Chinese people in Italy

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Chinese in Italy
Total population
320,794 (2013)
0.25% of the Italian population
Regions with significant populations
Milan, Rome, Prato, Treviso
Languages
Chinese · Italian
Religion
Chinese folk religion, Buddhism, Christianity, not religious
Related ethnic groups
Overseas Chinese

The community of Chinese people in Italy has grown rapidly in the past ten years. Official statistics indicate there are at least 320,794 Chinese citizens in Italy, although these figures do not account for illegal immigration, former Chinese citizens who have acquired Italian nationality, or Italian-born people of Chinese descent.[1]

Demographics[edit]

In 2010 an analysis conducted by the CESNUR and the University of Turin on the 4,000-strong Chinese community of Turin showed that at that time 48% of them were women and 30% were minors. Most of the Chinese in Italy, and virtually all of the community of Turin, come from the southeastern Chinese province of Zhejiang and especially from the city of Wenzhou.[2] The community in Turin is younger than other Chinese settlements in Italy, and for this reason it depends as a branch of the community of Milan.[3] Approximately 70% of the Chinese in Turin work in restaurant activity, and more than 20% work in commercial activity.[4]

The city of Prato, in Tuscany, has the largest concentration of Chinese people in Italy, and as well as the whole continent of Europe. It has the second largest population of Chinese people overall in Italy, after Milan.[5]

Religion[edit]

Putuoshan Buddhist temple of the Chinese community in via Ferruccio, Esquilino, Rome.





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Religion of Chinese in Italy (2010)[6][7]

  Buddhism (13.7%)
  Catholic Church (3.6%)
  Protestantism (3.3%)
  Non religious / secular (39.9%)

The study of the CESNUR also surveyed religious affiliation and beliefs of the Chinese in Turin. It found that 31.6% of them identified as Buddhists,[8] although the analyst concluded that only 13.7% had "a conscious Buddhist identity and practice" while the rest was ascribable to the Chinese folk religion incorporating Buddhist elements.[6][9]

In total, roughly one quarter of the Chinese community was classified as belonging to the Chinese (folk) religion.[10] The surveyors weren't able to determine a precise Taoist identity; only 1.1% of the surveyed people identified as such, and the analysts preferred to consider Taoism as an "affluent" of the Chinese religion.[11] The survey found that 39.9% of the Chinese had a thoroughly atheist identity, not believing in any god, nor belonging to any religious organisation, nor practicing any religious activity.[12]

The study also analysed the Chinese Christian community, finding that it constituted the 8% of the total population (of which 3.6% were Catholics, 3.3% Protestants and 1.1% Jehovah's Witnesses). The Christian community was small, but larger than that of the province of origin, especially for the Catholics and the Jehovah's Witnesses, the latter being an illegal religion in China.[13] Protestants were found to be basically nondenominational and largely (70%) women.[14]

Community relations[edit]

In 2007, several dozen protesters took to the streets in Milan over alleged discrimination.[15] The northern Italian town of Treviso also ordered Chinese-run businesses to take down their lanterns because they looked "too oriental".[16]

Cities with significant Chinese communities[edit]

An image showing the "Rome Chinatown". Rome, along with Milan and Prato, contains the most significant Chinese community in Italy.
The "Prato Chinatown", which is along with the Milan Chinatown and Rome Chinatown, the biggest and most important in Italy.

Based on Demo Istat statistics.

Notable people[edit]

Wenling Tan Monfardini table tennis player (1972)

References[edit]

  1. ^ National Institute of Statistics (Italy): I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti. Retrieved 5 January 2015.
  2. ^ Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli. Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago. Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 217: «Poche persone estranee alla catena migratoria dello Zhejiang sono approdate qui [in Turin] [...]»; p. 228: «La grande maggioranza dei cinesi presenti a Torino proviene dallo Zhejiang e in particolare da aree periferiche urbane e semiurbane, e villaggi, intorno a Wenzhou, in particolare dal distretto di Wencheng.»
  3. ^ Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli. Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago. Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 216: «[...] la co-munità di Torino, per via delle sua origine recente, pare per molti versi essere una propaggine di quella decisa-mente più ricca e stratificata di Milano.».
  4. ^ Immigrazione Oggi: Torino: l’integrazione dei cinesi passa per le seconde generazioni. Indagine del Cesnur sulla comunità del capoluogo piemontese. 3 June 2010.
  5. ^ Donadio, Rachel (2010-09-12), "Chinese Remake the ‘Made in Italy’ Fashion Label", New York Times, retrieved 2011-05-04 
  6. ^ a b Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 223: «In conclusione il risultato dell'indagine, per quanto riguarda l'atteggiamento religioso dei cinesi a Torino, sembra essere così descritto: l'identità secolare – 39,9% – ricomprende poco meno della metà della popolazione. Il resto ha qualche forma di credenza o di pratica religiosa. Circa la metà di costoro può essere inserito nella categoria della "religione cinese", all'interno della quale predomina il riferimento buddhista. L'"identità buddhista forte" interessa il 13,7% del campione, mentre il 3,6% è cattolico, il 3,3% protestante e l’1,1% Testimone di Geova.»
  7. ^ Pierluigi Zoccatelli. Religion and Spirituality among the Chinese Immigrants in Turin, Italy (simplified results). 2009 CESNUR Conference, Salt Lake City, Utah, June 11-13, 2009.
  8. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 221
  9. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 222: «Tra coloro che s'identificano come buddhisti il 50,6% crede nella reincarnazione, il 50% ha in casa un'immagine di Buddha, ma solo il 26,2% (circa il 13,7% dell'intero campione) risponde positivamente a entrambe queste domande. Questo 26,2% ha quella che possiamo chiamare una "identità buddhista forte", nel senso che non solo si dichiara buddhista, ma ha anche un plesso di credenze e pratiche – almeno alla luce di alcuni primi indicatori – che sono tipiche dei buddhisti. Il rimanente 73,8% che si dichiara buddhista va più correttamente ascritto a una "religione cinese" con una dominante buddhista.»
  10. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. pp. 222-223: «L'atteggiamento religioso che classifichiamo qui come "religione cinese" corrisponde a circa un quarto del campione [...]».
  11. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 223: «Non abbiamo invece trovato ragioni sufficienti per identificare una specifica identità taoista – in effetti, solo tre intervistati si sono dichiarati esplicitamente taoisti –, e preferiamo considerare il taoismo come un affluente della "religione cinese".»
  12. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 223: «[...] a Torino il 39,9% che congiuntamente si dichiara non religioso, non crede in Dio o in un potere superiore, non crede in una vita dopo la morte, né pratica la divinazione, può essere ascritto a questa identità secolare.»
  13. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 225: «Ne è emersa una presenza non certamente maggioritaria ma, come vedremo nel paragrafo successivo, forse maggiore rispetto a quella delle regioni cinesi di origine. In particolare, appare maggiore la presenza di cattolici e compaiono i Testimoni di Geova, che nella regione da cui provengono la maggioranza dei cinesi di Torino non possono operare legalmente.»
  14. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 227
  15. ^ Willey, David (2007-04-13), "Milan police in Chinatown clash", BBC News, retrieved 2008-04-22 
  16. ^ "Oriental decor not allowed", Taipei Times, 2007-05-08, retrieved 2008-04-22 

Further reading[edit]

External links[edit]