande stato italiano preunitario, che comprendeva tutta l'Italia meridionale peninsulare e, in alcuni periodi, anche la Sicilia. Da Napoli, Ladislao I di Durazzo, agli inizi del XV secolo tentò di riunificare tutta la penisola italiana mentre, successivamente, la città divenne il centro politico dell'Impero Aragonese [7].
Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali fu, dal basso medioevo fino all'Unità, tra i principali centri di riferimento culturale, al pari delle altre principali capitali del continente [8][9] [10].
Con l'annessione al Regno d'Italia la città e, in generale, tutto il meridione d'Italia, caddero in un relativo declino socio-economico[11] [12]; la Napoli contemporanea rimane tuttavia tra le più grandi e popolose metropoli italiane e mediterranee [13], conservando ancora la sua storica vocazione di importante centro culturale, scientifico e universitario di livello internazionale. La città di Napoli si è aggiudicata l'organizzazione del Forum Universale delle Culture 2013 [14]. A Napoli si trova Villa Rosebery, una delle tre residenze ufficiali della Presidenza della Repubblica.
Nel mondo esistono infine oltre 20 città e/o villaggi che si chiamano Napoli (o Naples, Nàpoles, Neapolis).
| Per approfondire, vedi la voce Napoli (disambigua). |
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[modifica] Geografia
Napoli sorge al centro dell'omonimo golfo, dominato dal massiccio vulcanico del Vesuvio e delimitato ad est dalla penisola sorrentina con Punta Campanella, ad ovest dal golfo di Pozzuoli con Capo Miseno, a settentrione dalle appendici dell'Appenino Campano.
La città storica è andata sviluppandosi preminentemente sulla costa; il primo nucleo della città fu costituito dall'isolotto di Megaride, ove coloni greci diedero avvio al primo emporio commerciale [15] che comportò lo sviluppo della città odierna. Il territorio di Napoli è composto prevalentemente da colline (molti di questi rilievi superano i 150 metri d'altezza per giungere fino ai 452 m della Collina dei Camaldoli) sulle quali sono nati veri e propri quartieri e/o rioni storici, ma anche da isole, insenature e penisole a strapiombo sul Mar Tirreno.
L'intero territorio ha una storia geologicamente complessa: il substrato recente è composto perlopiù da detriti di varia natura vulcanica.
Per quanto riguarda il rischio sismico è classificata nella zona 2 (sismicità medio alta) dall'Ordinanza P.C.M. n. 3274 del 20/03/2003 [16].
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Napoli Capodichino, Stazione meteorologica di Napoli Capodimonte e Stazione meteorologica di Napoli Centro. |
Napoli gode di un clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti e piovosi e estati calde e secche, ma comunque rinfrescate dalla brezza marina che raramente manca sul suo golfo. Il sole splende mediamente per 250 giorni l'anno [17]. La Classificazione climatica di Napoli inserisce la città nella zona climatica "C". La particolare conformazione morfologica del territorio del capoluogo comunque obbliga in questa sede ad aggiungere che la città possiede al suo interno differenti microclimi con la possibilità così di incontrare variazioni climatiche anche significative spostandosi di pochi chilometri. Non mancano però episodi di gelo: restano infatti celebri le nevicate su Napoli del Febbraio 1956, del Marzo 1971, del Gennaio 1985, del Febbraio 1986, del 16 Dicembre 1988 e del 26 gennaio e 1 marzo del 2005, dove vi furono accumuli fino a 10 cm anche lungo la costa.
