Torino
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| Torino | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 239 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 130,17 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 6.978 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Baldissero Torinese, Beinasco, Borgaro Torinese, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Venaria Reale | ||||||||
| CAP: | 10100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 011 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 001272 | ||||||||
| Codice catasto: | L219 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità irrilevante) | ||||||||
| Class. climatica: | zona E, 2617 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | torinesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Giovanni Battista | ||||||||
| Giorno festivo: | 24 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Torino (Turin in piemontese) è una città di 908.617 abitanti, capoluogo della Provincia di Torino e della Regione Piemonte. È il quarto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano e Napoli e secondo uno studio del 2004 risultava nel 2000 la terza città d'Italia per estensione e movimento economico, dopo Roma e Milano[1]. Prima capitale d'Italia dal 1861 al 1865, è uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici del Paese. La popolazione del suo agglomerato urbano è di 1.745.221 abitanti[2], ma l'intera area metropolitana risulta avere 2.215.000 abitanti[3]. Torino comprende uno dei più grandi patrimoni artistici di tutta Italia, ed è stata, ai primi del '900, la culla del Futurismo. Ha ospitato, nel 2006, la ventesima edizione dei Giochi olimpici invernali. Nel 2008, per la prima volta, la guida Michelin ha assegnato alla città le tre stelle massima valutazione, per l'importanza storica-artistica-culturale (Torino è la quarta città italiana a ricevere l'ambito riconoscimento).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti (migliaia) 
Dal censimento del 1971, quando la città ha raggiunto il suo apice, la popolazione del Comune di Torino è diminuita, secondo una tendenza simile a quella di tutte le principali metropoli italiane. Ciò non dipende soltanto dal ritorno di molti immigrati del Mezzogiorno nelle loro regioni di origine (compensato in parte dal movimento inverso di altri immigrati, anche provenienti da Paesi extra-comunitari), ma dagli spostamenti avvenuti da Torino verso l'area metropolitana, determinando così l'espansione dei comuni della seconda e della prima cintura: questi ultimi, infatti, sono ormai uniti al capoluogo in un unico agglomerato di 1,7 milioni di abitanti.
Considerando i dati Istat aggiornati al 31/05/2007, la popolazione della città è di 905.209 abitanti, evidenziando un lieve aumento rispetto allo stesso censimento del 2001. Il saldo positivo è dovuto in maniera rilevante alle migrazioni da altre parti d'Italia e, soprattutto, da Paesi dell'Est, del Maghreb e dell'Africa sub-sahariana. I cittadini extra-comunitari (compresi quelli provenienti da Romania e Bulgaria) costituiscono il 9% della popolazione. I gruppi principali sono costituiti da Rumeni (23.114), Marocchini (14.134), Peruviani (5.502), Albanesi (4.297) e Cinesi (3.533)[4]. È da rilevare l'invecchiamento della popolazione: gli under 18 costituiscono il 14,5% degli abitanti di Torino e gli over 65 il 30,12%.
[modifica] Geografia
Torino sorge nella pianura approssimativamente delimitata dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (che attraversa la città da sud verso nord). La città è anche bagnata dalla Dora Riparia, che scorre vicinissima al suo centro storico. Il Po accentua la divisione tra la parte collinare della città e la parte di Torino collocata in pianura compresa tra i 280 e i 220 metri s.l.m. che scende andando da ovest verso est. Nelle giornate invernali particolarmente limpide suggestiva è la cinta creata dalle Alpi che, vicinissime, contornano tutta la parte Nord-Ovest della città con le loro cime innevate.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Torino Centro, Stazione meteorologica di Torino Caselle e Stazione meteorologica di Torino Bric della Croce. |
Torino ha un clima temperato subcontinentale, con inverni freddi e relativamente asciutti ed estati calde e talvolta afose per la scarsa ventosità della pianura Padana occidentale. Al contrario dell'immagine di una città grigia e nebbiosa, fenomeno peraltro sempre meno frequente, è da rilevare che negli ultimi anni gli inverni sono stati secchi e con pochi giorni di neve e non particolarmente freddi (in particolare il "falso inverno" 2006/07, stagione anomala - a dire il vero - in tutta Europa). L’osservatorio dell’Ufficio Idrografico del Po, attivo fino al 2006 nel centro cittadino (presso Porta Susa, a 32 m sul suolo e 277 m di quota), ha rilevato nel trentennio 1961-1990 una temperatura media di 2,7 °C in gennaio e di 23,6 °C in luglio. Va osservato che l’isola di calore, un fenomeno comune a tutte le città, rende l’area urbana di Torino più calda della campagna circostante: nella media annua la differenza è di 1,9 °C ed è maggiore nelle temperature minime (di 2,8 °C più elevate in città rispetto alla campagna) che nelle massime (città più calda di 1,0 °C). L’escursione termica annua di 20,9 °C è abbastanza ampia, tipica delle aree di pianura lontane dal mare, mentre l’escursione termica diurna è compresa tra poco più di 6 °C da novembre a gennaio e gli oltre 9 °C dei mesi estivi, i più soleggiati. Tuttavia l’arrivo del föhn, il vento da ovest e nordovest secco e caldo tipico di Torino, che si riscalda per compressione nel discendere dall’arco alpino, può causare in inverno rialzi termici anche di 20°C in poche ore.
