Takht-i-Bahi
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| Rovine buddiste a Takht-i-Bahi e resti della periferia cittadina a Sahr-i-Bahlol Buddhist Ruins of Takht-i-Bahi and Neighbouring City Remains at Sar Bahlol |
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| Tipologia | Culturali |
| Criterio | (iv) |
| Pericolo | Bene non in pericolo |
| Anno | 1980 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
| Patrimoni dell'umanità in Pakistan |
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Takht-i-Bahi (o Takhtbai o Takht-i-Bahi o Takht Bahai) è un sito di importanza storica situato nel distretto di Mardan della North West Frontier Province del Pakistan. Contiene i resti del famos monastero buddhista risalente al primo secolo d.C. ed è inserito tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Takht significa "trono" mentre bahi significa "acqua" o "primavera" in lingua persiana/lingua urdu. Il complesso monastico venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume.
Takhtbai è il tehsile più fertile di Mardan. Esistono molte piantagioni nel Takht Bai Tehsile, alcuni dei quali sono coltivati a tabacco, frumento e zucchero di canna. Il primo mulino da zucchero dell'Asia venne costruito qui dal governo britannico vicino al monastero buddhista.
[modifica] Località vicine
I villaggi di Lund Khwar, Sher Garh, Charsadda, Sehri-Bahlol e Mazdoor Abad sono altri siti storici nei pressi di Takht-Bhai. Contengono i resti del Buddha non ancora completamente scavati. Il termine "Sehri-Bahlol" viene tradotto in vari modi. Secondo le persone del luogo è un termine hindi e significa "Signor Bahlol", un famoso leader politico e religioso della zona. In ogni caso il nome non è vecchio quanto il villaggio Sehri-Bahlol. Il villaggio si trova sulla cima di una collina circondata da folti prati che gli abitanti usano per l'agricoltura. Economicamente le persone sono povere e di bassa educazione scolastica. I locali svolgono scavi illegali nelle proprie case e nei terreni circostanti danneggiando i monumenti storici. Alcuni commercianti locali di antichità truffano la gente convincendoli ad entrare in quel commercio. Questi fatti rendono necessario il controllo da parte delle autorità al fine di preservare i resti di Sehri-Bahlol.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda UNESCO
- Mappa dei siti archeologici di Gandhara, dalla Huntington Collection, Ohio State University
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