| Napoli | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| Temp. max. media (°C) | 12 | 12 | 15 | 17 | 22 | 26 | 29 | 29 | 26 | 21 | 17 | 13 | 12.3 | 18 | 28 | 21.3 | 19.9 |
| Temp. min. media (°C) | 4 | 5 | 6 | 8 | 12 | 16 | 18 | 18 | 16 | 12 | 8 | 5 | 4.7 | 8.7 | 17.3 | 12 | 10.7 |
| Temp. max. ass. (°C) | 20 | 22 | 27 | 27 | 32 | 37 | 38 | 40 | 37 | 36 | 27 | 22 | 22 | 32 | 40 | 37 | 40 |
| Temp. min. ass. (°C) | -5 | -2 | -2 | 0 | 0 | 8 | 10 | 10 | 7 | 2 | -2 | -3 | -5 | -2 | 8 | -2 | -5 |
| Piogge (mm) | 90 | 80 | 70 | 70 | 50 | 30 | 20 | 30 | 70 | 130 | 120 | 110 | 280 | 190 | 80 | 320 | 870 |
| Onde di calore (Giorni con Tmax ≥ 32 °C) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 6 | 8 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 15 | 1 | 16 |
| Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) | 3 | 2 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | 7 | 1 | 0 | 0 | 8 |
[modifica] Tessuto urbano e popolazione
| Per approfondire, vedi le voci Storia dell'urbanistica e dell'architettura di Napoli e Area metropolitana di Napoli. |
Capoluogo della provincia omonima e della regione Campania, è il terzo comune d'Italia per numero di abitanti: dati ISTAT dell'ultimo censimento (2006) [19] rilevano una popolazione di 975.139 abitanti, pari a oltre un sesto dell'intera popolazione regionale e circa un terzo di quella della sua provincia. Attualmente il comune di Napoli è 18° in Europa per popolazione.
La città vera e propria si estende tuttavia ben oltre la superficie comunale, sebbene non possa essere univoca una definizione dei suoi confini. Dati ONU del 2005 assegnano all'intero agglomerato urbano napoletano una popolazione di circa 2.200.000 abitanti [20], ma va ricordato che vi sono dati di diverse fonti che appaiono anche estremamente discordanti a seconda del metodo di calcolo utilizzato (non solo per l'agglomerato urbano ma anche soprattutto per la definizione dei confini dell'area metropolitana). L'area metropolitana di Napoli secondo le stime dell'OCSE giungerebbe a circa 3.100.000 abitanti, dietro Milano e Roma [21]. Da altre fonti risulta essere la seconda area metropolitana d'Italia per popolazione dopo Milano, solo per citarne alcune: per l' U.S. Census Bureau and Times Atlas of the World ne stima una popolazione di circa 3 milioni di abitanti [22], mentre i dati Eurostat ne contano circa 4 milioni [23] e fonti SVIMEZ invece ne attribuiscono 4.392.835 distribuiti su un'area di 2.252 km², facendone la seconda area metropolitana italiana per popolazione [24].
L'area metropolitana risulta, ad ogni modo, una delle più popolose e densamente popolate dell'Unione Europea (al 2007 risulta ottava in Europa e 86° al mondo) : è prossima inoltre l'istituzione della città metropolitana che dovrebbe andare a sostituire la Provincia di Napoli. Gli urbanisti chiamano l'intero territorio urbanizzato "la grande Napoli"; la crescita della città è riuscita infatti ad integrare a sé comuni della provincia di Salerno e Caserta quasi senza soluzione di continuità. La costa metropolitana si estende ininterrottamente da Capo Miseno a Castellammare di Stabia.
Il comune è composto dalla "città storica" (corrispondente ai quartieri di Avvocata, Chiaia, Mercato, Montecalvario, Pendino, Porto, Posillipo, San Carlo all'Arena, San Giuseppe, San Lorenzo, Stella, Vicaria), da alcune frazioni fuse con la città in varie fasi già dall'epoca di Gioacchino Murat (Arenella, Bagnoli, Miano, Piscinola, Fuorigrotta, Vomero) e dai comuni aggregati infine durante il ventennio fascista (attualmente suddivisi nei quartieri di Barra, Chiaiano, Pianura, Soccavo, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Secondigliano e Scampìa).