I periodi più piovosi sono il trimestre da aprile a giugno e il mese di ottobre; un minimo accentuato delle precipitazioni si riscontra in inverno seguito dal minimo secondario in luglio. Precipitazioni prolungate sono causate da correnti sinottiche tra S ed E, legate a depressioni stazionanti sul Mediterraneo occidentale (tipicamente il golfo di Genova) o sul vicino Atlantico; queste configurazioni possono apportare oltre 100 mm di pioggia in 24 ore: 139 mm caddero su Torino durante l’alluvione del 5 novembre 1994. I temporali, in media circa 20 per anno di cui 2 con grandine, si verificano quasi esclusivamente nei mesi da aprile a ottobre e causano piogge meno durevoli ma ancora più intense: il 1° luglio 1987 caddero 60 mm in un’ora. Il 13 settembre 2008 l’osservatorio meteorologico di Caselle (14 km a N di Torino) ha registrato una pioggia temporalesca di 220 mm in 6 ore, intensità senza precedenti noti nella pianura Torinese. La quantità di precipitazione annua (833 mm) si è conservata sostanzialmente immutata da metà Ottocento ad oggi. La neve cade mediamente in 5 giorni per un’altezza cumulata di 28 cm l’anno; in passato la quantità di neve era molto maggiore: la media annua era di 60 cm nell’Ottocento e di 46 cm nel periodo 1901-1960. La riduzione della nevosità è l’effetto più vistoso dell’aumento di temperatura di 1,3 °C nella media annua e di 2,3 °C nella media invernale registrato in città tra il 1800 e il 2007. Il riscaldamento del clima si è ulteriormente intensificato durante gli ultimi vent’anni comportando una diminuzione delle giornate nebbiose e stagioni eccezionalmente anomale quali l’estate del 2003 e l’inverno del 2007. Nella torrida estate del 2003 (aggravata per di più da una primavera siccitosa) le stazioni meteorologiche cittadine poste a 2 m sul suolo hanno rilevato l’11 agosto temperature massime comprese tra 40,3°C e 41,6°C, senza precedenti dall’inizio delle rilevazioni termometriche cittadine (anno 1753). Il mitissimo inverno del 2006-2007 è trascorso senza neve e quasi senza gelate: solo 6 giorni hanno fatto registrare una temperatura minima inferiore a 0°C. Va ricordato inoltre che durante lo stesso inverno, il 19 gennaio, accadde un fenomeno assolutamente unico: a causa del passaggio della coda dell'uragano Kyrill (lo stesso che provocò vittime in Benelux) scese su tutta la pianura piemontese tra Torino e Cuneo un favonio così caldo da provocare inusitate (per il mese di Gennaio) temperature massime di 26-27 gradi.
Di ben altro sapore gli inverni dei decenni passati: nel febbraio del 1956 la colonnina di mercurio fece registrare una minima di -21,6°, tuttora il record del freddo per il capoluogo piemontese. Altri inverni molto rigidi si verificarono a cavallo tra gli anni '60 ed '80: nel gennaio del 1985 la temperatura sfiorò i -14°. Le ultime grandi nevicate risalgono al biennio 1986 e 1987, quando su Torino caddero oltre 50 cm di neve (quasi 90 sulla collina torinese). [5] Nel XXI secolo, invece, il freddo più intenso e duraturo è giunto nel dicembre del 2001, con un valore minimo di -9,7°C il giorno 18.
