Talk:Douglas Freshfield

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Untitled[edit]

I'm going to start trying to translate this bit from Italian, although it might take me a while.

>Vibrazioni incontenibili e perenni

Figlio unico di Henry Ray Freshfield - illustre avvocato ed esperto di finanza, della Banca d'Inghilterra - Douglas William Freshfield fu condotto sin da bambino - grazie alla disponibilità monetaria paterna - in stazioni climatiche di grido, dapprima nei territori anglosassoni, quindi nelle Alpi Svizzere, egli andò a poco a poco sviluppando in sé stesso quell'amore profondo per i monti che lo avrebbe accompagnato e confortato fino agli ultimi giorni della sua vita. Ricevuta la debita formazione scolastica dapprima nell'esclusivo collegio di Eton, e poi all'Università di Oxford (dove si sarebbe laureato in diritto civile e in storia) egli divenne per l'influsso fortissimo della romantica madre, Jane Henry Freshfield - delicata scrittrice di montagna - un fine cultore della propria lingua e uno straordinario divulgatore delle sue contemplazioni.

The only son of Henry Ray Freshfield - the illustrious lawyer and financial expert for the Bank of England - Douglas William Freshfield fu condotto sin da baby - thanks to the disposible income of his father - in stazioni grey climate, dapprima nei anglosaxon territories, then the Swiss Alps, egli ando little by little sviluppando in sé stesso quell profound love for mountains che lo avrebbe accompagnato e confortato fino agli ultimi giorni della sua vita. Ricevuta la debita formazione scolastica dapprima the exclusive Eton college, and then at the University of Oxford (where he studied for a degree in civil law and history) egli divenne per l'influsso fortissimo della romantica madre, Jane Henry Freshfield - delicata scrittrice di montagna - un fine cultore della propria lingua e uno straordinario divulgatore delle sue contemplazioni.

I viaggi del singolare bambino, fino all'ottavo anno di età, s'erano limitati alla conoscenza e al godimento dei luoghi più bucolici e più suggestivi d'Inghilterra. Viaggi che alla signora Freshfield, così doviziosamente favorita dall'agiatezza familiare, offrivano il presupposto primo per un'educazione del figlio al culto nei riguardi della natura. E dell'arte. L'incontro comunque dell'emotivo fanciullo con quello che sarebbe stato il sogno di tutta la sua esistenza - la predilezione per i territori montani - avvenne tre anni dopo, allorché le villeggiature di Henry Ray Freshfield - anche per ragioni professionali - si spostarono in Svizzera, e pertanto sulle Alpi, destando a poco a poco nel sensibile giovinetto impressioni incancellabili. Ricorderà, a sessant'anni di distanza, nella confidenziale intervista biografica rilasciata a Adolf Hess:

I viaggi del singolare baby, fino all'ottavo anno di età, s'erano limitati alla conoscenza e al godimento dei luoghi più bucolici e più suggestivi d'Inghilterra. Viaggi che alla signora Freshfield, così doviziosamente favorita dall'agiatezza familiare, offrivano il presupposto primo per un'educazione del figlio al culto nei riguardi della natura. E dell'arte. L'incontro comunque dell'emotivo fanciullo con quello che sarebbe stato il sogno di tutta la sua esistenza - the prediliction for mountain regions - avvenne three years later, allorché le villeggiature di Henry Ray Freshfield - anche per ragioni professionali - si spostarono in Switzerland, e pertanto sulle Alpi, destando little by little nel sensibile giovinetto impressioni incancellabili. Ricorderà, a sessant'anni di distanza, nella confidenziale intervista biografica rilasciata to Adolf Hess:

Credo che, senza alcuna interruzione, per i dieci anni che seguirono, mi recai ogni agosto nelle Alpi con i miei genitori, e conobbi non solo le gite facili, ma anche parecchie mete meno comuni. Facemmo il giro del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Bernina; andammo ad Arolla, ad Evolena, a Cogne, in Val Formazza, nelle Alpi di Glarus, a Davos, a Livigno e nel Vorderrhein. Alcune carte, anzi, da me tracciate mostrano ancora i nostri annuali itinerari. Scalammo il Titlis, la Cima di Jazzi, il Mittelhorn, ed altre cime di altezze moderate. Ma poiché queste ultime non soddisfacevano la mia ambizione, così nel 1863 decisi di tentare da solo il Gran Paradiso, dove il proibitivo tempo mi arrestò. Fui in grado, ad ogni modo, d'attraversare il Col du Géant, e di scalare il Monte Bianco.