I quartieri più popolosi sono appunto quelli corrispondenti al territorio dei comuni aggregati durante il ventennio. La sovrappopolazione di tali zone, che hanno da sole i due terzi della popolazione della città, è dovuta principalmente alla scelta politica - poi rivelatasi fallimentare - di individuare in quei luoghi le aree in cui realizzare gli agglomerati ex legge 167/1962 (edilizia residenziale pubblica) e legge 219/1981 (edilizia residenziale pubblica per i terremotati del 1980).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti (migliaia) 
[modifica] Storia [25]
| Per approfondire, vedi le voci Storia di Napoli e Regno di Napoli. |
[modifica] Epoca preistorica
Alcune tombe risalenti all'epoca eneolitica (fine III millennio a.C.) rinvenute nel quartiere di Materdei, da attribure alla antichissima Cultura del Gaudo provano che l'area cittadina fu abitata già prima dell'arrivo dei coloni greci.
[modifica] Età antica
La città fu probabilmente fondata dagli abitanti della colonia greca di Cuma attorno all'VIII secolo a.C., con il nome di Partenope, sull'attuale Monte Echia. Tale insediamento sarebbe stato successivamente chiamato Palepolis ("città vecchia"), quando la città sarebbe stata rifondata poco lontano nel V secolo a.C., con il nuovo nome di Néa-pólis, ("città nuova"). Nel 326 a.C., a seguito delle guerre sannitiche, i Romani conquistarono definitivamente la città, che conservò però la lingua greca almeno fino al II secolo d.C. Nei secoli seguenti Napoli ospitò molti patrizi ed imperatori romani che trascorsero qui pause di governo. In particolare, nel 476 d.C. l'ultimo imperatore romano d'occidente Romolo Augusto fu imprigionato nel Castel dell'Ovo.
[modifica] Medioevo
Nel 536 Napoli fu conquistata dai Bizantini durante la guerra gotica e rimase saldamente in mano all'Impero anche durante la susseguente invasione longobarda, divenendo in seguito ducato autonomo. La vita del ducato fu caratterizzata da continue guerre, principalmente difensive, contro i potenti principati longobardi vicini ed i Saraceni. Attorno al 990, pochi anni dopo l'istituzione dell'arcidiocesi di Capua, Sergio fu il primo arcivescovo della città, quando la sua diocesi fu elevata a provincia ecclesiastica dal Papa, poco dopo che Leone III l'Isaurico, a seguito delle dispute teologiche sorte attorno al movimento iconoclasta, passò le diocesi dell'Italia bizantina sotto l'autorità del patriarcato di Costantinopoli[26]. Nel 1137 i normanni di Ruggero II conquistarono la città, ponendo fine al ducato, e Napoli entrò così a far parte del territorio del Principato di Capua, nel neonato Regno di Sicilia, con capitale Palermo; ciononostante la città conservò la sede dell'arcidiocesi. Dopo la dominazione sveva, durante la quale fu compresa nel giustizierato di Terra di Lavoro, nel 1266 gli Angioini occuparono il Mezzogiorno e, non avendo conquistato la Sicilia, insediarono la capitale a Napoli durante il regno di Carlo II, trasformando da allora quella che era stata una delle tante città marinare del Tirreno (Amalfi, Gaeta, Sorrento) in uno dei più importanti centri di potere della penisola italiana. L'ultima grande impresa degli angioini napoletani fu la spedizione militare di Ladislao I di Napoli, il primo tentativo di riunificazione politica d'Italia, agli inizi del XV secolo.
[modifica] Età moderna
Nel 1442 anche Napoli cadde in mano aragonese, diventando una delle città più influenti del dominio Aragonese e ospitando stabilmente, durante il regno di Alfonso il Magnanimo (1442-1458), il re e la corte di questo grande stato mediterraneo. Nel 1501, nell'ambito delle guerre d'Italia, il Regno di Napoli fu conquistato dagli spagnoli e, per oltre due secoli, governato da un viceré, per conto di Madrid. Nel XVII secolo la città vide la famosa rivolta di Masaniello e la nascita di una effimera repubblica indipendente.