- Classificazione climatica: zona E
| Torino Centro (Uff. Idrografico) | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| Temp. max. media (°C) | 5.8 | 8.3 | 13.2 | 17.2 | 21.2 | 25.4 | 28.3 | 27.1 | 23.5 | 17.5 | 10.4 | 6.8 | 7 | 17.2 | 26.9 | 17.1 | 17.1 |
| Temp. min. media (°C) | -1.4 | 1.5 | 4.9 | 8.5 | 12.5 | 16.1 | 19.0 | 18.1 | 14.9 | 9.8 | 4.3 | -0.6 | -0.2 | 8.6 | 17.7 | 9.7 | 9 |
| Piogge (mm) | 36 | 48 | 60 | 100 | 114 | 96 | 62 | 76 | 58 | 84 | 60 | 39 | 123 | 274 | 234 | 202 | 833 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 4 | 5 | 6 | 8 | 10 | 9 | 5 | 7 | 5 | 6 | 6 | 4 | 13 | 24 | 21 | 17 | 75 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Torino. |
I più antichi insediamenti dell'area dell'attuale di Torino risalgono al III secolo a.C., e si rifanno a piccoli villaggi di tribù celto-ligure appartenenti al gruppo dei Salassi. Secondo alcune fonti uno di questi insediamenti (Taurasia (?)) avrebbe ostacolato la marcia di Annibale nel suo attacco a Roma attraverso le Alpi, resistendogli per ben tre giorni.
L'origine vera e propria della città può essere comunque fatta risalire al castrum costruito durante le guerre galliche di Giulio Cesare. Nel 29 fu eretta a colonia con il nome di Augusta Julia Taurinorum, da cui deriverà poi il nome moderno.
Dopo la caduta dell' Impero Romano Torino passò sotto il controllo degli Ostrogoti, dei Longobardi, e dei Franchi di Carlo Magno (773).
Nel 940 fu fondata la Marca di Torino, controllata dalla cosiddetta dinastia arduinica che, attraverso il matrimonio tra la sua ultima discendente, Adelaide di Susa, con il figlio di Umberto Biancamano (fondatore della casa Savoia) portò la città sotto l'influenza della dinastia savoiarda.
Dopo alterne vicende che videro, nei secoli seguenti, anche l'elezione della città a libero comune, Torino venne inglobata definitivamente nei possedimenti dei Savoia che nel frattempo avevano ottenuto l'elevazione al rango di duchi.
Nel XVI secolo, dopo una prima fase di occupazione da parte dell'esercito francese la città divenne capitale del ducato di Savoia, che precedentemente aveva gravitato su Chambéry e venne dotata di mura moderne e di una cittadella pentagonale.
Il XVII secolo vide la città, e il ducato, ingrandirsi con l'acquisizione, da parte di quest'ultimo di Asti, del Monferrato e di uno sbocco sul mare, mentre la città usciva dal perimetro delle mura romane.
Nel 1713 i duchi di Savoia ottennero il titolo di re, prima di Sicilia e poi di Sardegna, e Torino divenne la capitale del regno.
Il Congresso di Vienna e la Restaurazione diedero al Piemonte Genova e tutta la Liguria, gettando, anche se involontariamente, le basi del processo che porterà, in poco più di cinquant'anni, all'unità d'Italia.
Dal 1861 al 1865 Torino fu la prima capitale del nuovo Stato unitario, per passare poi questo titolo a Firenze e, dal 1870, a Roma.
Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, da Torino ebbe inizio una ondata di scioperi nella grande industria che coinvolse quasi tutto il nord Italia e segnò la ripresa del movimento antifascista. Torino fu ripetutamente bombardata dagli Alleati:il primo attacco ebbe luogo l'11 giugno 1940, gli ultimi nel 1945 (la massima intensità fu raggiunta nel 1943).
Dopo il secondo dopoguerra Torino fu il simbolo della crescita economica dell'Italia, tanto che riuscì ad attirare migliaia di emigranti dal Sud dell'Italia per via delle richieste di manodopera negli stabilimenti automobilistici. Nel 1974 la città raggiunse gli 1,2 milioni di abitanti. Il numero di immigrati fu tanto consistente che l'allora sindaco Diego Novelli disse che "Torino è per popolazione la terza città meridionale d'Italia dopo Napoli e Palermo".