Credo che, senza alcuna interruzione, per i dieci anni che seguirono, mi recai ogni agosto nelle Alpi con i miei genitori, e conobbi non solo le gite facili, ma anche parecchie mete meno comuni. Facemmo il giro del Mont Blanc, del Monte Rosa e del Bernina; andammo ad Arolla, ad Evolena, a Cogne, in Val Formazza, nelle Alpi di Glarus, a Davos, a Livigno e nel Vorderrhein. Alcune carte, anzi, da me tracciate mostrano ancora i nostri annuali itinerari. Scalammo il Titlis, la Cima di Jazzi, the Matterhorn, ed altre cime di altezze moderate. Ma poiché queste ultime non soddisfacevano la mia ambizione, così nel 1863 decisi di tentare da solo il Gran Paradiso, dove il proibitivo tempo mi arrestò. Fui in grado, ad ogni modo, d'attraversare il Col du Géant, e di scalare il Monte Bianco.

Fatto sta che l'anno seguente ero pronto per incominciare le mie escursioni con due compagni di scuola, e feci la marcia ricordata in Across Country from Thonon to Trent (stampato privatamente) che ora è assai raro, e per il quale ora è richiesto un prezzo fantastico. Dieci anni di vacanze estive tra le favolose Alpi svizzere e italiane, dunque, che non potevano non lasciare nell'adolescente vibrazioni incontenibili e perenni. Impersonava la signora Freshfield, a quel tempo, oltre che la soavità commovente della madre, l'età intramontabile della donna entusiasta della sua maternità. Autentica maestra d'una lingua limpida e ricercata, essa era autrice di deliziose guide turistiche (diari delle sue escursioni) che l'avrebbero posta tra le alfiere dell'escursionismo femminile europeo. Scrisse di lei Valeria Azzolini in I resoconti di viaggio di Freshfield

Amante della montagna nel senso più giovane e vero della parola, la fretta le era sconosciuta perché non era tanto il raggiungimento della vetta che la interessava, quanto l'incanto del paesaggio che incontrava lungo il percorso, e così le ore passavano in quel godimento. Oltre ai membri della famiglia, poi, vi era un altro protagonista nei racconti della signora Freshfield: la guida Michel Alphonse Couttet. E fu sicuramente in quegli anni che il giovane Freshfield capì l'importanza, in ogni azione alpinistica, della presenza di una buona guida. Solo con la convinzione di quanto contasse un buon accompagnatore nelle scalate, Douglas (giunto quasi al termine della sua formidabile carriera) avrebbe potuto affermare:

La mia ambizione più alta non è mai stata quella di trascorrere le intere giornate in faticosi esercizi che sviluppavano i muscoli. Nessun altro momento alpinistico invece era da me più apprezzato di quello in cui potevo godermi il panorama, mentre ad altri toccava aprire la via.


Feel free to help me. 149.155.96.5 17:13, 22 September 2006 (UTC) More translation by me. Terri G 18:52, 17 October 2006 (UTC)

Added translation tag, I've officially given up, because I was way too ambitious. Terri G 11:16, 20 December 2006 (UTC)

Obit in The Times[edit]

Obituaries The Times, Saturday, Feb 10, 1934; pg. 14; Issue 46675; col D — Mr. Douglas Freshfield A Great Mountain Explorer -- billinghurst (talk) 12:01, 7 October 2008 (UTC)

External links modified[edit]

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