Nel corso della guerra di successione spagnola l'Austria conquistò Napoli (1707) e la tenne fino al 1734, anno in cui il regno fu occupato da Carlo di Borbone, che vi ricostituì uno stato indipendente. Sotto la dinastia dei Borbone Napoli rafforzò il suo ruolo di una tra le principali capitali europee. Con la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, Napoli vide prima la nascita di una repubblica giacobina e poi la conseguente restaurazione borbonica. Nel 1806 fu nuovamente conquistata dalle truppe francesi condotte da Napoleone Bonaparte che affidò il regno a suo fratello Giuseppe e quindi, in seguito, a Gioacchino Murat. Nel 1815 con la definitiva sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna Napoli ritornò nuovamente ai Borbone.
Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu conquistato dai Mille di Garibaldi e annesso al Regno d'Italia capeggiato dal Piemontese Cavour.
Durante la seconda guerra mondiale Napoli vide, dopo l'8 settembre, la rivolta popolare contro l'occupante tedesco comunemente detta delle Quattro giornate di Napoli.
[modifica] Personalità legate a Napoli
| Per approfondire, vedi le voci Personalità legate a Napoli e Personalità sepolte a Napoli. |
[modifica] Stemma Gonfalone e Onorificenze
| Note storiche sullo stemma |
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Sono state elaborate diverse teorie sulle origini dello stemma della città, tra queste la più interessante è forse quella che spiega come questi furono i colori con i quali vennero accolti in città l'imperatore Costantino I e sua madre Elena (324). Altre ipotesi vogliono che i due colori siano il simbolo e la rappresentazione dell'antico culto della popolazione locale per il sole e la luna, o l'emblema della generosa nobiltà della città di Napoli, oppure che fossero ispirati a vittoriose battaglie combattute all'epoca del Ducato indipendente (755-1027). Queste ultime due tesi sono state smentite però dallo storico Bartolomeo Capasso.
In altre epoche sono state adottate forme o simboli diversi per rappresentare lo stemma. Durante la repubblica di Masaniello (1647) nel centro dello scudo fu posta una lettera P, quale simbolo della supremazia del popolo, che poi divenne una C in richiamo alla parola civitas. Nel 1866 fu abbandonato l'uso, risalente alle prime dinastie nobiliari napoletane, di sovrapporre allo stemma una corona ducale, per sostituirla con una corona turrita, simbolo araldico di «volontà di libertà e di indipendenza municipale». Durante il fascismo allo stemma, seguendo i Regi Decreti del tempo, nel 1928 fu affiancato lateralmente un fascio littorio, mentre nel 1933 il fascio fu posto "in capo" allo scudo dello stemma, sino alla caduta del regime mussoliniano.[27] |
Lo stemma si compone di uno scudo sannitico diviso in due parti orizzontali di uguale altezza, quella superiore colorata d'oro e l'altra di rosso («troncato d'oro e di rosso»), sormontato da una corona turrita con cinque bastioni merlati visibili, di cui solo uno, quello centrale, dotato di porta d'ingresso.
Il gonfalone riprende i due colori dello stemma, oro e rosso, che occupano rispettivamente la metà superiore e la metà inferiore dell'intero drappo («troncato»), riprendendo simmetricamente la disposizione dei colori dello scudo araldico cittadino[28].
| « troncato d'oro e di rosso, caricato dello stemma civico, con l'iscrizione in oro «Comune di Napoli». » |
[modifica] Onorificenze
| Per approfondire, vedi la voce Quattro giornate di Napoli. |
Napoli è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; è stata infatti insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici della popolazione e per le attività nella lotta partigiana durante la rivolta detta delle Quattro giornate di Napoli.