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Tra i monumenti di Torino più noti anche all'estero sono da citare l'ottocentesca Mole Antonelliana, simbolo incontrastato della città ospitante il Museo Nazionale del Cinema (il principale d'Europa), il Palazzo Reale (antica dimora dei Duchi e in seguito dei Re che governarono la città), la rinascimentale Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo (celebre in quanto custode della Sacra Sindone), il Museo Egizio (il secondo più importante al mondo dopo quello del Cairo), nonché l'imponente Palazzo Madama. Quest'ultimo in particolare merita attenzione in quanto situato nel vero centro metaforico e geografico della città; le sue porzioni più antiche risalgono addirittura all'epoca romana (si tratta di due delle sue 4 torri, ora inglobate nella facciata). Fu trasformato in castello nel medioevo con l'aggiunta di due ulteriori torri e rimaneggiato più volte: in particolare all'inizio del Settecento quando venne dotato di una nuova splendida facciata ad opera di Filippo Juvarra. La città di Torino e i suoi dintorni inoltre sono abbellite dalle numerose Residenze Sabaude, Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO (Casa Savoia).
Un importante discorso merita il quartiere di Cit Turin per i numerosi edifici costruiti in stile Liberty, che fanno di Torino, insieme a Milano, la capitale italiana di questo stile.
[modifica] I portici monumentali
Una caratteristica di Torino è costituita dai portici che si sviluppano per oltre 16 km dei quali circa 12 sono interconnessi. I primi portici risalgono già al medioevo ma è partire dal XVII secolo che si cominciano a costruire i portici monumentali tuttora presenti. La prima testimonianza è l'ordinanza di Carlo Emanuele I del 16 giugno 1606 in merito alla costruzione di piazza Castello secondo il progetto di Ascanio Vitozzi che comprendeva portici attorno a tutta la piazza. Anche nel progetto di piazza San Carlo di Amedeo di Castellamonte di qualche anno successivo erano previsti portici tutt'attorno. Negli stessi anni Filippo Juvarra costruì i portici di porta Palazzo. Nel 1765 Benedetto Alfieri ebbe l'incarico di rifare i portici di piazza Palazzo di Città mentre nel corso del XIX secolo si aggiunsero quelli dell'attuale piazza Vittorio Veneto, piazza Carlo Felice e piazza Statuto. Ancora vennero congiunte le due stazioni ferroviari di Porta Nuova e Porta Susa con un percorso porticato attraverso Corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, vie Sacchi, Nizza, Pietro Micca e Cernaia.
Il portico che unisce piazza Castello con piazza Vittorio Veneto attraverso via Po sul lato sinistro prosegue anche nell'attraversamento delle vie per permettere al re di giungere fino al Po senza bagnarsi anche in caso di pioggia.
[modifica] Monumenti principali di Torino
- Il Castello del Valentino ed il Giardino Botanico
- Il Borgo Medievale del Parco del Valentino
- La Mole Antonelliana col Museo Nazionale del Cinema
- Il Palazzo Reale
- I Giardini Reali
- La Basilica di Superga
- Il Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja
- Il Palazzo dell'Accademia delle Scienze, sede del Museo Egizio
- Le Porte Palatine
- Il Palazzo Adami di Bergolo
- Il Palazzo Agliaudi Baroni di Tavigliano, via Bogino, 31
- Il Palazzo Albertengo di Monasterolo, via San Francesco da Paola, 41
- Il Palazzo Amico di Castellalfero
- Il Palazzo Amoretti di Osasio, poi Provana e Rignon, Corso Orbassano, 202
- Il Palazzo Argentero di Bersezio, via Alfieri, 7
- Il Palazzo Argentero di Bersezio, via Giolitti, 24
- Il Palazzo Armano di Grosso, via Del Carmine, 4
- Il Palazzo Asinari di San Marzano
- Il Palazzo Audifredi di Mortigliengo
- Il Palazzo Barbaroux, già Turinetti di Priero, via Giolitti, 1
- Il Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio, poi Coardi di Carpenetto, via delle Orfane 6
- Il Palazzo Birago di Borgaro, via Carlo Alberto, 16
- Il Palazzo Birago di Borgaro, via Conte Verde, 12
- Il Palazzo Birago di Vische, via Vanchiglia, 4 - 8
- Il Palazzo Bricherasio
- Il Palazzo Carignano
- Il Palazzo Cavour
- Il Palazzo Chiablese
- Il Palazzo Cisterna
- Il Palazzo Falletti di Barolo, via delle Orfane, 7
- Il Palazzo Lascaris
- Il Palazzo Romagnano, via dei Mercanti,9
