Radicalismo

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Il radicalismo è una corrente ideologica sorta nel XVIII secolo all'interno del movimento liberale. I "radicali" rappresentavano la sinistra dello schieramento liberale e, dunque, l'estrema sinistra dello schieramento politico. Essi proponevano riforme politiche appunto radicali in senso egualitario, tra le quali l'introduzione del suffragio universale, l'abolizione dei titoli nobiliari e, taluni, della repubblica.[1] I radicali inoltre sostenevano la libertà di stampa e la rigida separazione fra Stato e Chiesa.

Negli Stati Uniti d'America, dove non hanno mai attecchito partiti di ispirazione socialista e il liberalismo ha mantenuto connotati di sinistra, se il termine liberal indica una posizione assimilabile alla socialdemocrazia e al socialismo democratico europei, il termine radical viene usato per l'estrema sinistra di stampo marxista e la cosiddetta nuova sinistra, nata dai movimenti studenteschi degli anni Sessanta del Novecento. Da cui l'utilizzo anche da parte dei giornalisti italiani dell'espressione sinistra radicale per riferirsi alla sinistra comunista.

Indice

[modifica] Storia di un'ideologia

In molti Paesi europei infatti (si pensi a Regno Unito, Francia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi) alla fine dell'Ottocento la contrapposizione politica era tra conservatori e liberali. I primi erano espressione dell'aristocrazia terriera, i secondi, invece, raccoglievano gli intellettuali, la piccola e media borghesia, i piccoli contadini ed erano portatori di istanze di rinnovamento e ricambio economico-sociale. All'interno del pensiero politico liberale, che solitamente si incarnava in partiti posizionati alla sinistra dello schieramento parlamentare, si formò una frangia particolarmente attenta alle questioni sociali. I sostenitori di liberalismo progressista e di sinistra vennero dunque chiamati radicali.

Con la nascita dei partiti socialisti e socialdemocratici, i radicali si sono di conseguenza spostati verso il centro-sinistra dello schieramento politico, mentre i liberali si spostarono verso il centro e in taluni casi verso il centro-destra (per esempio in Danimarca). Sia i liberali sia i radicali vennero schiacciati tra i conservatori e le forze socialdemocratiche, tanto che in molti Paesi finirono per riunirsi in uno stesso partito. Sebbene esistano ancora partiti "radicali", il termine "radicalismo" è stato soppiantato nel gergo politologico da liberalismo sociale, che sta appunto ad indicare le correnti di sinistra del liberalismo.

[modifica] Partiti radicali per tradizione o per nome

In Italia l'esperienza politica del radicalismo può riferirsi al Partito Repubblicano Italiano delle origini e al Partito Radicale storico di Felice Cavallotti. Da quest'ultima esperienza hanno preso spunto alcuni membri della sinistra interna del Partito Liberale Italiano, tra i quali spiccava il nome di Marco Pannella, che diedero vita nel 1955 al Partito Radicale. Posizionatosi nell'alveo della "sinistra democratica", tale partito si è poi via via spostato verso il centro e, dagli anni Novanta, come Lista Pannella, Lista Bonino e infine Radicali Italiani, ha abbracciato compiutamente il liberismo.[2][3] I Radicali Italiani si autodefiniscono come "movimento liberale, liberista e libertario"[4], cioè come un partito liberale in materia di diritti civili e liberista in economia.

Tra i partiti riconducibili alla storica tendenza del radicalismo storico in Europa e nel mondo si possono ricordare la Sinistra Radicale danese, il Partito Radicale e il Partito Radicale di Sinistra in Francia, il Partito Liberale Radicale svizzero e l'Unione Civica Radicale argentina. Si tratta di partiti in gran parte socio-liberali, anche se alcuni, come il Partito Radicale francese e il Partito Liberale Radicale fanno ora parte del centro-destra nei loro Paesi, e altri, come l'Unione Civica Radicale e il Partito Radicale di Sinistra, hanno aderito all'Internazionale Socialista o al Partito del Socialismo Europeo.

Sebbene sorti dopo l'epoca d'oro del radicalismo storico, molti partiti contemporanei che si proclamano socio-liberali hanno un forte legame ideale con tale tradizione (vedi partiti liberali progressisti).

[modifica] Note

  1. ^ Berardi, Roberto, Dizionario di termini storici politici ed economici moderni, Le Monnier, Firenze 1989, voce "radicalismo", p. 124.
  2. ^ Ignazi, Pietro, I partiti italiani, Il Mulino, Bologna 1997, pp. 115-124
  3. ^ http://www.sienaradicale.it/libri/cronologiapr.pdf
  4. ^ http://www.radicali.it/

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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