Medaglia d'oro al valor militare
[modifica] Economia
L'economia cittadina, dall'Unità d'Italia ad oggi, ha visto sempre l'alternarsi di periodi di relativa crescita a periodi di decadimento, senza avere tuttavia mai un reale decollo.
[modifica] Napoli e l'industrializzazione
Napoli non ha mai vissuto pienamente una fase industriale completa. Come accaduto in quasi tutto il sud, a partire dalla metà degli anni '50 del secolo scorso, ci sono stati dei tentativi che non hanno determinato grossi successi. Nel secondo dopoguerra e durante il periodo del boom economico (spesso grazie agli investimenti della cassa per il Mezzogiorno), in città ebbe un forte impulso il comparto industriale, con nuovi impianti nel campo della siderurgia, dell'industria metalmeccanica e petrolchimica, in particolare nella periferia orientale e settentrionale della città: alla fine degli anni 70 Napoli poteva essere considerata una città in cui il settore industriale aveva un posto preminente.
Nei decenni successivi tuttavia, la crisi irreversibile dell'industria di stato, unita ad un generale processo di deindustrializzazione, nonché alla concorrenza dei mercati emergenti ha di fatto mutato radicalmente questa situazione, portando alla chiusura o, nei casi migliori, alla riconversione di un grande numero di aziende (emblematico, anche se non isolato, il caso dell'Italsider di Bagnoli, o la riconversione dell'ex Olivetti di Pozzuoli). L'ultimo grande polo produttivo dell'area metropolitana sopravvissuto alla crisi industriale è quello di Pomigliano d'Arco, sviluppatosi attorno agli stabilimenti Fiat e Alenia, con un indotto che fa sentire i suoi effetti fin dentro la città di Napoli.
Rimangono comunque presenti ancora numerose attività industriali nel campo siderurgico, metalmeccanico e petrolchimico, accanto alle quali sono fiorite diverse piccole e dinamiche realtà di società di servizi alle imprese, progettazione e consulenza (con un'alta concentrazione in particolare nel Centro Direzionale di Napoli) che sfruttano sia ai mercati industriali presenti sul territorio che quelli tradizionali del nord Italia. Rilevante anche il settore dell'industria alimentare, meccanico ed elettrotecnico.
Nonostante questi brevi periodi di miglioramenti l'occupazione non ha mai raggiunto un livello stabile o adeguato alle necessità cittadine: oggi uno dei motivi è la presenza di infiltrazioni camorristiche che rendono difficile la nascita di nuove imprese e quindi di attrarre investimenti; tuttavia le attività illegali napoletane hanno un'ingente ripercussione sull'economia nazionale, anche grazie agli scambi commerciali con la Cina (in particolare, con Shanghai) [30], non senza ripercussioni negative sulle strutture sociali e ambientali cittadine: per contrastare questo fenomeno vengono attuati maggiori controlli, soprattutto nell'area portuale [31].
[modifica] Servizi e turismo
La mancanza di un vero e proprio sviluppo industriale ha determinato l'affermarsi di punti di forza differenti che hanno configurato la città come importante centro del terziario, soprattutto nei campi: commerciale, amministrativo, finanziario, oltre a quello culturale, sempre storicamente rilevante, nonché quello editoriale. Il porto della città è uno dei principali scali marini d'Italia, nonché un'importante voce di reddito per la città (il secondo al mondo dopo quello di Hong Kong per scalo passeggeri, con circa 9 milioni di presenze all'anno [32]).
Oltre ad ospitare fra centro e agglomerato urbano un importante nodo ferroviario e stradale (Napoli è il capolinea dell'Autostrada del Sole), la città, nell'ultimo decennio, ha investito anche su un ambizioso programma di lavori pubblici molto articolato, che ha posto le basi del sistema metropolitano su scala cittadina e regionale.