- Il Palazzo Saluzzo di Paesana
- Il Palazzo San Martino di Brosso e Parella, poi Caissotti di Chiusano, poi del Carretto di Bagnasco, via Carlo Alberto 30-32
- Il Palazzo San Martino di San Germano, piazza Castello, 19 - 21
- Il Palazzo Scaglia di Verrua, poi San Martino della Motta,poi Balbo Bertone, via Garibaldi 31-33
- Il Palazzo del Senato Sabaudo
- Il Palazzo Solaro del Borgo
- Il Palazzo Valperga, poi Galleani di Canelli, via Alfieri, 6-8
- Il Palazzo dell'Università
- Il Palazzo di Città
- Il Palazzo Lancia
- Il Collegio delle Province
- La Casa Scaccabarozzi
- La Villa della Tesoriera
- La Villa della Regina
- La Villa Abegg, già Vigna di Madama Reale
- La Villa Paradiso, già Boas
- La Villa Scott, uno dei massimi esempi di architettura liberty, nota per essere stata la villa di Profondo Rosso
- Il Duomo di San Giovanni e la Cappella della Sacra Sindone
- La Basilica del Corpus Domini
- Il Santuario di Maria Ausiliatrice
- Il Santuario della Consolata
- La Chiesa di San Carlo Borromeo
- La Chiesa di Santa Cristina, adiacente e "gemella" della Chiesa di San Carlo
- La Chiesa di San Filippo Neri
- La Chiesa di San Lorenzo
- La Chiesa dei Santi Martiri
- La Chiesa della Gran Madre
- La Chiesa di San Lorenzo
- La Chiesa di Santa Maria di Piazza
- La Chiesa di San Francesco d'Assisi
- La Chiesa di San Francesco da Paola
- La Chiesa di San Domenico
- La Chiesa della Madonna del Carmine
- La Chiesa della Santissima Trinità
- La Chiesa di Santa Teresa
- La Chiesa di San Dalmazzo
- La Chiesa di San Tommaso
- La Chiesa di Sant'Agostino
- La Chiesa di San Massimo
- La Chiesa di Santa Chiara
- La Chiesa della Visitazione di Via XX Settembre
- La Chiesa di Santa Zita
- Il Convento dei Cappuccini, ospitante il Museo nazionale della montagna
- Il Tempio Valdese
- Il Tempio Israelitico
- Il Teatro Regio
- Il Teatro Carignano
- L'Armeria Reale
- La Galleria Sabauda, detta anche Pinacoteca Reale
- La Pinacoteca dell'Accademia Albertina
- La Galleria d'Arte Moderna (GAM)
- La Biblioteca Reale
- La Biblioteca Nazionale
- Il Museo dell'automobile
- Il Museo storico nazionale dell'artiglieria
- Il Museo Pietro Micca
- Il Museo nazionale del Risorgimento italiano
- Il Museo della Sindone
- Il Museo di Antichità
- Il Museo di Arti Decorative - Fondazione Pietro Accorsi
- Il Museo Regionale di Scienze Naturali
- Il Lingotto
- La Cittadella
- La Cavallerizza Reale
- Il Cisternone
- Il Cimitero Monumentale
[modifica] Residenze Sabaude
- Palazzo Reale di Torino
- Palazzo Carignano
- Villa della Regina
- Palazzina di caccia di Stupinigi, Nichelino
- Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja
- Castello del Valentino
- Castello di Moncalieri
- Borgo Castello nel parco de La Mandria, Venaria Reale
- Reggia di Venaria Reale
- Castello di Rivoli
- Castello Reale di Racconigi
- La Certosa Reale di Collegno
- Castello di Collegno
- Castello di Pollenzo, Bra
- Castello ducale di Agliè
- Castello di Govone
- Reggia di Valcasotto
[modifica] Monumenti nei dintorni della città
- Sacra di San Michele
- Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso
- Sacro Monte di Belmonte
- Forte di Fenestrelle
- Forte di Exilles
[modifica] Circoscrizioni
La Città di Torino è suddivisa in 10 Circoscrizioni a loro volta comprendenti più quartieri storici:
- Circoscrizione 1 (80.316 ab. e 7 km²): Centro - Crocetta
- Circoscrizione 2 (104.485 ab. 7 km²): Santa Rita - Mirafiori Nord
- Circoscrizione 3 (130.788 ab. e 9 km²): Borgo San Paolo - Cenisia - Pozzo Strada - Cit Turin - Borgata Lesna
- Circoscrizione 4 (96.271 ab. 9 km²): San Donato - Campidoglio - Parella
- Circoscrizione 5 (123.624 ab. e 16 km²): Borgata Vittoria - Madonna di Campagna - Lucento - Vallette
- Circoscrizione 6 (105.421 ab. e 25 km²): Barriera di Milano - Regio Parco - Barca - Bertolla - Falchera - Rebaudengo - Villaretto
- Circoscrizione 7 (87.853 ab. e 23 km²): Aurora - Vanchiglia - Sassi - Madonna del Pilone
- Circoscrizione 8 (58.289 ab. e 16 km²): San Salvario - Cavoretto - Borgo Po
- Circoscrizione 9 (76.268 ab. e 7 km²): Nizza Millefonti - Lingotto - Filadelfia
- Circoscrizione 10 (39.279 ab. 11 km²): Mirafiori Sud
I codici di avviamento postale di Torino suddivisi per quartieri e zone (il CAP generico è 10100).
- 10121 Centro
- 10122 Centro
- 10123 Centro
- 10124 Centro
- 10125 San Salvario
- 10126 San Salvario
- 10127 Lingotto
- 10128 Crocetta
- 10129 Crocetta
- 10135 Mirafiori
- 10138 Cenisia
- 10139 Pozzo Strada
- 10141 Borgo San Paolo - Corso Rosselli(Torino)
- 10142 Pozzo Strada - Zona Aeronautica
- 10145 Borgo Vittoria
- 10149 Lucento - Madonna di Campagna
- 10152 Aurora
- 10153 LungoDora Firenze
[modifica] Economia
La città di Torino, come la sua area metropolitana, è il terzo polo economico italiano, dopo Milano e Roma. Se nel 2004 il capoluogo piemontese produceva un PIL di 25.439 milioni di euro (pari al 2,2% del dato nazionale) l'area metropolitana complessiva raggiungeva i 44.146 milioni di euro (pari al 3,8% del PIL italiano) [6]. Il reddito pro capite si attestava a 29.400,00 euro nel capoluogo e a 27.300,00 euro considerando l'intera area metropolitana. Secondo il Ministero dell'Economia e delle Finanze ne risultava un reddito imponibile di 12.455 milioni di euro, confermando il terzo posto di Torino nella produzione nazionale di ricchezza [7].
Torino, con la sua provincia, è al secondo posto tra le province italiane per esportazioni, con una quota del 5,2% sul totale nazionale[8].
Nota per la produzione metalmeccanica dovuta alla fabbrica automobilistica FIAT e al suo indotto, per la produzione della cioccolata e dolciaria in genere, la città ha dato anche i natali a importanti aziende italiane. Infatti, oltre alla Fiat, sono state fondate a Torino, altre aziende (oggi per la maggior parte con sede in altre città italiane), come la compagnia telefonica SIP poi diventata Telecom Italia, la Seat Pagine Gialle, la EIAR poi diventata RAI, la Lavazza, L'Afipubs arredamenti, la Azimut Yachts, la Cirio, la Società Assicuratrice Industriale, la Reale Mutua Assicurazioni, la Toro Assicurazioni, la Lancia, la Italdesign (Giorgetto Giugiaro), la Ghia, la Fioravanti, la Stola, l'Italgas, la Bertone, la Pininfarina, la Caffarel (prima fabbrica di cioccolato al mondo fondata nel 1826), la Carpano (azienda inventrice del celebre vermouth), la Martini & Rossi, l'Aurora, la Borbonese, la Brooksfield, la Fisico, la Carlo Pignatelli, l'Invicta, la Seven, la Kappa, la Superga,la de Fonseca, la Sparco e molte importanti banche a livello nazionale come l'Istituto Bancario San Paolo di Torino (ora Intesa Sanpaolo) e la Cassa di Risparmio di Torino (ora gruppo Unicredit).
Nella Provincia di Torino erano registrate nel 2006 ben 231.645 imprese (112.255 nel capoluogo), che rappresentano poco meno del 50% di tutte quelle del Piemonte e il 4% del totale italiano, con una crescita costante negli ultimi anni, soprattutto nell'edilizia, nel turismo e nei servizi. Ben 21.987 erano gli imprenditori stranieri, soprattutto extra-comunitari[9].