L'immenso patrimonio artistico della città dovrebbe essere il volano di partenza per accogliere i turisti provenienti da tutto il mondo. Infatti, il turismo, nonostante la vastità dell'offerta monumentale e museale di cui la città dispone non trova sufficiente valorizzazione economica: i problemi d'immagine della città di Napoli legati al problema della criminalità organizzata, nonché l'insufficienza di strutture ricettive di medio-basso livello sono il principale ostacolo al decollo di un'efficiente promozione alberghiera. Il flusso turistico è essenzialmente di passaggio, diretto verso località periferiche Pompei (in cui si registra una media di 3 milioni di turisti l'anno[33]), o le isole del golfo (Capri e Ischia), la costiera sorrentina e quella amalfitana, dove la qualità ambientale e l'offerta ricettiva raggiunge livelli di prestigio internazionale. Negli ultimi anni si è riscontrata nel porto di Napoli una notevole crescita nel settore croceristico[34].
Di discreto interesse turistico è anche la tradizione artigianale napoletana, specializzata e promossa in apposite mostre, nell'arte presepiale e nella lavorazione di ceramiche e porcellane; infine, un importante settore industriale cittadino è occupato dalle produzioni tessile e dell'abbigliamento.
[modifica] Luoghi d'interesse
| Centro storico di Napoli Historic Centre of Naples |
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| Tipologia | Architettonico, artistico |
| Criterio | C (ii) (iv) |
| Pericolo | Nessuna indicazione |
| Anno | 1995 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
| Patrimoni dell'umanità in Italia |
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| Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Napoli. |
Napoli è una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica; il centro storico, annoverato dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità, è il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici, a racchiudere circa 2.800 anni di storia e a testimonianza delle varie civiltà che vi hanno soggiornato; su un territorio relativamente poco esteso sono presenti, tra gli altri, un grande numero di castelli, residenze reali, palazzi monumentali, chiese storiche e resti dell'età classica. L'eredità di questa storia millenaria si può comunque ammirare anche in tutta la città e nei suoi dintorni.
Tuttavia, la scarsa valorizzazione e la mancanza di fondi per eventuali restauri, fa sì che parte di tale patrimonio versi a volte in rovina o in stato di degrado [35] (sono più di 160 le chiese che solo nel centro storico hanno gravi problemi strutturali, altrettanti i palazzi; ma anche fontane, obelischi, architetture antiche ed altri beni culturali di valore). Per far fronte a questa emergenza, varie organizzazioni e comitati cittadini, stanno cercando di far intervenire l'UNESCO [35]. Inoltre, malgrado il costante impegno delle associazioni per la tutela del patrimonio partenopeo, che puntualmente segnalano agli organi competenti le situazioni più critiche, i fenomeni di degrado coinvolgono anche diversi beni posti al di fuori del centro di Napoli.
| « Iscrizione:1995. Giustificazione: Il comitato ha deciso di iscrivere tale luogo sulla base dei criteri C (ii) (iv), considerando che il luogo è di straordinario valore culturale. Napoli è una delle più antiche città europee, la cui attuale struttura urbana conserva gli elementi della sua lunga e movimentata storia. La sua posizione sul Golfo di Napoli le dà un eccezionale valore universale che ha profondamente influenzato molte zone d'Europa e non solo. » | |
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(Motivazione dell'UNESCO per l'inserimento del Centro Storico di Napoli tra i beni artistici dell'umanità[36])
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[modifica] Vestigia antiche
| (LA)
« tenet nunc Parthenope »
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(IT)
« ora mi tiene Napoli »
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(Epitaffio di Virgilio)
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| Per approfondire, vedi le voci Categoria:Siti archeologici di Napoli e Napoli sotterranea. |
L' ossatura dell'assetto urbano di Napoli era di fatto già definita in epoca greca; basti pensare che l'attuale forma del Centro antico, rispecchia ancora la rielaborazione degli antichi tracciati (infatti ancora oggi sono visibili gli antichi decumani). Nel tempo, le trasformazioni urbane che hanno interessato il primo nucleo della città si sono concentrate per lo più sull'allargamento delle mura e sulla creazione di nuovi rioni. Ciò avvenne almeno sino al XVIII secolo, in quanto nel secolo successivo, con il cosiddetto risanamento, ci furono dei veri e propri sventramenti che interessarono anche il centro storico.
Sotto la "civiltà-madre" greca, Napoli non era una città votata all'attività guerriera ed il suo sviluppo andò affermandosi preminentemente in ambito commerciale. Infatti, in concomitanza con il calo dell'influenza ateniese, il porto della città divenne tra i più importanti scali del Mediterraneo. Notevole l'importanza, per la città, della sfera politico-religiosa nonché di quella culturale (la cultura greca di Napoli, sarà essenziale per la società romana [37]). La Napoli greca ci ha lasciato varie testimonianze del suo passato: dalle mura alle antiche torri di difesa, resti della necropoli, resti di templi, il foro e le innumerevoli architetture antiche poste nel suo sottosuolo.
Con l'avvento della civiltà romana, la città diviene una rinomata residenza estiva dell'impero, in cui imperatori ed altri politici, amavano soggiornare per lunghi periodi[37] (in città sono tutt'oggi riscontrabili vari impianti di ville romane); come già accennato, la polis divenne anche un celebre luogo di cultura (Nerone si esibirà numerose volte nel teatro che oggi è sottostante la città moderna e Virgilio vi scriverà l'Eneide).
Nel II-III secolo d.C. Puteoli e Miseno eclissarono Napoli nei settori commerciale e militare ed iniziò un periodo di decadenza anche a seguito dell'eruzione del 79 d.C., ma la città, con i suoi 30.000 abitanti rimase un crocevia di razze e culture differenti; fiorirono le comunità orientali e la venerazione del Dio Mitra (oggi a rappresentanza di questo periodo vi è in particolare la statua del Dio Nilo nell'omonima piazzetta). A testimonianza della Napoli romana troviamo anche acquedotti, terme, mura, resti di templi, domus, ipogei.
Infine, come testimonianza della Napoli antica, vi sono anche le opere funerarie, le più famose sono le catacombe cristiane, anche se ne esistono esempi legati al periodo greco e preellenico.
[modifica] Castelli
La Napoli antica che aveva a lungo goduto di un'eccellente protezione da parte della capitale dell'Impero romano (anche grazie alla vicinanza con quest'ultima), al passaggio dall'età classica al medioevo, dovette presto ritornare a difendersi da sola. Città di mare e senza difese naturali nell'entroterra, (ma anche destinata ad assumere un ruolo di rilievo), fu protagonista di numerosi assedi che dovette subire soprattutto nel periodo del Ducato autonomo; in questo periodo la città si ritrovò in una continua e quasi ininterrotta sequenza di guerre, prevalentemente difensive, contro i principati longobardi di Benevento, di Salerno e di Capua, gli imperatori bizantini, i pontefici ed infine i Normanni che la riuscirono ad espugnare definitivamente nel 1137.
I castelli difensivi giunti sino a noi intatti nella struttura sono sei, cinque nel centro storico (Maschio Angioino o Castel Nuovo, Castel Capuano, Castel Sant'Elmo, Castel dell'Ovo e la Caserma Garibaldi, costruita appunto a mò di castello fortificato), e l'altro in zona periferica, il Castello di Nisida di epoca tardo-angioina che oggi ospita la Colonia di Redenzione per Minorenni. Vanno inoltre menzionati i resti di altri due castelli: il Forte di Vigliena e il Castello del Carmine. Altre strutture della città hanno forme ed aspetto di castelli (Castello Aselmeyer), il cui interesse storico è limitato al significato artistico e decorativo della struttura.