Ultimamente la città ha attraversato una lunga fase di riconversione industriale, sia per la crisi della FIAT, sia per la tendenza delle manifatture dei Paesi avanzati a trasferire le loro produzioni nei Paesi in via di sviluppo. Dagli anni '80 Torino ha visto il peso dell'industria ridursi a favore del terziario, pur rimanendo uno dei principali centri industriali italiani ed europei. La crescita del PIL italiano del 2006 è stata infatti determinata per una buona parte dalla ripresa delle esportazioni di autoveicoli del Gruppo FIAT, che ha trascinato con sé la ripresa dell'indotto automobilistico (oltre agli stabilimenti e uffici della FIAT, Iveco e Lancia, nell'area torinese sono presenti Pininfarina, Bertone e Giugiaro) e del settore delle assicurazioni. Anche General Motors, pur rompendo l'alleanza commerciale e produttiva con FIAT, ha deciso di mantenere a Torino un'importante base di ricerca per la sperimentazione dei motori diesel. Il settore della componentistica per auto è in crescita e proprio il ridimensionamento delle forniture alla FIAT ha agito da volano per l'ammodernamento produttivo e l'espansione verso i mercati esteri, con una rete di oltre 350 aziende. La Camera di Commercio di Torino ne ha selezionate 145 e, grazie al progetto From Concept to Car, dal 2002 mira a promuovere le eccellenze del settore in tutto il mondo [10].
Il ruolo bancario e assicurativo è tuttora forte. A Torino avrà sede la sede legale del nuovo gruppo bancario Intesa Sanpaolo, il secondo gruppo del Paese per capitalizzazione, ed ospita la sede della Fondazione San Paolo e della Fondazione CRT. Inoltre, qui hanno sede anche la Reale Mutua Assicurazioni, la Toro Assicurazioni e parte degli uffici di Fondiaria Sai, i cui vertici hanno espresso il desiderio di potenziare il centro direzionale torinese con la costruzione di un grattacielo nella zona di Porta Susa.
Negli ultimi anni vi è stato un boom del settore informatico ed elettronico. Alla già preesistente attività di ricerca del Politecnico, dell'Istituto Mario Boella, dell'Istituto Galileo Ferraris e del Centro di Ricerche FIAT, si è affiancata l'attività del distretto informatico Torino Wireless, che appartiene alla rete dei distretti italiani riconosciuti dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Nato per coordinare tutte le attività di ricerca e di produzione del settore ICT dell'area torinese. Attualmente nell'ICT sono impegnate circa 6000 aziende, molte delle quali sono concentrate in città presso l'Environment Park e il Virtual Reality & Multi Media Park. Il raddoppio del Politecnico e la riconversione di una parte della superficie occupata dalla fabbrica di Mirafiori, quest'ultima operazione sostenuta dal progetto Torino Nuova Economia [11], provvederanno a ospitare i laboratori di ricerca delle aziende private. Di recente sono state attratte a Torino importanti attività di ricerca di note aziende della comunicazione, come Motorola Technology Center e Telecom Italia Lab [12], a cui si dovrebbero aggiungere quelle di Microsoft presso i nuovi spazi del Politecnico.
L'evento olimpico del 2006 ha contribuito notevolmente a porre fine al ristagno economico, ma non è stato l'unico fattore. Anche la riconversione di vaste aree urbane, che prima erano occupate dalle fabbriche e che ora sono state adibite ad usi residenziali, ha dato un impulso determinante alla crescita economica. Grandi opere pubbliche come quelle per il Passante ferroviario di Torino e per la metropolitana, hanno ridisegnato (e stanno ridisegnando) il volto della città.
Nel 2006 l'area torinese ha registrato una presenza di 3,3 milioni di turisti, circa un terzo del totale regionale [13].
Patria prima del cinema italiano al quale è anche dedicato uno spettacolare museo all'interno della Mole Antonelliana, è diventata di recente un'apprezzata quinta per l'ambientazione e la produzione di film. Dov'è nato il cinema in Italia, presso gli ex stabilimenti cinematografici FERT, si trovano i LUMIQ STUDIOS, in cui si realizzano produzioni per cinema, televisione e pubblicità ad alto contenuto tecnologico.
[modifica] Amministrazione
| Per approfondire, vedi la voce Amministrazione di Torino. |
Sindaco: Sergio Chiamparino dal 30/05/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 011 4423010 - 011 4423014
Posta elettronica: urp@comune.torino.it
[modifica] Città gemellate[14]
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